SEGUI LE COPPE EUROPEE DI SOFTBALL CON LA ITALPOSA FORLI'


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mercoledì 19 agosto 2026

Le avversarie di Forlì (4): Vienna MetroStars

(i precedenti post sulle Vienna Metrostars sono qui e qui)

Il softball austriaco è rimasto più o meno dove lo avevamo lasciato nel 2024. Bundesliga a cinque squadre, con le tre viennesi (Metrostars, Wanderers, Crazy Chicklets) a lottare per il titolo e le altre due (Linz, Dornbirn) visibilmente più a corto di risorse; poi una Zweite Bundesliga salita a sette partecipanti che però sono di fatto la Squadra_B dei cinque club di cui sopra, più l'indomabile St. Polten, più una matricola. Si gioca molto slowpitch, il movimento agonistico invece è in stallo.

Le Vienna MetroStars arrivano in coppa con in tasca il secondo titolo nazionale: nella finale, stesso avversario stesso punteggio della volta precedente, 2-1 sulle Crazy Chicklets di Wiener Neustadt.
Quest'anno le MetroStars sono rimaste indietro, hanno perso punti negli scontri diretti e al momento la finale dovrebbe essere una faccenda fra le altre due viennesi.

Nella Austrian Bundesliga le MetroStars non schierano la lanciatrice straniera perché hanno scelto di puntare sul catcher americano Garcia Quintero: nel cerchio quindi si alternano Carla Langthaler e la 18enne Ferak, che però in coppa non è stata portata: ci saranno infatti due americane: Devon Miller, che è tesserata per le Wanderers e statisticamente è la miglior lanciatrice del campionato; e Kirsten Schmidt, in prestito dallo Stoccarda, che se la cava bene anche nel box di battuta. A rinforzare sia il line up, sia la difesa all'esterno è stata inserita nel gruppo l'olandese Schuur, dal Neptunus Rotterdam. Sempre per aumentare la qualità dell'attacco, dalle Wanderers è arrivata anche Bentz, interno brava a cercare la battuta di contatto.

Così implementato, il line up merita un minimo di rispetto: L'Interbase Elizabeth Sillipp è un lead off veloce, Bentz e Dittrich hanno buone medie di arrivo in base, Garcia Quintero e Mauracher sono i due battitori clean up.

Possibile formazione: Schmidt / Miller (p), Garcia Quintero (c), E. Sillipp (1b), Bentz (2b), Dittrich (ss), Mauracher (3b), J. Sillipp, Schuur, Miller / Schmidt (esterni); [N.B. le MetroStars in coppa non usano il DP ma il "Flex" su Langthaler].
In sintesi: se il roster di campionato appare poco competitivo, gli innesti di coppa fanno salire la qualità delle MetroStars: ci sono almeno tre battitori discreti in più, un paio di difensori e due americane affidabili in pedana. Probabile salvezza.
Voto finale: 🌟 / 🌟🌟

Oh!

La difesa forlivese si prende cura di Britt Vonk
(photo courtesy Renata Jansen)
Allora si possono battere.

L'Olympia Haarlem non è solo campione d'Olanda uscente, riconfermatosi la settimana scorsa; non è solo la vincitrice di tre Premiere Cup consecutive, dal 2022 al 2024; non è solo la società ospitante, e una delle favorite per la vittoria finale. E' anche una delle squadre che Forlì non aveva mai battuto, sei sconfitte su altrettanti scontri diretti dal 2017; sconfitte a volte severe, a volte dolorose, e dentro ci sono anche due finali di Coppa (2022, 2024).

Non aveva.

L'Italposa ha finalmente sfatato questo suo tabù, con una prestazione convincente dall'inizio alla fine, una partita combattuta, emozionante, giocata bene. Una partita bella.

E' finita 4-0 ed è una vittoria di quelle che resteranno, di cui si racconteranno le azioni e le statistiche. E sebbene, stringi stringi, sia stata solo una partita del primo turno di Coppa, che conta tanto per la fase successiva ma niente più; a dispetto di questo, è una di quelle vittorie che ti appunti sul petto a guisa di medaglia, e ne puoi andar fiero.

Come contro Bonn, l'immagine più appariscente è arrivata dalla pedana di lancio: partenza di Jordan Johnson, sei inning di qualità eccezionale, davvero: 10 strike out, due valide concesse (tutte e due al pericolo pubblico numero uno, Britt Vonk), qualche inevitabile base ball, e un unico problema vero e serio, subito in avvio. Beers in Terza e Vonk in Prima, un solo out, lo Spoortpark spumeggia pregustando punti facili. Vonk scatta per la "rubata", Gasparotto la inchioda a metà strada, e la difesa romagnola è bravissima a eliminare il corridore sempre tenendo d'occhio Beers pronta a fiondarsi sul piatto di casa. E poi "JoJo" chiude l'inning con il primo dei suoi dieci "k" di giornata.

L'Olympia in Terza non ci arriverà più, e Johnson navigherà con tranquillità relativa fin quasi alla fine. La difesa la aiuterà ancora, e a lungo si racconterà di una presa al volo di Vigna su una bordata di Jackson che pareva destinata alle recinzioni.
E l'attacco? si è lavorato la partente Hop e ha ricavato il massimo dal suo calo improvviso: quinto turno basso, quattro ball a Spiotta, quattro a Vigna, cambio in pedana ed entra la mancina canadese Rackel. Nel box Piancastelli: quattro ball anche a lei, intenzionali. E' una scommessa e pure sensata, ma Logan Moreland la punisce con la valida del 2-0; l'Olympia pasticcia, Forlì ha ancora i corridori in posizione avanzata e un solo out. Va a battere Lacatena, singolo a destra, 4-0. Silenzio.

All'ultimo turno, dopo 106 lanci e due basi ball di pura stanchezza, il manager Suarez sceglie di rimandare in pedana Cacciamani, con scelta speculare rispetto al match di tre ore prima contro Bonn: lì "Caccia" era stata la partente e Johnson il rilievo finale, adesso le parti si invertono e "Ila" è chiamata a fare gli ultimi due out: Felix va "k", Clarijs pure, Forlì può esultare.

All'Italposa resta un'ultima partita con le Vienna Metrostars, E' del tutto ininfluente, Vienna è comunque quarta nel girone e Forlì prima: andando avanti, se la vedrà le prime tre dell'altro gruppo, che come da pronostico sono già Bollate, spagnole, céche. Vedremo in che ordine.

martedì 18 agosto 2026

Le avversarie di Forlì (3): Olympia Haarlem

(i precedenti post sull'Olympia Haarlem sono qui, qui, qui e qui)

Quest'anno il campionato olandese è già terminato. Ha rivinto l'Olympia Haarlem, al terzo titolo di fila, settimo nelle ultime dieci edizioni. E non è una buona notizia per Forlì.

Non lo è perché a fine luglio le blu-arancio apparivano in notevole difficoltà, e dopo un pareggio contro il Neptunus (nella Hoofdklasse esiste il pareggio) il distacco dalle Sparks Haarlem appariva incolmabile. Ma l'Olympia ha rovesciato il tavolo: con le energie residue ha vinto le ultime otto partite consecutive, compreso un emozionante doppio match con le Sparks con cui ha avuto termine una stagione senza playoff. E a essere decisivo è stato proprio quel pareggio, che per poco non era stato una sconfitta, e che in tal caso avrebbe mandato lo scudetto nella direzione opposta di Haarlem.

Scudetto all'ultimo respiro e Coppa Campioni sul proprio diamante, un'Olympia così è carica a molla: lo sa, e lo dice pure, anche se coach Maas (in uscita a fine stagione) è andato un po' oltre chiosando «Questa è la vera Olympia, abbiamo mostrato quello di cui siamo capaci [...] e lo abbiamo fatto con giocatrici esclusivamente olandesi», magari esagerando un filo con l'ideologia e scordandosi di avere in gruppo una Zoulova che qualcosa di buono glielo ha pur fatto.

Sorvolando su qualità e opportunità delle dichiarazioni, l'Olympia resta una squadra formidabile, nucleo portante della Nazionale ma anche capace di crescere talenti.

Anche se ha lanciato molto meno del solito (appena 45.0 inning), la mancina Van Aalst è fondamentale nella rotazione dei lanciatori assieme a Lisa Hop e ad Anna Zoulova; c'è anche van Eijl (cresciuta nelle Oosterhout Twins, poi a lungo nel Roef!) che dovremmo vedere nel cerchio in occasione delle partite meno problematiche. Contrariamente alle abitudini, nemmeno un prestito dagli altri club neerlandesi.

Le straniere di Coppa però ci sono, e di qualità. Una è la lanciatrice canadese Morgan Rackel, mancina, una da palle veloci con effetti, già vista con la sua nazionale alle qualificazioni (vinte) per la Coppa del Mondo 2027: ha fatto una breve apparizione anche contro l'Italia, nel match perso dalle azzurre per 11-10.
E poi c'è ancora Jazmyn Jackson, che torna dopo la stagione 2024; "JJ" gioca Terza e pure esterno, è veloce e batte tanto. E' stata con Forlì nel 2018 lasciando ottimi ricordi; lo scorso anno ha giocato nel Collecchio. L'altra straniera è la citata Zoulova, che ha fatto la prima parte di stagione con lo Joudrs Praga ed è passata all'Olympia a inizio luglio.

L'ordine di battuta è importante. Vonk è un lead off "naturale" e Brenda Beers (che arriva in base più spesso delle altre) un secondo altrettanto "naturale". Poi ci sono van der Zanden, van Aalst e Hop, che non batte più ultima: è in mezzo a loro che dovrebbe inserirsi Jackson. Il resto è variabile, Clarijs oppure van Dijk, Felix o Prins oppure Crouwel. Quest'anno manca uno slugger, come la Lindsey Thomas di due stagioni fa per intenderci: non è quindi un line up di potenza, almeno non come quello dell'Italposa (detto modestamente!); però son tutte pericolose, e veloci, e aggressive; e una volta che entrano in diamante, nascono i guai per la difesa avversaria.

Possibile formazione: Hop (p), Kieft (c), Crouwel (1b), Clarijs (2b), Vonk (ss), Beers (3b), Jackson, van Aalst, van der Zanden (esterni), Rackel (dp).
In sintesi: appena due settimane prima di queste righe, l'Olympia sembrava la più abbordabile degli ultimi anni. Forse invece era solo un drago assopito, che la rimonta vittoriosa in campionato potrebbe avere risvegliato.
Voto finale: 🌟 🌟 🌟