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martedì 11 agosto 2026

Forlì verso Haarlem 4 - La Coppa Campioni 2007

Non ci si dovrebbe stupire se non di potersi stupire ancora
(François de La Rochefoucauld)

Nel 2007 le Sparks ottengono di ospitare la Coppa Campioni nel decennale della loro prima organizzazione, quella del 1997 vinta da Forlì. E' l'edizione numero 30. Stavolta il campo principale è il Noordersportpark, il diamante dentro il parco di Schoterbos su cui giocano le "Scintille"; campo secondario viene eletto quello del Terrasvogels, il De Elta di Santpoort-zuid.

La formula del torneo si è dilatata, passando da otto a dieci partecipanti e aumentando in proporzione le fasi e il numero di partite: sempre due gironi, poi un round robin a sei e infine il page system finale che decide le medaglie.

La Fiorini Forlì è campione d'Italia ed entra in coppa dalla porta principale. La squadra da battere è Macerata, che l'anno prima ha vinto la sua quinta Coppa Campioni e si è rinforzato con l'australiana Stacy Porter, la più forte battitrice in purezza di quel decennio.

Forlì può coltivare le sue legittime aspirazioni. Ha Leslie Malerich nel suo prime, e quella Malerich era in grado di vincere le partite quasi da sola; ma c'è anche stato un problema con la lanciatrice americana Sallinger, tornata negli Usa a giugno senza fornire troppe spiegazioni: la sostituisce Lisa Dodd, giocatrice molto più forte e completa, ma che in pedana (complice un infortunio) non può fornire la stessa qualità.
Per la Coppa si è aggiunta Natalie Anter, gloria forlivese e olimpionica ad Atene 2004, che temporaneamente aveva anche cessato l'attività; e c'è anche una italoamericana di Miami, Sara Ghezzi. Farà la sua parte.

L'inizio non è di quelli sfavillanti: tedesche superate per 2-0, russe con un faticosissimo 2-1, e poi il ko contro le Sparks, 1-2 agli extra inning sotto una pioggia battente e fastidiosa perfino a dire degli autoctoni. E' una sconfitta amara e a Forlì tocca rimpiangere undici corridori lasciati in base e almeno tre occasioni con la giocatrice in Terza e meno di due eliminati.

L'indomani, è mercoledì, al De Elta la Fiorini supera in scioltezza le spagnole e, di rientro al Noordersportpark, apprende una notizia in apparenza futile, ma che avrà il suo peso.
Dunque, le Dornbirn Sharx, rappresentanti austriache, avevano iniziato a costruire squadre interessanti, molto "multinazionali" e competitive: quel progetto già l'anno dopo (Praga 2008) le porterà all'argento continentale, e l'anno dopo ancora (Legnano 2009) alla conquista del bottino grosso. In coppa le Sharx portavano sempre lanciatrici americane molto forti; a Bollate 2006, per esempio, si erano presentate con Kristina Thorson (giocherà con Forlì i playoff 2009 e 2010); ad Haarlem 2007 c'è Brianne McGowan, monumentale pitcher di Oregon State, una in grado di far arrivare molto lontano la sua squadra.
Succede che quel pomeriggio Dornbirn gioca contro le belghe del Brasschaat: ha bisogno di vincere per andare al round robin, e dopo quattro inning gestisce un comodo 4-1. Il manager austriaco ritiene necessario risparmiare un po' McGowan, la avvicenda... e la partita finisce 11-4 per le Brasschaat Braves.

Così la Fiorini trova sul suo cammino le belghe al posto delle austriache, vale a dire una squadra forte ma gestibile anziché la mina vagante del torneo. E quindi è Forlì che, assorbito senza drammi uno 0-4 con Macerata, può vincere agevolmente sia con Braaschat sia con lo Joudrs Praga senza mandare nel cerchio Malerich, tenuta a riposo in vista delle ultime tre partite. Le romagnole infatti sono arrivate al page system da terze classificate e se vogliono arrivare in Finale sono costrette a tre vittorie: devono battere subito lo Joudrs, e poi nell'ordine la perdente e infine la vincente di Macerata - Sparks.

E' il venerdì pomeriggio, e Forlì parte a tutta manetta: 5-0 alle céche, sette riprese di no hit (no hit!) per Malerich, e appuntamento per il sabato mattina con le Sparks, che in serata si prendono una allegra "manifesta" dalle detentrici del trofeo.

Contro le olandesi, Forlì capovolge ciò che era stato il match della prima fase: sono le Sparks a dilapidare occasioni, mentre la Fiorini si fa bastare una volata di sacrificio di Stefania Vitaliani nel tie break; finisce 1-0, Malerich tira altre otto riprese de sostanza, Anter fa un pickoff memorabile sul possibile punto delle padrone di casa. Ancora non basta, però: ad attendere in finale c'è il kraken.

La Fiorini si aggrappa al braccione di Malerich e se la gioca con la forza dei nervi distesi. Va avanti 2-0, subisce il pareggio, rischia grosso in un paio di situazioni e, per la seconda volta in un giorno, approda agli extra inning. Forlì, che attacca per prima, riempie le basi e tocca a Sara Ghezzi realizzare l'impensabile: bolide all'esterno sinistro e 4-2. Poi valida interna di Zauli e 5-2.
Cambio di turno in attacco, tocca alle campionesse in carica. Ma il palcoscenico è di Malerich (ventitrè riprese lanciate in ventiquattr'ore) e di Forlì tutta: il 5-2 rimane, Forlì vince la sua terza Coppa Campioni.

Tutti insieme, Forlì!