SEGUI LE COPPE EUROPEE DI SOFTBALL CON LA ITALPOSA FORLI'


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venerdì 14 agosto 2026

Forlì e la Coppa 2026

La Premiere Cup 2026 di softball sarà la numero 48 e si giocherà dal 17 al 22 di agosto ad Haarlem nei Paesi Bassi. Era dal 2017 che non si giocava in Olanda. Detta meglio: era dal 2018 che la finale di Premiere era sempre stata assegnata all'Italia, da Forlì a Buttrio, da Saronno a Bollate.
Nel 2017 ad organizzare la manifestazione erano state le Sparks sul loro Noordersportpark; quest'anno tocca all'Olympia ospitare tutti quanti al Nol Houtkamp Sportpark.

Per l'Italposa inizia finalmente il momento decisivo di tutta la stagione. Nel giro di un mese e mezzo darà la scalata ai suoi tre obiettivi stagionali: adesso la Premiere, a fine mese la Coppa Italia -di cui è detentrice-, e a settembre i playoff scudetto. Si tratta di raccogliere le forze e tuffarsi nel vivo della competizione, con la consapevolezza di avere voce in capitolo in qualsiasi circostanza.

Il gruppo che va in Premiere può giovarsi di due inserimenti parecchio importanti.
Uno è la lanciatrice Jordan "JoJo" Johnson, che è già stata con Forlì nelle stagioni 2024 (Premiere e playoff) e 2025 (prima fase della regular season). Johnson gioca nel circuito Pro americano con le Atlanta Smoke e aggiunge ulteriore profondità a una pedana che già è ricchissima di suo (Cacciamani, Comar, Floyd, Lacatena), ma a cui può far solo bene un rinforzo per affrontare un torneo intenso e stressante come la Coppa Campioni.

L'altro inserimento è Erika Piancastelli, nazionale azzurra, considerata una delle più forti giocatrici italiane in attività. Piancastelli ha già fatto parte della squadra nel quadriennio 2018-21, e aveva vestito la casacca forlivese per l'ultima volta durante le finali scudetto 2021. La sua carriera si divide abitualmente fra la JD.League giapponese e il circuito americano; è una testimonial della Major League di baseball e, in generale, un personaggio molto conosciuto e importante nel mondo del "batti e corri". Piancastelli si è unita alla squadra da inizio agosto e ha anche giocato un breve scampolo di campionato; dopo Haarlem farà rientro nel campionato nipponico.

Per motivi diversi, invece, non saranno presenti né Julianna VerniVirginia Mambelli.

Le ragazze di Coppa dunque sono:
Lanciatori: Ilaria Cacciamani, Veronica Comar, Allie Floyd (USA), Jordan Johnson (USA), Alexia Lacatena.
Ricevitori: Marta Gasparotto, Giulia Matta, Erika Piancastelli.
Interni: Noemi Cortesi, Martina Laghi, Logan Moreland (USA), Carlotta Onofri.
Esterni: Noemi Giacometti, Veronica Onofri, Laura Vigna.
Utility: Alice Spiotta, Caterina Turci.

Il manager è Pablo Suarez, prima stagione con Forlì in questo ruolo. Gli altri coach sono Giulio Brusa e Patrizia Vitaliani.

giovedì 13 agosto 2026

Forlì verso Haarlem 5 - La Coppa Coppe 2010

Infandum, regina, iubes renovare dolorem
«Regina, tu mi obblighi a rinnovare un dolore che non deve essere raccontato»
Verg., Aen. II, 3

Questa è una storia di cui nessuno parla volentieri.

La quarta trasferta ad Haarlem del Softball Forlì è nel 2010; stavolta si tratta della Coppa Coppe. L'ospite è l'Olympia Haarlem, che organizza anche la poule A di Coppa Campioni ma che le coppe non le gioca: le rappresentanti dei Paesi Bassi sono infatti Tex Town nel torneo maggiore, Sparks e Terrasvogels (detentore) nella "coppetta".
Lo scopo è ovviamente autopromozionale: l'Olympia è una polisportiva di recente istituzione; la sezione softball è nata nel 2008 dalla fusione tra altri due club di Haarlem (il DSC '74 e il TYBB); gioca al Nol Houtkamp Sportpark, che è un impianto polifunzionale nuovo ed attraente; e insomma, ci sono mezzi e ambizioni per puntare lontano. Prima che finisca il decennio, l'Olympia porterà a termine la missione.

La Fiorini stavolta entra in Europa di rimbalzo. Caserta ha fatto bottino pieno, scudetto e Coppa Italia, entrambe le volte contro Forlì; e dunque campane in Coppa Campioni, Forlì in Coppa Coppe.

Quella del 2010 è la quarta Coppa Coppe a cui prende parte Forlì: le tre precedenti le ha portate a casa (Praga 2000, Ronchi 2005, Caronno 2006), ventisette partite giocate e tutte vinte. La Fiorini 2010 è una squadra alta di gamma, che al gruppo precedente ha aggiunto una eccellente mazza come Pagnini, e una giocatrice formidabile come Andrea Montanari. Per la coppa è tornata Stacey Nelson, stella di Florida University e del campionato Pro giapponese, già con Forlì in Coppa Campioni 2009. I pezzi sono tutti al loro posto, c'è solo un problema.

Primo Maggio, trasferta di Montegranaro, al 2o inning di garadue si infortuna Malerich. Ginocchio. Sembra niente, l'italoamericana rientrerà in poco più di un mese e sarà ancora brillante. Ma.

Ma arriviamo alla Coppa Coppe. A discrezione degli organizzatori, la partita che inaugura il torneo è stata anticipata alla domenica sera invece del consueto lunedì mattina, e le protagoniste designate sono Forlì e Sparks; il fuoriprogramma domenicale non succederà mai più, ma intanto le olandesi il trappolone lo hanno preparato e la Fiorini ci finisce dentro con tutti e due i piedi. Piove e tira vento, Forlì inizia bene dietro i lanci di Nelson ma a metà gara le olandesi rimontano da 1-3 a 4-3; entra Malerich e finisce 7-3. Record di vittorie in coppa interrotto, e chissene, ma soprattutto c'è disagio per essere state messe sotto così. Solo che il peggio deve ancora venire.

Lunedì mattina, match contro le tedesche. A metà del 2o inning, Malerich ruzzola a terra per difendere una smorzata. Non si alza più: stesso ginocchio stesso guaio. Fatti i debiti conti, a Forlì restano due pitcher di ruolo: Nelson e Serena Filiput, che a sua volta gioca su un infortunio alla schiena.

Per farla corta, la Fiorini si fa strada nel torneo perdendo solo un'altra partita, con il Terrasvogels, e si presenta al page system conclusivo da terza classificata dietro alle due olandesi. Al venerdì pomeriggio si libera del Moskovia e, come nel 2007, attende di sapere in quale ordine affrontare le ultime due squadre.

Dal cilindro esce il Terrasvogels di Rolla e Murch. Forlì ne viene a capo 2-0 dopo otto inning di peripezie, e arriva in finale contro le imbattibili Sparks allenate da Juni Francisca.

Sabato mattina, prima del match con il Terrasvogels

E invece, a metà del settimo inning, quelle imbattibili sembrano le forlivesi: spiegano softball e conducono 6-1, mentre Nelson in pedana sta rievocando lo spirito di Malerich 2007, ventuno riprese tirate fra Moskovia, Terrasvogels e Sparks, e senza battere ciglio. Dettaglio grottesco: la troupe televisiva olandese inizia a smontare le attrezzature, non ha intenzione di riprendere il cerimoniale se la vincitrice non è una squadra dei Paesi Bassi. Purtroppo si sta preparando un finale diverso.

E' tutto un attimo. Settimo e possibilmente ultimo attacco Sparks, Nelson fa il primo eliminato, e lì finisce le energie, di colpo, senza preavviso e senza misericordia. Una, due, tre valide, anche lunghe; quando Forlì fa il secondo out il tabellone dice 6-4. Ma ormai la valanga è partita, e la cosa peggiore è doverla guardare senza poterci fare niente. L'ultimo carnefice è Debbie Connor: aveva già castigato l'Italia nelle qualificazioni per le Olimpiadi 2008, stavolta tocca a Forlì: basi piene, doppio contro la recinzione, finisce 7-6. Dopo la partita, nessuno riuscirà a dire niente per ore.

martedì 11 agosto 2026

Forlì verso Haarlem 4 - La Coppa Campioni 2007

Non ci si dovrebbe stupire se non di potersi stupire ancora
(François de La Rochefoucauld)

Nel 2007 le Sparks ottengono di ospitare la Coppa Campioni nel decennale della loro prima organizzazione, quella del 1997 vinta da Forlì. E' l'edizione numero 30. Stavolta il campo principale è il Noordersportpark, il diamante dentro il parco di Schoterbos su cui giocano le "Scintille"; campo secondario viene eletto quello del Terrasvogels, il De Elta di Santpoort-zuid.

La formula del torneo si è dilatata, passando da otto a dieci partecipanti e aumentando in proporzione le fasi e il numero di partite: sempre due gironi, poi un round robin a sei e infine il page system finale che decide le medaglie.

La Fiorini Forlì è campione d'Italia ed entra in coppa dalla porta principale. La squadra da battere è Macerata, che l'anno prima ha vinto la sua quinta Coppa Campioni e si è rinforzato con l'australiana Stacy Porter, la più forte battitrice in purezza di quel decennio.

Forlì può coltivare le sue legittime aspirazioni. Ha Leslie Malerich nel suo prime, e quella Malerich era in grado di vincere le partite quasi da sola; ma c'è anche stato un problema con la lanciatrice americana Sallinger, tornata negli Usa a giugno senza fornire troppe spiegazioni: la sostituisce Lisa Dodd, giocatrice molto più forte e completa, ma che in pedana (complice un infortunio) non può fornire la stessa qualità.
Per la Coppa si è aggiunta Natalie Anter, gloria forlivese e olimpionica ad Atene 2004, che temporaneamente aveva anche cessato l'attività; e c'è anche una italoamericana di Miami, Sara Ghezzi. Farà la sua parte.

L'inizio non è di quelli sfavillanti: tedesche superate per 2-0, russe con un faticosissimo 2-1, e poi il ko contro le Sparks, 1-2 agli extra inning sotto una pioggia battente e fastidiosa perfino a dire degli autoctoni. E' una sconfitta amara e a Forlì tocca rimpiangere undici corridori lasciati in base e almeno tre occasioni con la giocatrice in Terza e meno di due eliminati.

L'indomani, è mercoledì, al De Elta la Fiorini supera in scioltezza le spagnole e, di rientro al Noordersportpark, apprende una notizia in apparenza futile, ma che avrà il suo peso.
Dunque, le Dornbirn Sharx, rappresentanti austriache, avevano iniziato a costruire squadre interessanti, molto "multinazionali" e competitive: quel progetto già l'anno dopo (Praga 2008) le porterà all'argento continentale, e l'anno dopo ancora (Legnano 2009) alla conquista del bottino grosso. In coppa le Sharx portavano sempre lanciatrici americane molto forti; a Bollate 2006, per esempio, si erano presentate con Kristina Thorson (giocherà con Forlì i playoff 2009 e 2010); ad Haarlem 2007 c'è Brianne McGowan, monumentale pitcher di Oregon State, una in grado di far arrivare molto lontano la sua squadra.
Succede che quel pomeriggio Dornbirn gioca contro le belghe del Brasschaat: ha bisogno di vincere per andare al round robin, e dopo quattro inning gestisce un comodo 4-1. Il manager austriaco ritiene necessario risparmiare un po' McGowan, la avvicenda... e la partita finisce 11-4 per le Brasschaat Braves.

Così la Fiorini trova sul suo cammino le belghe al posto delle austriache, vale a dire una squadra forte ma gestibile anziché la mina vagante del torneo. E quindi è Forlì che, assorbito senza drammi uno 0-4 con Macerata, può vincere agevolmente sia con Braaschat sia con lo Joudrs Praga senza mandare nel cerchio Malerich, tenuta a riposo in vista delle ultime tre partite. Le romagnole infatti sono arrivate al page system da terze classificate e se vogliono arrivare in Finale sono costrette a tre vittorie: devono battere subito lo Joudrs, e poi nell'ordine la perdente e infine la vincente di Macerata - Sparks.

E' il venerdì pomeriggio, e Forlì parte a tutta manetta: 5-0 alle céche, sette riprese di no hit (no hit!) per Malerich, e appuntamento per il sabato mattina con le Sparks, che in serata si prendono una allegra "manifesta" dalle detentrici del trofeo.

Contro le olandesi, Forlì capovolge ciò che era stato il match della prima fase: sono le Sparks a dilapidare occasioni, mentre la Fiorini si fa bastare una volata di sacrificio di Stefania Vitaliani nel tie break; finisce 1-0, Malerich tira altre otto riprese de sostanza, Anter fa un pickoff memorabile sul possibile punto delle padrone di casa. Ancora non basta, però: ad attendere in finale c'è il kraken.

La Fiorini si aggrappa al braccione di Malerich e se la gioca con la forza dei nervi distesi. Va avanti 2-0, subisce il pareggio, rischia grosso in un paio di situazioni e, per la seconda volta in un giorno, approda agli extra inning. Forlì, che attacca per prima, riempie le basi e tocca a Sara Ghezzi realizzare l'impensabile: bolide all'esterno sinistro e 4-2. Poi valida interna di Zauli e 5-2.
Cambio di turno in attacco, tocca alle campionesse in carica. Ma il palcoscenico è di Malerich (ventitrè riprese lanciate in ventiquattr'ore) e di Forlì tutta: il 5-2 rimane, Forlì vince la sua terza Coppa Campioni.

Tutti insieme, Forlì!