SEGUI LE COPPE EUROPEE DI SOFTBALL CON LA ITALPOSA FORLI'


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venerdì 28 agosto 2026

Numeri, solo numeri

Triumphal
(photo courtesy Vladimir Iordanidze)

Forlì top - Con l'ultimo successo, il Softball Forlì ha portato a cinque il numero di Coppe Campioni vinte da un club italiano; ha così pareggiato il conto con i successi di un'altra grande del softball, Macerata.
In questa particolare graduatoria, è terzo Bussolengo con tre successi, poi Bollate con due. Tre squadre infine hanno vinto la Coppa una volta: Lazio (1991), Legnano (2008) e La Loggia (2014).

Ri-top - Forlì è anche il club con più presenze in Coppa Campioni: quattordici. Bollate ne ha tredici, Bussolengo nove, Macerata e Lazio sette. Caserta è andato quattro volte in Premiere Cup, senza vincerla mai.
Se allarghiamo la statistica ai dati della Coppa Coppe, Forlì in Europa arriva a ventitrè presenze (14+9), seguito da Bollate con sedici; quindi Bussolengo, Macerata e Lazio che la Coppa Coppe non l'hanno mai fatta e quindi hanno gli stessi numeri. Saronno ha sei presenze nelle competizioni continentali, cinque delle quali in Coppa Coppe.

Oggi, 22 agosto - Forlì ha vinto la sua quinta Coppa Campioni il 22 agosto; lo stesso giorno, nel 2015, a Praga, la squadra romagnola vinceva la sua quinta Coppa Coppe (ne avrebbe conquistata un'altra nel 2019, ancora a Praga).
Il 22 agosto è stato a tutti gli effetti un giorno storico per il softball tricolore: nel 1991 la Lazio di Tonino Micheli, trascinata per l'occasione da Lisa Fernandez, batteva il Terrasvogels e si aggiudicava la Coppa Campioni, prima squadra italiana a riuscire nell'impresa. Si giocò a Roma.

JoJo trophy - Dopo anni in cui i premi individuali erano stati accantonati (l'ultima volta li ricordiamo nel 2014), il Comitato Organizzatore di Haarlem ha in minima parte ripristinato l'usanza. Forse è stato solo un motu proprio anziché un mandato formale della Federazione; ma è pur sempre un riconoscimento significativo. E' stato infatti conferito il premio di MVP a Jordan Johnson dell'Italposa. La lanciatrice statunitense ha chiuso il torneo con un record vittorie/sconfitte di 4-0, una media pgl di 0,34, una media battuta concessa di .123, e 32 strike out, tutti numeri top di classifica.

Precedenti - Come già ricordato su queste pagine, Forlì ha ottenuto il suo primo successo contro l'Olympia Haarlem. Ora il bilancio negli scontri diretti è di 1-6, partendo dal primo match in Coppa Coppe 2017; due delle sei sconfitte sono arrivate in finale di Coppa Campioni (2022, 2024).
Quello con lo Joudrs è il secondo ko in oltre vent'anni; il bilancio è di 13-2. La prima partita si giocò in occasione della Coppa Coppe 2005 e finì 7-0; l'altra sconfitta venne nel 2016 e non fu altrettanto indolore, infatti costò a Forlì l'accesso alla finale, poi vinta dalle Haarlem Sparks contro le céche.
Riguardo a Bollate, grazie ai due successi di coppa Forlì si è riportata in vantaggio nel bilancio degli scontri diretti nei match ufficiali, contando solo a partire dal 1994 (ritorno della società romagnola in serie A). Di 161 partite giocate, Forlì ne ha vinte 81 e le milanesi 80. Restringendo la statistica all'Europa, Forlì ha vinto 5 volte (incluse le finali di Premiere 2021 e 2026) e perso una sola, una partita valida per la prima fase della coppa 2021 in quel di Buttrio.

martedì 25 agosto 2026

La Quinta

Battendo in finale 4-1 Bollate, il Softball Forlì ha vinto l'edizione numero 48 della Coppa Campioni. Per la società romagnola si tratta della quinta vittoria su quattordici partecipazioni: i precedenti successi erano arrivati nel 1997, 2002, 2007 e 2021. Tre di questi cinque successi sono stati conquistati sui diamanti di Haarlem (1997, 2007, 2026).

Per l'Italposa è stata una finale dal feeling un po' strano, dall'atmosfera tesa ma senza essere nervosa. O almeno, il nervosismo non ha fatto tempo a manifestarsi perché -in maniera simbolica e anche sostanziale- il match è andato nella direzione desiderata da Forlì fin da subito. Dalla prima palla, a essere precisi.

Non proprio la prima palla della partita, l'attacco iniziale lo aveva fatto Bollate; ma la prima pallina a disposizione del line up romagnolo. In quel lancio c'è tutta la carica, la voglia e la tecnica di Sarah Willis, ma anche la premonizione dei suoi problemi di controllo e, in ultima sostanza, di quello che sarebbe stata la prima metà della finale. Quella pallina finisce addosso a Laura Vigna, che va in Prima, e poi in Seconda perché anche Piancastelli riceve base su ball, e poi in Terza su palla sfuggita al ricevitore; e infine Vigna completa il giro e segna il punto del vantaggio forlivese, quando Lacatena scaramella in modo fortunoso una pallina che rotola a destra e rimane in campo, e la prima base avversaria non legge bene la situazione, aspetta Lacatena sulla corsia per fare l'out e vede in ritardo Vigna schizzare verso casa, e quando la vede è troppo tardi, 1-0.

Scivolata a casa
photo courtesy Renata Jansen

Nel frattempo anche Piancastelli è in Terza, e appena si presenta l'opportunità l'Italposa non se la fa scappare: altra palla scontrollata di Willis (classificato poi "lancio pazzo"), la forlivese vola sul piatto di casa e batte sul tempo il tentativo di eliminazione del catcher di Bollate, 2-0.

Da qui in poi Willis neutralizza l'attacco romagnolo, mentre in pedana per l'Italposa Jordan Johnson inizia la sua grande giornata. Che non è senza pericoli, perché Bollate mette due corridori in base al terzo inning, addirittura riempie il diamante al quarto con due singoli e una base gratis, un solo eliminato, la capitana della nazionale Longhi nel box. JoJo ne esce bene, Longhi batte verso la Terza che assiste a casa per l'out obbligato, e l'inning si chiude sul sesto "k" di giornata per JoJo (alla fine ne farà 12).

A inizio 5o inning Willis esce; non c'è un motivo evidente, è arrivata solo a 72 lanci, il controllo l'ha un po' recuperato, e con il suo "cambio" ha addomesticato l'attacco di Forlì. Forse è solo una scelta tecnica: entra Kindermannova, tira curve veloci velocissime, e Forlì non l'ha mai incontrata. Ci sta. Solo che la céca non è subito efficace: quattro ball in fila a Giacometti, ma ball-ball, e poi è Cacciamani che se la lavora e che, al termine di un turno durato dieci lanci, spreme anche lei un biglieto gratuito per la Prima Base. La smorzata di Cortesi fa avanzare i corridori, ed ecco una nuova opportunità; entra Laura Vigna, singolo nel mezzo, 4-0.

Sembra un quadro di epoca rinascimentale
photo courtesy Renata Jansen

Di qui in avanti la partita è sulle spalle di Johnson, e tutta la squadra è con lei. Al sesto turno JoJo incassa un singolo e un doppio, Bollate segna il 4-1, ma la ragazza del Kansas ha ancora una bella velocità, ha gli effetti, ha energia, e tutto questo si trasmette e dà sicurezza all'Italposa.
JoJo inizia il settimo inning con il turno basso del line up avversario, 8-9-1. Non bisogna fare regali ai primi due battitori, perché poi ricomincia il giro, perché poi ci sono quelle più forti, perché un vantaggio di 4-1 è niente e la partita fa sempre tempo a imbrogliarsi e rotolare via, Forlì lo sa benissimo e a insegnarglielo è stato proprio quel diamante su cui sta giocando, il diamante della finale 2010, quella di cui nessuno parla volentieri.
E i primi due battitori rimangono al piatto. C'è ancora Zayas, è la giocatrice avversaria più pericolosa e ci starebbe perfino (perfino) di passarla in base per evitare un possibile fuoricampo che avrebbe conseguenze imprevedibili. Ma stavolta non è il caso di esagerare in prudenza: JoJo se la gioca e la cubana si fa ingolosire da una traiettoria poco favorevole, la sua battuta rotola piano verso Cortesi, che assiste Carlotta Onofri, che fa l'out in Prima, e libera le braccia verso il cielo.

Ed è così che Forlì ha vinto la sua quinta Coppa Campioni.

sabato 22 agosto 2026

Il cielo d'Olanda

Stasera è bellissimo

Scocciature

Il recupero lo vince Forlì. L'Italposa supera Bollate 2-0 e chiude il Super Round da prima classificata con un record di quattro vinte e una persa; giocherà la finale per l'oro da squadra di casa. Con un record di 3-2, Bollate è appaiato a Rivas e Olympia, ed è davanti (semplificando) in virtù del miglior quoziente-punti. La finale è in programma alle 18, salvo maltempo, come la settimana ci ha ben insegnato.

La partita, nessuno avrebbe voluto giocarla. Serviva quasi a niente (quasi): e se qualcuno si fosse fatto male? imperdonabile. Dovendo giocare di nuovo entro poche ore, l'evento era sentito da tutte e due le squadre come una scocciatura, nel senso più lato del termine. Pablo Suarez ha tolto dalla formazione una parte delle titolari, e lo stesso ha fatto il manager bollatese. Con Floyd nel circolo per Forlì, e Bigatton per le campionesse in carica, ne è nata una partita equilibrata, bella anche tecnicamente, con azioni pregevoli. Una partita che le due squadre hanno iniziato pian piano a "sentire".

E a quel punto, come succede sempre, ci si è resi conto che anche perdere è una scocciatura, ma grossa: così appena si presenta una opportunità, Suarez prova a vincerla. E ci riesce.
Sesto attacco, Forlì riempie il diamante; entra Vigna pinch hitter su Turci, doppio fra gli esterni, due punti.

A Bollate resta un attacco. Apre Cecchetti con un doppio; poi l'ottima Floyd lascia al piatto Costa, e infine due volate mettono fine al match.

E arrivederci a più tardi.

Ancora una volta in finale

Chi non c'era, non sa cosa si è perso. Chi c'era, non dimenticherà che cosa ha visto. E chi segue e tifa per questa squadra, infilerà nella collana dei ricordi un'altra perla di memoria da indossare per la vita.

Forlì è in finale. Giocherà per l'oro, come nel 2024. E come nel 2022, e nel 2021, la quarta occasione consecutiva in altrettante recenti apparizioni; era fin da subito il suo obiettivo, e averlo raggiunto deve dare orgoglio ma non stupore.
Troverà Bollate anziché l'Olympia: ma anche questo era uno dei pronostici, e quindi non è qui che sta la meraviglia.

No: ciò che procura meraviglia e stupore è come questa squadra riesca sempre a lasciare qualcosa, che si tratti di una partita intera, di una giocata, di una istantanea, insomma a tracciare un segno indelebile del suo gioco e del suo carattere, di tutto quello che nel tempo ha costruito l'identità del Softball Forlì.

Italposa - Rivas è un'altra di quelle partite che entrano diritte nell'albo dei ricordi, di quelli belli però. E' finita 4-3 per Forlì, e bisogna partire dalla fine.
Siamo al settimo inning, Madrid è avanti 3-1, e l'Italposa ha l'ultimo attacco, con il turno basso. La lanciatrice avversaria Ramirez fin lì ha misurato bene il line up romagnolo, fatto salvo un lunghissimo home run di Piancastelli finito nel canale oltre l'esterno centro. Ma Cortesi trova subito un bel contatto a sinistra e va in base; c'è un out, poi anche Vigna tocca valido. E nel box tocca a Piancastelli: dato il precedente le viene regalata la base, e poi ha anche senso riempire il diamante e forzare il gioco. Entra nel box Moreland, ma c'è nervosismo, e per l'americana sono quattro ball uno di seguito all'altro. Punto del 3-2.

E' stata lei
(photo courtesy Renata Jansen)

Tocca a Lacatena che manda una palla lunga a destra: è una volata di sacrificio, Vigna parte dalla Terza e si scontra con il catcher, che però si è piazzato a difendere il piatto prima ancora che le sia arrivata la palla dall'esterno. L'arbitro capo dà "interferenza" senza un attimo di esitazione, lo staff iberico non la prende bene, ma il 3-3 rimane e Forlì a quel punto ha la partita in pugno, è uno di quei momenti in cui lo sai e basta.
Base gratis a Gasparotto per forzare il gioco, Carlotta Onofri in battuta; Ramirez è a 124 lanci, ha perso velocità e anche un po' controllo, e il lancio 125 le rimane un po' alto. "Totta" lo aggancia bene, singolo a destra, 4-3, delirio.

E dire che, onestamente, fin lì il Rivas se l'era guadagnata. Un paio di ore prima aveva messo a segno la sorpresa della settimana, 5-2 sull'Olympia, era carico "a palla", e battendo Forlì sarebbe andato dritto in finale. L'Italposa peraltro non sarebbe stata spacciata, ma se voleva giocare per l'oro sarebbe stata costretta a vincere sia con lo Joudrs sia con il Bollate. C'è la sua differenza.

Una volta battute le madrilene, le due partite con Joudrs e Bollate hanno perso di importanza: alla peggio, infatti, Forlì chiuderebbe il Super Round alla pari con Rivas e Olympia, ma davanti a loro per aver vinto gli scontri diretti. Uguale Bollate: se arriva assieme a olandesi e spagnole, ha un "quoziente punti" migliore e quindi gli sta davanti. Da tutto questo consegue che, con qualunque combinazione, a giocarsi la finale saranno le due italiane, e che la partita che devono recuperare vale solo a stabilire chi giocherà come squadra di casa.

Quantunque serva a quasi niente, il match verrà giocato in ogni caso: Comitato Tecnico irremovibile, per non dire stizzito all'ipotesi di lasciar perdere. Entrambe le società avrebbero preferito risparmiarsi la fatica, i rischi o anche solo il tiramento di dover scendere in campo una prima, e quasi inutile volta appena sette ore prima della partita che conta per davvero. Niente da fare.

Nel frattempo Forlì la partita con lo Joudrs l'ha fatta, e ha perso 2-1. Non è che ha giocato male, o svogliata, o demotivata; semplicemente, le céche ne hanno avuto di più, fosse anche solo lo stimolo di riscattare con una vittoria di prestigio una coppa alla quale si erano presentate con maggiori ambizioni, se non altro di arrivare in zona medaglia.

Ma forse chi ne esce peggio è l'Olympia; già sorpresa per la sconfitta con Forlì, su cui pensava di avere la meglio come al solito, ha poi perso pure con le spagnole grazie anche al suo manager che, avanti 2-0, l'ha voluta pennellare e al 6o inning ha tolto dalla pedana Hop che stava andando benissimo, per mettere Zoulova che invece si è presa le valide del sorpasso. Proprio Rivas e Olympia giocheranno per il bronzo.

venerdì 21 agosto 2026

Le avversarie di Forlì (7): Joudrs Praga

(i precedenti post sullo Joudrs sono qui, qui, qui, qui, qui e qui)

E' imbarazzante dover ammettere di aver preso una cantonata: ma nel 2019 avevamo definito lo Joudrs una squadra "in fase declinante", e adesso ce lo troviamo in Coppa Campioni con sei scudetti consecutivi in più e il settimo in probabile arrivo, nonostante quest'anno la concorrenza di Sokol e Zraloci sia di molto più competitiva.

Nello Joudrs che arriva in coppa, ancora una volta timonato dall'inossidabile Tomáš Kusý (novità, ha tagliato la barba!), sono ben distinguibili sia i punti di qualità sia le debolezze. Tra i primi c'è senz'altro un line up che mette assieme buone medie e profondità: dietro il consueto lead off Horáčková (nel frattempo migrata dalla Prima alla Seconda base) ci sono le mazze di Frýbová e Molentova, che viaggiano oltre i .400; c'è Furkova che ha una media alta di arrivi in base, poi Klimplova che è una buona "contattista", e in fondo all'ordine di battuta c'è Houbova, che ha un Ops di 1.040 ed è un palese "falso nove". E non è solo questione di medie: quello boemo è un attacco che cerca il più possibile di mettere palla in gioco, fa molti "contatti", crea pressione e ruba (con buone percentuali) parecchie basi.
Un dettaglio interessante è quello dell'interbase. Nel ruolo non c'è più Dvořáková, passata al Ledenice, e nemmeno la sua giovane sostituta, Kalčevová, la quale di recente è stata tesserata dal Saronno e fa la Coppa Coppe con le varesine: in Premiere fin qui la posizione è stata coperta perlopiù da Houbova, la quale fino a luglio si alternava fra Seconda e Terza e ha bisogno di un po' di adattamento. Altrimenti gioca la giovanissima Jedelská (2009).

Il lato, non diciamo debole ma almeno enigmatico, è la pedana. In campionato ha lanciato Anna Zoulova, che però da fine luglio si è trasferita in Olanda per giocare playoff e Premiere con l'Olympia Haarlem. L'altro pitcher "storico" Linková è a sua volta passato al Sokol, e quindi di lanciatrici céche rimane la sola Chalupcková, a cui per la coppa si affiancano due americane.
La più quotata è la canadese Annabel Teperson (sic): cresciuta sportivamente nelle Cal Golden Bears di Berkeley, è stabilmente nella rotazione della nazionale con la foglia d'acero. L'altra è Makenna Reid, una mancina da palle veloci nativa dell'Oregon, uscita quest'anno da Florida State dove faceva soprattutto il rilievo; anche in coppa è stata adoperata massimo per due-tre inning alla volta, e se l'è cavata bene sia contro Bollate che contro l'Olympia
Per chi se lo stesse domandando, non c'è Peckova, che è ancora fra i migliori "braccioni" della Extraliga žen ma è rimasta in patria con lo Zraloci.

Possibile formazione: Teperson (p), Slaninová (c), Furková (1b), Horáčková (2b), Houbova (ss), Klimplová (3b), Nosková, Molentová, von Tsurikov (esterni), Frýbová (dp).
In sintesi: assumendo che contro Bonn vada nel cerchio Chalupcková, Forlì si troverà davanti Teperson con probabile rilievo di Reid, e con questa configurazione lo Joudrs è una squadra consistente. L'attacco, poi, è sempre da affrontare con circospezione. Ma per la Coppa la situazione è compromessa: la squadra praghese ha buttato via la partita contro Rivas, regalando una vittoria che diversamente l'avrebbe tenuta in corsa per il podio.
Voto finale: 🌟🌟

Le avversarie di Forlì (6): CBS Rivas Madrid

(i precedenti post sul Rivas Madrid sono qui, qui, qui e qui)

Dal 2019 il Rivas detta legge nel softball iberico. Con quello di quest'anno è arrivato a otto titoli consecutivi: in campionato fra stagione regolare e playoff ha un ruolino di 222 vittorie e 2 sconfitte, una nel 2022 nella serie scudetto con Sant Boi e una quest'anno a Viladecans.
Il Rivas non si è fatto mancare nemmeno la coppa nazionale, denominata Copa de Su Majestad la Reina, dove però ha preso l'unica "stecca" nel proprio ruolino, quando nel 2021 è stato sconfitto in finale dal Viladecans.

Va ribadito il concetto espresso nell'ultima occasione in cui si è parlato del Rivas: per il softball spagnolo è una squadra esagerata, attinge a risorse che nessun altro ha, porta a Vaciamadrid giocatrici fuori target per le altre società. E così poi finisce che vince tutte le partite per "manifesta" tranne due; che batte più fuoricampo (37) di tutte le altre undici squadre messe assieme; che subisce 11 punti in tutta la stagione e chi si avvicina di più è il Viladecans con 109; che la lanciatrice Ramirez conclude la stagione con due punti subiti (pgl 0,08) mentre la seconda lanciatrice Carmen Caicoya ne prende cinque (pgl 0,42). E si potrebbe continuare.

Il Rivas ha mantenuto nel tempo la sua impostazione molto caraibica. Ramirez e Yaicey Sojo Pacheco sono cubane di passaporto iberico, e dallo scorso anno è rimasta la Terza base venezuelana Diaz Garaban: le tre sono le migliori battitrici della squadra (Diaz, soprattutto). C'è anche l'altra venezuelana Freymar Suniaga, che ha documenti italiani ed è quindi comunitaria; gioca dp, al bisogno può anche lanciare

In Division de Honòr il Rivas ha schierato tre americane: McKenna Meadors, Sarah Harvey, Lily Aasland. Le prime due sono tornate a casa a fine campionato e in coppa non sono venute; Aasland invece è rimasta e si tratta di un catcher da South Dakota (div I) che in Europa ci gioca fin dal 2023: è stata in Austria con le Crazy Chicklets, in Germania nel 2024 con Bonn (e assieme ad Harvey, con cui giocava in batteria), e dal 2025 è passata con il Rivas.

Per la Coppa c'è anche l'altra americana Alana Snow, di passaporto inglese e quindi per le regole vigenti di EuroSoftball è tesserata come comunitaria; la Snow è un interno con medie battuta più che discrete, che in questa stagione ha giocato in Olanda con il Neptunus, e che contro Forlì si è vista nel 2024 nelle file delle britanniche The Mix.

La pedana ha in Ramirez l'indiscusso primo pitcher della rotazione, e nella giocatrice pick up Morgan Smith una alternativa molto valida. Smith aveva iniziato il college a Texas A&M ed è poi passata a Rutger (New Jersey); quest'anno ha giocato con la squadra di Sabana Grande nella lega Pro portoricana, di cui è stata votata miglior lanciatrice; tira di destro, può stare anche in difesa come Esterno, sa battere.
Quanto a Caicoya, avrà anche incassato cinque punti in tutta la stagione, ma contro Bollate ne ha presi sei prima di venire sostituita senza essere riuscita a fare il secondo eliminato dell'inning.
Dietro il piatto è pressoché inamovibile Sojo Pacheco; Aasland può dare il cambio, peccato che non batte.

Possibile formazione: Ramirez (p), Sojo Pacheco (c), Maria Caicoya (1b), Alcàntara (2b), Carmen Caicoya (ss), Diaz Garaban (3b), Snow, Marin Parra, Smith (esterni), Suniaga (dp).
In sintesi: quest'anno il Rivas sembra avere una più che discreta qualità in battuta, ma non tanta profondità. Il secondo posto nel girone è soprattutto un regalo dello Joudrs, che sedeva su un comodo 2-0 all'ultima difesa prima di "assassinare" la partita.
Voto finale: 🌟🌟

Scacchi

Prima della pioggia

Un inning completo, un turno d'attacco a testa, poi giù acqua. Tanto attesa tanto sperata, la partita tra Italposa e Bollate è durata meno di dieci minuti, prima di essere interrotta dal maltempo.

Qualcosa era successo. Primo attacco Bollate, il manager forlivese Suarez ha affidato la pallina a Jordan Johnson: Zayas presa al volo da Piancastelli, poi un out in diamante, poi Cecchetti al volo in foul da Lacatena.
Cambio turno, attacco Forlì, per Bollate lancia Willis: Vigna rimane al piatto, Piancastelli valida interna, quattro ball a Moreland, Lacatena "k", altra base ball a Gasparotto, diamante pieno. Carlotta Onofri strike out. E poi la pioggia.

E adesso che succede? il Comitato Tecnico non ha rivoluzionato il calendario: ha semplicemente preso Forlì - Bollate e l'ha spostata al sabato mattina, e inoltre ha compresso le altre partite del Super Round nella fascia oraria fra le 12.00 e le 16.45 (alias: niente gare al mattino né in serata), riducendo così al minimo l'intervallo fra l'una e l'altra. Non ha potuto, o non ha voluto, completare il Super Round entro il venerdì. Questo il nuovo programma dell'Italposa:
venerdì 21: Forlì - Rivas Madrid (ore 14.30); Forlì - Joudrs Praga (ore 16.45);
sabato 22: Forlì - Bollate (ore 11.00).

Non è una novità, era già capitato, per esempio a Bollate 2022 (altra edizione con maltempo) quando l'Italposa giocò al mattino con le svizzere una partita inutile e al pomeriggio fece la finale con l'Olympia.
Messa così però rischia di diventare una roba strana, perché uno degli eventuali scenari è proprio la finale tra le due italiane, che così giocherebbero sia al sabato mattina sia alle sei del pomeriggio. Ma ci sono così tante variabili che ancora non si capisce chi trae vantaggio da cosa: il calendario "schiacciato", l'ordine in cui le squadre si incrociano, la durata stessa delle partite (se da qualche parte si arriva agli extra inning, salta tutto per aria un'altra volta), la gestione dei lanciatori, e l'incognita sempre presente della pioggia.

Esempio estremo e paradossale: se a causa del maltempo non fosse possibile portare a termine tutte le partite del Super Round, il Regolamento Agonistico del torneo dice che si deve tener conto della classifica al termine dell'ultima fase completata: in quel caso la finale sarebbe tra Bollate e Forlì che hanno chiuso a punteggio pieno la prima fase.
Ma si può stare tranquilli, le previsioni meteo dicono che non succede. E le previsioni meteo in Olanda sono precise.

Insomma, è peggio di una partita a scacchi, quando sei alla "apertura" e tenti di capire che sviluppo prenderà il gioco.

giovedì 20 agosto 2026

Le avversarie di Forlì (5): Quick Mill Bollate

(i post precedenti su Bollate sono qui e qui)

Nel campionato 2026 Bollate ha fatto corsa a sé fin dagli inizi, e concluso la regular season con un vantaggio importante sull'Italposa, seconda; ha inoltre vinto la classifica avulsa finalizzata alla Coppa Italia, e quindi ottenuto il diritto a ospitare la Final Four che a fine agosto assegnerà il secondo trofeo nazionale. Infine, tanto per non dimenticare, Bollate è anche il detentore della Premiere Cup.
Tutto questo per evidenziare quanto la squadra milanese vada inclusa tra le favorite della manifestazione, a ragion veduta.

Quello che viene in coppa è praticamente lo stesso gruppo che ha vinto la fase regolare di A1, più due lanciatrici di rinforzo.
Iniziamo da Katerina Kindermannová, che a 22 anni è la nuova stella della pedana céca. E' cresciuta nelle giovanili del glorioso Chemie, e nel 2020 è stata perfino tesserata per il Nuoro di A2 (mai venuta, però). In patria gioca con le Chomutov Beavers, ma ha fatto anche parte delle Uniòn Laguna Algodoneras della Liga Mexicana. Alle qualificazioni mondiali dello scorso giugno, Kindermannová è stata la lanciatrice principale della rotazione (davanti a Pecková, per dire), quella che ha tirato il maggior numero di inning e anche l'unica ad aver ottenuto la "W" in una partita, quella contro Cuba.

Poi c'è Sarah Willis, pitcher destro cresciuta a University of Central Florida e passata subito nelle Pro con le Athletes Unlimited in ragione delle sue qualità; ha giocato pure lei con la Uniòn Laguna, squadra in cui aveva come compagne anche Logan Moreland e Savanah Henley. Giocatrice completa, forte anche nel box di battuta, è la carta più temibile che possono mettere in tavola le campionesse in carica.

Il resto è il Bollate che conosciamo. Per statistiche, l'attacco è simile a quello forlivese, un po' meno potente e un po' più disciplinato; l'Interbase cubana Zayas nel box è un'iradiddio, e le solite Cecchetti, Modrego e Bigatton le altre battitrici da temere. La pedana ha già Bigatton e Simpson, che quest'anno in regular season non hanno perso una partita, e adesso pure Kindermannová e Willis. La difesa è poco fallosa -come del resto Forlì- e fa molti doppi giochi.

Possibile formazione: Kindermannová (p), Cecchetti (c), Villa (1b), Slabá (2b), Zayas (ss), Longhi (3b), Modrego, Bigatton, Polini (esterni), Willis (dp).
In sintesi: in campionato, il bilancio degli scontri diretti con l'Italposa è di 3-1 per Bollate, e le partite sono tutte terminate con un punto di scarto. A Bollate si deve riconoscere un leggero favore nel pronostico, ma in partenza non è un match sbilanciato.
Voto finale: 🌟 🌟 🌟

Turnover

Partita ininfluente e robusto turn over: questo è stato il mercoledì pomeriggio dell'Italposa. Già sicure del primo posto nel girone preliminare, le forlivesi hanno affrontato le Vienna MetroStars libere da pensieri e da obblighi. E' finita 9-2, con un bottino di 14 valide: Lacatena ha chiuso con 4/5, e prestazione multi-hit anche per Carlotta Onofri (3/5) e Cortesi (2/3). Tenuta inizialmente a riposo, Moreland ha fatto un turno da pinch hitter e ha spedito oltre la recinzione un fuoricampo da due punti.

Lacatena, 4/5 nel box
(photo Renata Jansen)

Partente nel cerchio è stata Veronica Comar, per lei quattro inning tranquilli; rilievo di Floyd un po' più movimentato nell'andamento.

Le squadre hanno portato a termine la parte preliminare, e si va a giocare per le medaglie. Dal girone A, l'Italposa ha pescato Bollate, spagnole, e céche, cosa nota già dal martedì sera. Con Forlì avanzano Olympia (seconda) e Bonn (terza).

Rispetto alla prima stesura, il calendario ha avuto alcune variazioni: il comitato organizzatore ha dato per acquisito che il meteo iniziale del giovedì sarà pessimo, e come adattamento preventivo ha spostato al giorno dopo tutti gli incontri della fascia mattutina fra cui Italposa - Joudrs, riprogrammata per venerdì sera. Per questo, Forlì si trova a giocare una sola partita il giovedì, ed è il clou contro Bollate, e due al venerdì, contro Rivas prima e con le céche poi; in tutti e tre i match avrà il vantaggio di giocare "in casa".

Per l'Italposa non è necessariamente un guaio: le forlivesi risparmiano una levataccia il giovedì mattina, e di contro dovranno gestire un venerdì pomeriggio un po' più "denso". L'unica a guadagnarci un poco -e comunque relativamente- è l'Olympia, che può disputare due incontri serali anziché uno solo.
Volendo poi essere maligni fino in fondo, bisogna ricordare che il calendario era stato pensato in funzione di un'Olympia prima nel suo girone, e poi la vittoria di Forlì nello scontro diretto ha scombinato i piani: la riprogrammazione servirebbe a restituire alla squadra di casa le sue partite in "prima fascia".

Senza farla troppo lunga, questo il dettaglio:
giovedì 20: Forlì - Bollate (ore 20.00);
venerdì 21: Forlì - Rivas Madrid (ore 15.00); Forlì - Joudrs Praga (ore 20.30).

mercoledì 19 agosto 2026

Le avversarie di Forlì (4): Vienna MetroStars

(i precedenti post sulle Vienna Metrostars sono qui e qui)

Il softball austriaco è rimasto più o meno dove lo avevamo lasciato nel 2024. Bundesliga a cinque squadre, con le tre viennesi (Metrostars, Wanderers, Crazy Chicklets) a lottare per il titolo e le altre due (Linz, Dornbirn) visibilmente più a corto di risorse; poi una Zweite Bundesliga salita a sette partecipanti che però sono di fatto la Squadra_B dei cinque club di cui sopra, più l'indomabile St. Polten, più una matricola. Si gioca molto slowpitch, il movimento agonistico invece è in stallo.

Le Vienna MetroStars arrivano in coppa con in tasca il secondo titolo nazionale: nella finale, stesso avversario stesso punteggio della volta precedente, 2-1 sulle Crazy Chicklets di Wiener Neustadt.
Quest'anno le MetroStars sono rimaste indietro, hanno perso punti negli scontri diretti e al momento la finale dovrebbe essere una faccenda fra le altre due viennesi.

Nella Austrian Bundesliga le MetroStars non schierano la lanciatrice straniera perché hanno scelto di puntare sul catcher americano Garcia Quintero: nel cerchio quindi si alternano Carla Langthaler e la 18enne Ferak, che però in coppa non è stata portata: ci saranno infatti due americane: Devon Miller, che è tesserata per le Wanderers e statisticamente è la miglior lanciatrice del campionato; e Kirsten Schmidt, in prestito dallo Stoccarda, che se la cava bene anche nel box di battuta. A rinforzare sia il line up, sia la difesa all'esterno è stata inserita nel gruppo l'olandese Schuur, dal Neptunus Rotterdam. Sempre per aumentare la qualità dell'attacco, dalle Wanderers è arrivata anche Bentz, interno brava a cercare la battuta di contatto.

Così implementato, il line up merita un minimo di rispetto: L'Interbase Elizabeth Sillipp è un lead off veloce, Bentz e Dittrich hanno buone medie di arrivo in base, Garcia Quintero e Mauracher sono i due battitori clean up.

Possibile formazione: Schmidt / Miller (p), Garcia Quintero (c), E. Sillipp (1b), Bentz (2b), Dittrich (ss), Mauracher (3b), J. Sillipp, Schuur, Miller / Schmidt (esterni); [N.B. le MetroStars in coppa non usano il DP ma il "Flex" su Langthaler].
In sintesi: se il roster di campionato appare poco competitivo, gli innesti di coppa fanno salire la qualità delle MetroStars: ci sono almeno tre battitori discreti in più, un paio di difensori e due americane affidabili in pedana. Probabile salvezza.
Voto finale: 🌟 / 🌟🌟

Oh!

La difesa forlivese si prende cura di Britt Vonk
(photo courtesy Renata Jansen)
Allora si possono battere.

L'Olympia Haarlem non è solo campione d'Olanda uscente, riconfermatosi la settimana scorsa; non è solo la vincitrice di tre Premiere Cup consecutive, dal 2022 al 2024; non è solo la società ospitante, e una delle favorite per la vittoria finale. E' anche una delle squadre che Forlì non aveva mai battuto, sei sconfitte su altrettanti scontri diretti dal 2017; sconfitte a volte severe, a volte dolorose, e dentro ci sono anche due finali di Coppa (2022, 2024).

Non aveva.

L'Italposa ha finalmente sfatato questo suo tabù, con una prestazione convincente dall'inizio alla fine, una partita combattuta, emozionante, giocata bene. Una partita bella.

E' finita 4-0 ed è una vittoria di quelle che resteranno, di cui si racconteranno le azioni e le statistiche. E sebbene, stringi stringi, sia stata solo una partita del primo turno di Coppa, che conta tanto per la fase successiva ma niente più; a dispetto di questo, è una di quelle vittorie che ti appunti sul petto a guisa di medaglia, e ne puoi andar fiero.

Come contro Bonn, l'immagine più appariscente è arrivata dalla pedana di lancio: partenza di Jordan Johnson, sei inning di qualità eccezionale, davvero: 10 strike out, due valide concesse (tutte e due al pericolo pubblico numero uno, Britt Vonk), qualche inevitabile base ball, e un unico problema vero e serio, subito in avvio. Beers in Terza e Vonk in Prima, un solo out, lo Spoortpark spumeggia pregustando punti facili. Vonk scatta per la "rubata", Gasparotto la inchioda a metà strada, e la difesa romagnola è bravissima a eliminare il corridore sempre tenendo d'occhio Beers pronta a fiondarsi sul piatto di casa. E poi "JoJo" chiude l'inning con il primo dei suoi dieci "k" di giornata.

L'Olympia in Terza non ci arriverà più, e Johnson navigherà con tranquillità relativa fin quasi alla fine. La difesa la aiuterà ancora, e a lungo si racconterà di una presa al volo di Vigna su una bordata di Jackson che pareva destinata alle recinzioni.
E l'attacco? si è lavorato la partente Hop e ha ricavato il massimo dal suo calo improvviso: quinto turno basso, quattro ball a Spiotta, quattro a Vigna, cambio in pedana ed entra la mancina canadese Rackel. Nel box Piancastelli: quattro ball anche a lei, intenzionali. E' una scommessa e pure sensata, ma Logan Moreland la punisce con la valida del 2-0; l'Olympia pasticcia, Forlì ha ancora i corridori in posizione avanzata e un solo out. Va a battere Lacatena, singolo a destra, 4-0. Silenzio.

All'ultimo turno, dopo 106 lanci e due basi ball di pura stanchezza, il manager Suarez sceglie di rimandare in pedana Cacciamani, con scelta speculare rispetto al match di tre ore prima contro Bonn: lì "Caccia" era stata la partente e Johnson il rilievo finale, adesso le parti si invertono e "Ila" è chiamata a fare gli ultimi due out: Felix va "k", Clarijs pure, Forlì può esultare.

All'Italposa resta un'ultima partita con le Vienna Metrostars, E' del tutto ininfluente, Vienna è comunque quarta nel girone e Forlì prima: andando avanti, se la vedrà le prime tre dell'altro gruppo, che come da pronostico sono già Bollate, spagnole, céche. Vedremo in che ordine.

martedì 18 agosto 2026

Le avversarie di Forlì (3): Olympia Haarlem

(i precedenti post sull'Olympia Haarlem sono qui, qui, qui e qui)

Quest'anno il campionato olandese è già terminato. Ha rivinto l'Olympia Haarlem, al terzo titolo di fila, settimo nelle ultime dieci edizioni. E non è una buona notizia per Forlì.

Non lo è perché a fine luglio le blu-arancio apparivano in notevole difficoltà, e dopo un pareggio contro il Neptunus (nella Hoofdklasse esiste il pareggio) il distacco dalle Sparks Haarlem appariva incolmabile. Ma l'Olympia ha rovesciato il tavolo: con le energie residue ha vinto le ultime otto partite consecutive, compreso un emozionante doppio match con le Sparks con cui ha avuto termine una stagione senza playoff. E a essere decisivo è stato proprio quel pareggio, che per poco non era stato una sconfitta, e che in tal caso avrebbe mandato lo scudetto nella direzione opposta di Haarlem.

Scudetto all'ultimo respiro e Coppa Campioni sul proprio diamante, un'Olympia così è carica a molla: lo sa, e lo dice pure, anche se coach Maas (in uscita a fine stagione) è andato un po' oltre chiosando «Questa è la vera Olympia, abbiamo mostrato quello di cui siamo capaci [...] e lo abbiamo fatto con giocatrici esclusivamente olandesi», magari esagerando un filo con l'ideologia e scordandosi di avere in gruppo una Zoulova che qualcosa di buono glielo ha pur fatto.

Sorvolando su qualità e opportunità delle dichiarazioni, l'Olympia resta una squadra formidabile, nucleo portante della Nazionale ma anche capace di crescere talenti.

Anche se ha lanciato molto meno del solito (appena 45.0 inning), la mancina Van Aalst è fondamentale nella rotazione dei lanciatori assieme a Lisa Hop e ad Anna Zoulova; c'è anche van Eijl (cresciuta nelle Oosterhout Twins, poi a lungo nel Roef!) che dovremmo vedere nel cerchio in occasione delle partite meno problematiche. Contrariamente alle abitudini, nemmeno un prestito dagli altri club neerlandesi.

Le straniere di Coppa però ci sono, e di qualità. Una è la lanciatrice canadese Morgan Rackel, mancina, una da palle veloci con effetti, già vista con la sua nazionale alle qualificazioni (vinte) per la Coppa del Mondo 2027: ha fatto una breve apparizione anche contro l'Italia, nel match perso dalle azzurre per 11-10.
E poi c'è ancora Jazmyn Jackson, che torna dopo la stagione 2024; "JJ" gioca Terza e pure esterno, è veloce e batte tanto. E' stata con Forlì nel 2018 lasciando ottimi ricordi; lo scorso anno ha giocato nel Collecchio. L'altra straniera è la citata Zoulova, che ha fatto la prima parte di stagione con lo Joudrs Praga ed è passata all'Olympia a inizio luglio.

L'ordine di battuta è importante. Vonk è un lead off "naturale" e Brenda Beers (che arriva in base più spesso delle altre) un secondo altrettanto "naturale". Poi ci sono van der Zanden, van Aalst e Hop, che non batte più ultima: è in mezzo a loro che dovrebbe inserirsi Jackson. Il resto è variabile, Clarijs oppure van Dijk, Felix o Prins oppure Crouwel. Quest'anno manca uno slugger, come la Lindsey Thomas di due stagioni fa per intenderci: non è quindi un line up di potenza, almeno non come quello dell'Italposa (detto modestamente!); però son tutte pericolose, e veloci, e aggressive; e una volta che entrano in diamante, nascono i guai per la difesa avversaria.

Possibile formazione: Hop (p), Kieft (c), Crouwel (1b), Clarijs (2b), Vonk (ss), Beers (3b), Jackson, van Aalst, van der Zanden (esterni), Rackel (dp).
In sintesi: appena due settimane prima di queste righe, l'Olympia sembrava la più abbordabile degli ultimi anni. Forse invece era solo un drago assopito, che la rimonta vittoriosa in campionato potrebbe avere risvegliato.
Voto finale: 🌟 🌟 🌟

Sospiro

Alla fine l'Italposa l'ha portata a casa. Il match con le Bonn Capitals lo ha vinto 1-0, con una sofferenza inattesa per quelle che erano le aspettative iniziali.

Le cose buone da sottolineare e da cui ripartire ci sono eccome. La pedana di lancio in primis: Cacciamani ha tirato una partita superlativa, lasciando al piatto dieci battitori, superando indenne per due giri un line up che valeva più del suo pedigree, e soprattutto risolvendo il vero momento critico del match.

Nello specifico: al 4o inning Bonn apriva con singolo di Brockmeier, poi c'era un errore sulla smorzata di Schreiber, e Forlì si trovava a fronteggiare una situazione di corridori agli angoli e zero eliminati. Situazione molto imbrogliata e che poteva compromettere la coppa dell'Italposa già alla seconda partita. "Caccia" ne usciva con due strike out e un eliminazione facile in Prima; sospiro.

Il punto di Moreland
(photo courtesy Renata Jansen)

Non bastava tuttavia a sbloccare l'attacco romagnolo, che per tutto l'incontro soffriva i lanci saltellanti di Held e che solo sul rilievo di Currie trovava la fiammata vincente. Era il 6o turno, Moreland colpiva una valida interna, avanzava su sacrificio di Lacatena, e infine era ancora Cacciamani a rompere la parità, battuta in diamante e corsa vincente in Prima mentre Moreland volava a pestare il piatto di casa.

Bastava. Sul rilievo di Johnson le tedesche non toccavano palla, risultato in cassaforte, e testa alla partita serale con le olandesi. Servirà molto di più in attacco, ma le giocatrici forlivesi sono le prime a rendersene conto.

Le avversarie di Forlì (2): Bonn Capitals

(è la prima volta che Forlì incontra le Bonn Capitals nelle Coppe)

E' sempre affascinante giocare contro formazioni mai incontrate. E' surreale sapere che non le incontrerai mai più.

Difficile presentare una squadra come le Bonn Capitals 2026: la società è campione di Germania in carica, aveva il titolo a partecipare alla Premiere Cup di quest'anno, e lo ha esercitato. Ma la squadra non gioca più nella Bundesliga. Una formazione per la verità è rimasta, è iscritta a uno dei campionati regionali (i cosiddetti Landesverbände), e poi c'è l'attività giovanile: ma le giocatrici dell'anno scorso sono state svincolate e si sono sparpagliate nelle altre squadre, perlopiù Colonia e Paderborn.

Il motivo del contendere vale la pena di raccontarlo, perché si tratta di un problema comune a tutti gli sport non denominati calcio, e proporzionalmente più grave quanto minori sono le risorse.
La Bundesliga è divisa in due gironi, nord e sud. Fino al 2024 la composizione era abbastanza bilanciata; nel 2025, con l'iscrizione di un nuovo club berlinese (+1 nel girone nord) e lo scioglimento delle Mannheim Tornados (-1 nel sud) la Federazione tedesca (DBV) si è trovata un campionato a otto squadre nel girone nord e cinque nel sud: così per il 2026 ha pensato di bilanciare spostando una squadra da un gruppo all'altro. E ha scelto proprio Bonn.
La società bonnese ha fatto una mano di conti. La trasferta più vicina sarebbe stata Karlsruhe, circa 300km (tipo, da Forlì a Roma); e per giocare a Guggenberger o Freising, che sono nel sud est del paese, bisognava mettere in conto un pernottamento. E' vero che nel girone nord ci sono Berlino e Amburgo, ma lì da Bonn ci si arriva in aereo, andata e ritorno in giornata; invece i 500km e passa fino a Freising (tipo, da Forlì a Caserta) te li devi fare in bus.

C'è stata un po' di trattativa, la DBV è rimasta teutonicamente irremovibile, e a quel punto la società Bonn Capitals ha preso cappello e ha staccato la spina alla prima squadra.

Resta da capire come siamo arrivati fin qui. Nel senso: Bonn ha il diritto sportivo ma non le tesserate; e quindi per allestire la squadra di coppa ha chiamato atlete che giocano nelle altre formazioni della Bundesliga: Colonia, Neunkirchen, Paderborn, Stoccarda, Guggenberger, le forti ci sono tutte tranne ovviamente Wesseling che gioca la Coppa Coppe e le sue se le è tenute.
L'operazione quindi è molto simile a quella del Mediterraneo Malta, per chi se lo ricorda: una società senza giocatrici le prende da altri club, purché europei. Con il Mediterraneo l'operazione era veramente tirata per i capelli perché si trattava di una società che non giocava in nessun campionato ma era iscritta alle coppe continentali, e per giocare aveva arruolato un blocco intero di atlete dalla A1 italiana, nel 2016 lo Staranzano e nel '17 il Pianoro: la differenza più importante con Bonn 2026 è che le renane i loro campionati li fanno, e poi -per quanto eterogeneo possa essere- il roster di questa coppa include per la maggior parte le giocatrici delle Capitals 2025 scudettate, per cui sembra anche un riconoscimento per i meriti trascorsi, la possibilità di giocare lo stesso in Premiere Cup, una sorta di premio, un ultimo urrà tutte insieme. Il concetto potrebbe pure essere quello.

Nella selezione delle Capitals, le individualità da osservare sono i due interni Brockmeier e Stepniak, il catcher Dunford e, perché no?, le due lanciatrici tedesche, che ricordiamo in coppa 2024 entrambe con i colori di Wesseling: una è Lankhorst, ora a Paderborn, e l'altra è Hannah Held. Quest'ultima si è vista nel 2025 con la maglia di Saronno, prima giornata di campionato, una sola partita ma memorabile: 20 strike out su 21 eliminati, ma anche 6 basi ball e un fuoricampo di Jazmyn Jackson durante l'ultimo attacco a decretare la vittoria delle avversarie (Collecchio); Held, che è nota per il "saltello" in pedana e la traiettoria di lancio imprevedibile, quest'anno ha lasciato Wesseling, un po' ha giocato nel campionato spagnolo con Tenerife, un po' è stata ferma.
Se non toccasse a Held, contro Forlì nel cerchio andrà una delle straniere tesserate per la Premiere: sulla carta il braccio migliore è quello di Cadie Currie, una mancina texana uscita da St. Edward's University nel 2024, che adesso gioca a Neunkirchen con medie fra le migliori della B-Liga; altrettanto affidabile dovrebbe essere Lauren Heijsdijk del Neptunus Rotterdam dove -con la Voortman impegnata in Giappone- per qualche mese è stata la prima lanciatrice della rotazione.

Ci sono altre due americane che coprono ruoli di posizione: Grace Gressly, una utility proveniente da Belmont University (Tennessee), anche lei con Neunkirchen; e la switch hitter hawaiana Makea-Al Kaluau, che gioca interno, e in Bundesliga fa il lead off per le Stuttgart Reds.

Ultima nota di colore: nelle Bonn Capitals che nel 2025 hanno preso il bronzo in Coppa Coppe, la miglior lanciatrice della rotazione era Savanah Henley, che è stata con l'Italposa fra aprile e maggio. Henley ha raccontato di essere stata contattata anche lei per la Premiere Cup, ma alla fine ha detto no.

Possibile formazione: lasciamo stare.
In sintesi: è difficile dare un giudizio su una rappresentativa così assortita. Le individualità sono buone, e l'anno scorso molte giocavano assieme; non è però detto che riassemblarle per la Coppa sia un'operazione proprio plug&play, facile facile: dei lanciatori solidi, un po' di medie battuta positive, e una vittoria a mani basse sulle Vienna Metrostars non fanno per forza una squadra da podio finale.
Voto finale: 🌟 / 🌟🌟

Riprogrammazione

Piove, su Haarlem e sull'Olanda tutta. Era previsto.

La situazione meteo ha impattato sul calendario della giornata: le prime partite sono slittate alle 13.00, e l'Italposa ha visto a sua volta i propri impegni spostati in avanti e ravvicinati fra loro. Vediamo in concreto le variazioni, che si capisce meglio.

martedì 18:
Forlì - Bonn Capitals (ore 16.00 anziché 13.30
Forlì - Olympia Haarlem (ore 21.00 anziché 20.00).

Le considerazioni su vantaggi e svantaggi di questi spostamenti le rimandiamo ai prossimi giorni, se necessarie.

lunedì 17 agosto 2026

Cerimonial

Ital-posa

Come da protocollo consolidato, in serata ha avuto luogo la cerimonia inaugurale della 48ma Premiere Cup di softball.
Abituati in passato a una sequela di convenevoli, a volte, di una dimensione esagerata, è stata abbastanza sorprendente la concisione con cui il tutto è stato portato a termine, per non dire "liquidato": sfilata delle squadre partecipanti, inno olandese, introduzione del responsabile del torneo, discorso affatto essenziale da parte di Mike Jennings ("storico" responsabile del Comitato Tecnico e della Commissione Impianti per conto della Federazione Europea WBSC). E poi fine, il tutto per una durata di 10' a dir molto: cerimonia dunque essenziale, e quasi brutale nella sua essenzialità: non che ci fosse per forza bisogno di botti e lazzi, o dei fuochi artificiali (come a Praga 2019), ma il pensiero comune è stato che meno di così proprio era difficile.

A seguire si è giocato il match fra le padrone di casa e Les Comanches. E' finita 9-0 con "manifesta": l'Olympia ha fatto l'Olympia, vale a dire ha giocato aggressiva fin dal primo lancio; e le francesi hanno opposto una resistenza a prima vista minore rispetto a quanto fatto in mattinata contro Forlì, oltretutto riproponendo in pedana la stessa lanciatrice di poche ore prima, Enora Simon.

Martedì sera è in programma Italposa - Olympia. Per la cronaca, le previsioni meteo sono pessime.

Con pazienza

Saluti iniziali

Non è stata una vittoria fragorosa né rutilante, è stata una vittoria di squadra, paziente, alla fine convincente. Forlì le ha, di queste partenze lente; le deve mettere in conto e sa comportarsi di conseguenza.

L'Italposa fa il suo esordio in Premiere superando 7-1 le francesi di St. Raphael, non una brutta squadra, anzi. Le transalpine hanno incassato subito un interminabile solo homer di Piancastelli ma non si sono disunite: hanno prima di tutto cercato di disinnescare la minaccia regalando base gratis alla modenese ogni volta che si presentava nel box; hanno poi trovato nella giovane Simon un pitcher in grado di infastidire l'attacco romagnolo, che nel tentativo di colpire la legnata memorabile si è invece trovato a battere tante e tante volate per gli esterni; e infine sono state capaci, le francesi, di pareggiare il match nel momento in cui l'Italposa sembrava navigare con il pilota automatico, senza mettersi nella condizione di correre dei rischi. Tre valide in fila su una Lacatena fin lì inappuntabile, e tabellone sull'1-1.

Forlì rimetteva le cose a posto al turno successivo, con l'attacco "basso": valida Veronica Onofri, doppio Spiotta, singolo Vigna e 3-1. Al 6o inning, sul rilievo di Le Chenadec, entravano i punti della tranquillità, complice una difesa francese in grossa difficoltà una volta messa alle strette: era un lungo doppio a destra di Alexia Lacatena a scrivere il 7-1 definitivo.

La stessa Lacatena è stata il pitcher partente e vincente; ha tirato cinque riprese tranquille ed efficaci, tolta la sequenza di valide su cui è arrivata la segnatura avversaria. Rilievo finale di Floyd, accreditata della salvezza.

La seconda giornata di Coppa sarà ben più sostanziosa e offrirà all'Italposa le due avversarie più forti del girone preliminare: nell'ordine, in mattinata le Bonn Capitals e alla sera l'Olympia Haarlem, una delle partite più attese del torneo.

Le avversarie di Forlì (1): Les Comanches St. Raphael

(i precedenti post su Les Comanches sono qui, qui, qui e qui)

E' possibile che in Francia il panorama softballistico si stia "normalizzando". Nel senso: dopo tredici titoli a fila, nel 2022 Les Comanches non hanno vinto lo scudetto, andato a Les Pharaons d'Evry. Nel 2023 è toccato al Grenoble esordire nell'albo d'oro transalpino. Nelle ultime due stagioni Saint Raphael ha rimesso a posto le cose, ma almeno c'è concorrenza, c'è iniziativa, c'è coraggio come quello di Evry che nel 2025 ha organizzato la Poule A di Coppa Coppe praticamente a Parigi.

Riguardo invece alla Premiére, la Francia era retrocessa in Poule B dopo l'edizione 2023, e infatti a Buttrio 2024 non c'era (al suo posto era salita la Gran Bretagna). Le transalpine sono tornate quest'anno nel gruppo d'élite dopo che proprio Les Raphaëloises si sono aggiudicate la Europa Cup dello scorso anno, raggruppamento ospitato a Enschede e ridotto al minimo sindacale: appena tre le iscritte (Francia, Svizzera, Polonia), solo la presenza peraltro fuori concorso del Tex Town ha reso il torneo valido per il ranking europeo e la composizione delle due poules.

L'ultimo confronto diretto tra l'Italposa e Les Comanches è stato quello dell'edizione 2022. Finì 9-0, e a prima vista il line up francese non sembra essere cambiato molto. Le prime tre sono sempre Prade, Haudiquer e Vieira. Prade gioca Interbase ed è un ottimo lead off: è destrimane ma batte in corsa da mancina, in Ligue de France ha una media di .667. Lei, il catcher Vieira (.531) e l'esterno Brunel (.511) sono quelle che maggiormente spiccano nelle statistiche.

In pedana, la prima nella rotazione è Prapeng De Ridder, arrivata dal BAT Parigi, per numeri la miglior lanciatrice del campionato e della sua Nazionale. De Ridder è un pitcher "di resistenza", che mangia parecchi inning e con ogni probabilità sarà la partente contro l'Italposa; per la coppa si è unita al gruppo la mancina Le Chenadec, lanciatrice delle Pessàc Panthéres, anche lei affidabile e soprattutto durevole; l'altra nazionale Simon completa la selezione di pitcher.

Caso unico in tutte e quattro le coppe, St. Raphael non ha straniere, nemmeno comunitarie; l'unica variazione è la Le Chenadec, per il resto l'organico è identico a quello del campionato.

Possibile formazione: De Ridder (p), Vieira (c), Munier (1b), Sagory (2b), Prade (ss), Enrione-Thorrand (3b), Brunel, Haudiquer, Pean (esterni), Simon (dp, di solito sul lanciatore).
In sintesi: è vero che si tratta della prima uscita del torneo, che la squadra forlivese l'ha sempre sofferta, e che la cautela è comunque una buona usanza. Però, onestamente, per essere la partita d'esordio poteva andare molto peggio.
Voto finale: 🌟

domenica 16 agosto 2026

Vigilia

Sera prima della Coppa

Vigilia tranquilla in casa Italposa. Dalla riunione tecnica preliminare nessuna nuova, e quindi essa è buona nuova. Alcune mazze sono state respinte al controllo, ma ormai fa parte delle solite dinamiche delle coppe europee.
La squadra forlivese ha trovato alloggio in un ambiente insolito e confortevole, e anche questo avrà la sua importanza durante questa settimana di softball giocato e vissuto.

E adesso, andiamo a vedere com'è fatto domani.

Souvenir de Strasbourg

Perché andare in Coppa non significa solo giocare le partite.

(photo courtesy M. Onofri)

sabato 15 agosto 2026

Formula e calendario

(questo post è stato aggiornato dopo la prima pubblicazione)

Organizzata dal club olandese dell'Olympia Haarlem, la Premiere Cup 2026 viene ospitata sui due diamanti da softball dello Olympia Sportpark.
L'impianto è intitolato a Arnoldus "Nol" Houtkamp, figura leggendaria del "batti e corri" dei Paesi Bassi. E' stato capo allenatore della nazionale orange per quindici anni, dal 1969 al 1983, periodo in cui il softball olandese si è affermato a livello continentale e si è inserito anche nel discorso mondiale. Houtkamp ha poi allenato anche in Belgio (argento davanti all'Italia agli Europei 1990) e in Spagna, per poi tornare in patria nel dug out di TYBB e di DSC '74, proprio i due club di Haarlem che nel 2008 si sono fusi dando vita all'attuale Olympia.

Non è la prima volta che Forlì si trova a calcare questi diamanti. Il precedente è famigerato e sinistro: è la Coppa Coppe 2010, quella della finale persa in rimonta contro le Sparks. Sono sconfitte che non si dimenticano né si cancellano: tanto valeva parlarne.

Dopo le nove squadre dell'edizione 2025 (forfait delle inglesi), quest'anno le iscritte sono dieci, con la Francia che è salita dalla poule B. E dunque si torna a giocare cum formula plena: doppio girone da cinque, le prime tre di ciascun gruppo avanzano al Round Robin, e infine le prime due fanno la finale, terza e quarta giocano per il bronzo, e in programma c'è anche la "finalina" per il quinto posto.

Si comincia lunedì 17. Nella prima fase l'Italposa giocherà due partite sul campo #1, entrambe come squadra in trasferta di casa, e altrettante sul diamante #2, stavolta come team di casa in trasferta. Vediamolo nel dettaglio, il calendario di Forlì nella prima fase:
lunedì 17: Les Comanches St. Raphael - Forlì (ore 13.00, campo#2);
martedì 18: Forlì - Bonn Capitals (13.30, campo#1); Forlì - Olympia Haarlem (20.00, campo#1)
mercoledì 19: Metrostars Vienna - Forlì (16.00, campo#2).

Giovedì scatteranno le gare della seconda fase, e Forlì è attesa da altre tre partite. Sulle avversarie si può fare ben più di una congettura, visto che Bollate, Joudrs Praga e Cbs Rivas Madrid appaiono troppo superiori rispetto alle altre due squadre del girone A (belghe e croate); intuitivamente, l'ordine, il giorno e il campo di gioco si sapranno solo a conclusione della prima fase.

La partita che vale la Premiere Cup ci sarà alle 18.00 di sabato 22, preceduta alle 15.00 dalla "finalina".

venerdì 14 agosto 2026

Forlì e la Coppa 2026

La Premiere Cup 2026 di softball sarà la numero 48 e si giocherà dal 17 al 22 di agosto ad Haarlem nei Paesi Bassi. Era dal 2017 che non si giocava in Olanda. Detta meglio: era dal 2018 che la finale di Premiere era sempre stata assegnata all'Italia, da Forlì a Buttrio, da Saronno a Bollate.
Nel 2017 ad organizzare la manifestazione erano state le Sparks sul loro Noordersportpark; quest'anno tocca all'Olympia ospitare tutti quanti al Nol Houtkamp Sportpark.

Per l'Italposa inizia finalmente il momento decisivo di tutta la stagione. Nel giro di un mese e mezzo darà la scalata ai suoi tre obiettivi stagionali: adesso la Premiere, a fine mese la Coppa Italia -di cui è detentrice-, e a settembre i playoff scudetto. Si tratta di raccogliere le forze e tuffarsi nel vivo della competizione, con la consapevolezza di avere voce in capitolo in qualsiasi circostanza.

Il gruppo che va in Premiere può giovarsi di due inserimenti parecchio importanti.
Uno è la lanciatrice Jordan "JoJo" Johnson, che è già stata con Forlì nelle stagioni 2024 (Premiere e playoff) e 2025 (prima fase della regular season). Johnson gioca nel circuito Pro americano con le Atlanta Smoke e aggiunge ulteriore profondità a una pedana che già è ricchissima di suo (Cacciamani, Comar, Floyd, Lacatena), ma a cui può far solo bene un rinforzo per affrontare un torneo intenso e stressante come la Coppa Campioni.

L'altro inserimento è Erika Piancastelli, nazionale azzurra, considerata una delle più forti giocatrici italiane in attività. Piancastelli ha già fatto parte della squadra nel quadriennio 2018-21, e aveva vestito la casacca forlivese per l'ultima volta durante le finali scudetto 2021. La sua carriera si divide abitualmente fra la JD.League giapponese e il circuito americano; è una testimonial della Major League di baseball e, in generale, un personaggio molto conosciuto e importante nel mondo del "batti e corri". Piancastelli si è unita alla squadra da inizio agosto e ha anche giocato un breve scampolo di campionato; dopo Haarlem farà rientro nel campionato nipponico.

Per motivi diversi, invece, non saranno presenti né Julianna Verni né Virginia Mambelli.

Le ragazze di Coppa dunque sono:
Lanciatori: Ilaria Cacciamani, Veronica Comar, Allie Floyd (USA), Jordan Johnson (USA), Alexia Lacatena.
Ricevitori: Marta Gasparotto, Giulia Matta, Erika Piancastelli.
Interni: Noemi Cortesi, Martina Laghi, Logan Moreland (USA), Carlotta Onofri.
Esterni: Noemi Giacometti, Veronica Onofri, Laura Vigna.
Utility: Alice Spiotta, Caterina Turci.

Il manager è Pablo Suarez, prima stagione con Forlì in questo ruolo. Gli altri coach sono Giulio Brusa e Patrizia Vitaliani.

giovedì 13 agosto 2026

Forlì verso Haarlem 5 - La Coppa Coppe 2010

Infandum, regina, iubes renovare dolorem
«Regina, tu mi obblighi a rinnovare un dolore che non deve essere raccontato»
Verg., Aen. II, 3

Questa è una storia di cui nessuno parla volentieri.

La quarta trasferta ad Haarlem del Softball Forlì è nel 2010; stavolta si tratta della Coppa Coppe. L'ospite è l'Olympia Haarlem, che organizza anche la poule A di Coppa Campioni ma che le coppe non le gioca: le rappresentanti dei Paesi Bassi sono infatti Tex Town nel torneo maggiore, Sparks e Terrasvogels (detentore) nella "coppetta".
Lo scopo è ovviamente autopromozionale: l'Olympia è una polisportiva di recente istituzione; la sezione softball è nata nel 2008 dalla fusione tra altri due club di Haarlem (il DSC '74 e il TYBB); gioca al Nol Houtkamp Sportpark, che è un impianto polifunzionale nuovo ed attraente; e insomma, ci sono mezzi e ambizioni per puntare lontano. Prima che finisca il decennio, l'Olympia porterà a termine la missione.

La Fiorini stavolta entra in Europa di rimbalzo. Caserta ha fatto bottino pieno, scudetto e Coppa Italia, entrambe le volte contro Forlì; e dunque campane in Coppa Campioni, Forlì in Coppa Coppe.

Quella del 2010 è la quarta Coppa Coppe a cui prende parte Forlì: le tre precedenti le ha portate a casa (Praga 2000, Ronchi 2005, Caronno 2006), ventisette partite giocate e tutte vinte. La Fiorini 2010 è una squadra alta di gamma, che al gruppo precedente ha aggiunto una eccellente mazza come Pagnini, e una giocatrice formidabile come Andrea Montanari. Per la coppa è tornata Stacey Nelson, stella di Florida University e del campionato Pro giapponese, già con Forlì in Coppa Campioni 2009. I pezzi sono tutti al loro posto, c'è solo un problema.

Primo Maggio, trasferta di Montegranaro, al 2o inning di garadue si infortuna Malerich. Ginocchio. Sembra niente, l'italoamericana rientrerà in poco più di un mese e sarà ancora brillante. Ma.

Ma arriviamo alla Coppa Coppe. A discrezione degli organizzatori, la partita che inaugura il torneo è stata anticipata alla domenica sera invece del consueto lunedì mattina, e le protagoniste designate sono Forlì e Sparks; il fuoriprogramma domenicale non succederà mai più, ma intanto le olandesi il trappolone lo hanno preparato e la Fiorini ci finisce dentro con tutti e due i piedi. Piove e tira vento, Forlì inizia bene dietro i lanci di Nelson ma a metà gara le olandesi rimontano da 1-3 a 4-3; entra Malerich e finisce 7-3. Record di vittorie in coppa interrotto, e chissene, ma soprattutto c'è disagio per essere state messe sotto così. Solo che il peggio deve ancora venire.

Lunedì mattina, match contro le tedesche. A metà del 2o inning, Malerich ruzzola a terra per difendere una smorzata. Non si alza più: stesso ginocchio stesso guaio. Fatti i debiti conti, a Forlì restano due pitcher di ruolo: Nelson e Serena Filiput, che a sua volta gioca su un infortunio alla schiena.

Per farla corta, la Fiorini si fa strada nel torneo perdendo solo un'altra partita, con il Terrasvogels, e si presenta al page system conclusivo da terza classificata dietro alle due olandesi. Al venerdì pomeriggio si libera del Moskovia e, come nel 2007, attende di sapere in quale ordine affrontare le ultime due squadre.

Dal cilindro esce il Terrasvogels di Rolla e Murch. Forlì ne viene a capo 2-0 dopo otto inning di peripezie, e arriva in finale contro le imbattibili Sparks allenate da Juni Francisca.

Sabato mattina, prima del match con il Terrasvogels

E invece, a metà del settimo inning, quelle imbattibili sembrano le forlivesi: spiegano softball e conducono 6-1, mentre Nelson in pedana sta rievocando lo spirito di Malerich 2007, ventuno riprese tirate fra Moskovia, Terrasvogels e Sparks, e senza battere ciglio. Dettaglio grottesco: la troupe televisiva olandese inizia a smontare le attrezzature, non ha intenzione di riprendere il cerimoniale se la vincitrice non è una squadra dei Paesi Bassi. Purtroppo si sta preparando un finale diverso.

E' tutto un attimo. Settimo e possibilmente ultimo attacco Sparks, Nelson fa il primo eliminato, e lì finisce le energie, di colpo, senza preavviso e senza misericordia. Una, due, tre valide, anche lunghe; quando Forlì fa il secondo out il tabellone dice 6-4. Ma ormai la valanga è partita, e la cosa peggiore è doverla guardare senza poterci fare niente. L'ultimo carnefice è Debbie Connor: aveva già castigato l'Italia nelle qualificazioni per le Olimpiadi 2008, stavolta tocca a Forlì: basi piene, doppio contro la recinzione, finisce 7-6. Dopo la partita, nessuno riuscirà a dire niente per ore.

martedì 11 agosto 2026

Forlì verso Haarlem 4 - La Coppa Campioni 2007

Non ci si dovrebbe stupire se non di potersi stupire ancora
(François de La Rochefoucauld)

Nel 2007 le Sparks ottengono di ospitare la Coppa Campioni nel decennale della loro prima organizzazione, quella del 1997 vinta da Forlì. E' l'edizione numero 30. Stavolta il campo principale è il Noordersportpark, il diamante dentro il parco di Schoterbos su cui giocano le "Scintille"; campo secondario viene eletto quello del Terrasvogels, il De Elta di Santpoort-zuid.

La formula del torneo si è dilatata, passando da otto a dieci partecipanti e aumentando in proporzione le fasi e il numero di partite: sempre due gironi, poi un round robin a sei e infine il page system finale che decide le medaglie.

La Fiorini Forlì è campione d'Italia ed entra in coppa dalla porta principale. La squadra da battere è Macerata, che l'anno prima ha vinto la sua quinta Coppa Campioni e si è rinforzato con l'australiana Stacy Porter, la più forte battitrice in purezza di quel decennio.

Forlì può coltivare le sue legittime aspirazioni. Ha Leslie Malerich nel suo prime, e quella Malerich era in grado di vincere le partite quasi da sola; ma c'è anche stato un problema con la lanciatrice americana Sallinger, tornata negli Usa a giugno senza fornire troppe spiegazioni: la sostituisce Lisa Dodd, giocatrice molto più forte e completa, ma che in pedana (complice un infortunio) non può fornire la stessa qualità.
Per la Coppa si è aggiunta Natalie Anter, gloria forlivese e olimpionica ad Atene 2004, che temporaneamente aveva anche cessato l'attività; e c'è anche una italoamericana di Miami, Sara Ghezzi. Farà la sua parte.

L'inizio non è di quelli sfavillanti: tedesche superate per 2-0, russe con un faticosissimo 2-1, e poi il ko contro le Sparks, 1-2 agli extra inning sotto una pioggia battente e fastidiosa perfino a dire degli autoctoni. E' una sconfitta amara e a Forlì tocca rimpiangere undici corridori lasciati in base e almeno tre occasioni con la giocatrice in Terza e meno di due eliminati.

L'indomani, è mercoledì, al De Elta la Fiorini supera in scioltezza le spagnole e, di rientro al Noordersportpark, apprende una notizia in apparenza futile, ma che avrà il suo peso.
Dunque, le Dornbirn Sharx, rappresentanti austriache, avevano iniziato a costruire squadre interessanti, molto "multinazionali" e competitive: quel progetto già l'anno dopo (Praga 2008) le porterà all'argento continentale, e l'anno dopo ancora (Legnano 2009) alla conquista del bottino grosso. In coppa le Sharx portavano sempre lanciatrici americane molto forti; a Bollate 2006, per esempio, si erano presentate con Kristina Thorson (giocherà con Forlì i playoff 2009 e 2010); ad Haarlem 2007 c'è Brianne McGowan, monumentale pitcher di Oregon State, una in grado di far arrivare molto lontano la sua squadra.
Succede che quel pomeriggio Dornbirn gioca contro le belghe del Brasschaat: ha bisogno di vincere per andare al round robin, e dopo quattro inning gestisce un comodo 4-1. Il manager austriaco ritiene necessario risparmiare un po' McGowan, la avvicenda... e la partita finisce 11-4 per le Brasschaat Braves.

Così la Fiorini trova sul suo cammino le belghe al posto delle austriache, vale a dire una squadra forte ma gestibile anziché la mina vagante del torneo. E quindi è Forlì che, assorbito senza drammi uno 0-4 con Macerata, può vincere agevolmente sia con Braaschat sia con lo Joudrs Praga senza mandare nel cerchio Malerich, tenuta a riposo in vista delle ultime tre partite. Le romagnole infatti sono arrivate al page system da terze classificate e se vogliono arrivare in Finale sono costrette a tre vittorie: devono battere subito lo Joudrs, e poi nell'ordine la perdente e infine la vincente di Macerata - Sparks.

E' il venerdì pomeriggio, e Forlì parte a tutta manetta: 5-0 alle céche, sette riprese di no hit (no hit!) per Malerich, e appuntamento per il sabato mattina con le Sparks, che in serata si prendono una allegra "manifesta" dalle detentrici del trofeo.

Contro le olandesi, Forlì capovolge ciò che era stato il match della prima fase: sono le Sparks a dilapidare occasioni, mentre la Fiorini si fa bastare una volata di sacrificio di Stefania Vitaliani nel tie break; finisce 1-0, Malerich tira altre otto riprese de sostanza, Anter fa un pickoff memorabile sul possibile punto delle padrone di casa. Ancora non basta, però: ad attendere in finale c'è il kraken.

La Fiorini si aggrappa al braccione di Malerich e se la gioca con la forza dei nervi distesi. Va avanti 2-0, subisce il pareggio, rischia grosso in un paio di situazioni e, per la seconda volta in un giorno, approda agli extra inning. Forlì, che attacca per prima, riempie le basi e tocca a Sara Ghezzi realizzare l'impensabile: bolide all'esterno sinistro e 4-2. Poi valida interna di Zauli e 5-2.
Cambio di turno in attacco, tocca alle campionesse in carica. Ma il palcoscenico è di Malerich (ventitrè riprese lanciate in ventiquattr'ore) e di Forlì tutta: il 5-2 rimane, Forlì vince la sua terza Coppa Campioni.

Tutti insieme, Forlì!

domenica 9 agosto 2026

Forlì verso Haarlem 3 - La Coppa Campioni 2001

[...] piove su i nostri vólti / silvani,
piove su le nostre mani / ignude,
su i nostri vestimenti / leggieri,
su i freschi pensieri [...]
G. D'Annunzio, La pioggia nel pineto, vv. 20-26.

(questo post è stato aggiornato dopo la prima pubblicazione)

La Coppa Campioni edizione numero 24 si disputa ad Haarlem ed è organizzata dal Terrasvogels, che ospita le partite al mitico De Elta di Santpoort-zuid, usando come campo secondario il diamante delle Onze Gezellen, società per così dire satellite.

Le iscritte sono otto, quindi tutti contro tutti e poi page system finale. Il detentore è Macerata; Forlì ha titolo a partecipare come seconda classificata nella A1 2000, sempre dietro a Macerata; poi c'è il Terrasvogels, che però non è più quel Terrasvogels, e anche le céche alla fine qualcosa la sbagliano sempre, e le russe boh? insomma, la finale tuttitalia sembra scritta in anticipo.

Di quella settimana di coppa verrà ricordata soprattutto la pioggia. Un assortimento da manuale di meteorologia: pioggia semplice lunedì, acqua a catinelle martedì, acquerugiola mercoledì, ampi scrosci giovedì, cielo coperto venerdì, e ultimo giorno che si apre con solicello mattutino e al pomeriggio si metamorfosa in un solenne diluvio. Che causerà l'interruzione anticipata della finale: ma prima di spoilerare troppo, riavvolgiamo il nastro.

Forlì, con il nuovo marchio Fiorini fresco di stampa sulle casacche, arriva in coppa con grandi speranze. La squadra è quella che l'anno prima aveva vinto Coppa Coppe e Coppa Italia. Ci sono dei rinforzi e, solo per la Coppa Campioni, c'è Jennifer Spediacci, una delle lanciatrici più formidabili ad aver giocato nel campionato italiano.

Fiorini e Macerata si annusano subito il primo giorno. Sotto una pioggia fastidiosa, Forlì cede 3-1 agli extra inning, c'è un po' di amarezza per l'occasione persa, ma anche la certezza delle proprie forze.
Per tutta la prima fase, Forlì non perde più: a volte è irresistibile (8-1 al Terrasvogel con grand slam di Auletta), a volte si incarta (1-0 al Viladecans con mucho sufrimiento; o anche 2-1 in rimonta con le russe). E così si arriva al page system: si affrontano le prime due, chi vince è in finale, l'altra al ripescaggio. Forlì quindi ritrova Macerata, e riperde, stavolta 1-0.

Lo spareggio è una formalità, un 3-0 al Terrasvogels molto più netto del puro valore numerico. Romagnole in finale: doveva essere una faccenda tra Forlì e Macerata, e così sarà.

La finale inizia che già vien giù dell'acqua. Macerata segna subito un punto, poi il duello in pedana fra Spediacci e Bugliarello (altra formidabile lanciatrice) congela gli attacchi. La pioggia aumenta, si arriva al sesto inning, e la Fiorini ha un'occasione: c'è il corridore in Seconda, Zauli nel box di battuta, un solo eliminato. La bolla scoppia quando Forlì contesta una chiamata di strike: per Zauli è ball, non ci sta, giusto così, è la Finale, mica altro.
L'arbitro capo minaccia l'espulsione, e a quel punto entra in campo il manager Jason Kumeroa, deve moderare la situazione, deve proteggere la sua giocatrice: solo che quando "JK" arriva nei pressi dell'arbitro, le cose prendono una piega per così dire animata, volano un po' di stracci e alla fine della fiera Kumeroa è espulso e la partita interrotta, perché nel frattempo dal cielo vengon giù secchiate. Risultato omologato, Macerata vince 1-0. Tutto finito, sic e simpliciter, e ormai non importa più chi abbia avuto ragione e chi torto.

Il De Elta a giugno 2026

L'ultimo pensiero è per il De Elta. Ci giocano le giovanili del Terrasvogels, perché dal 2021 la prima squadra non esiste più, dopo essersi fusa proprio con le Onze Gezellen (ne avevamo già parlato). Il diamante dunque esiste ancora, anche se per poco.
E' di questi mesi la notizia che la municipalità locale ha approvato un progetto edilizio per costruire su tutta l'area (che è vasta: c'è anche un campo da calcio) un centro di accoglienza per richiedenti asilo. Il centro dovrà diventare pienamente funzionante entro la fine del 2026, per consentire la contestuale chiusura della struttura ricettiva attuale, che è una nave (la Ocean Majesty) ormeggiata lungo il Nordzeekanaal presso la città di Velsen, e che di fatto è ormai inadeguata.
Una volta che questo dovesse esaurire la propria funzione, al posto del centro di accoglienza andrà un'area verde. Non necessariamente dei campi da baseball o softball.

venerdì 7 agosto 2026

Forlì verso Haarlem 2 - La Coppa Campioni 1997

Wie ganz anders, anders war es da!
«come, davvero, tutto fu diverso»
Fr. Schiller, Gli Dei della Grecia, v. 8

Con il 1997 la Coppa Campioni arriva all'edizione numero 20. In qualità di campionesse nazionali in carica, ne hanno chiesto l'organizzazione le Sparks: faranno lo stesso a ogni scadenza decennale, ed è per questo che si è giocato ad Haarlem nel 2007 (ci torneremo) e nel 2017 (vittoria del Bussolengo), e se tanto dà tanto, sulla Premiére del prossimo anno c'è già una opzione silenziosa.

Le partecipanti sono otto, le partite si giocano in parte al Noordersportpark, il diamante delle Sparks, ma il campo principale è quello del DSS: lì sarà giocata la finale, lì la squadra forlivese vivrà il suo sogno. Quel diamante, invero abbastanza scalcagnato, oggi non esiste più, tutta l'area è diventata un moderno centro polisportivo.

Forlì vorrebbe avvicinarsi alla Coppa con l'emozione dell'esordiente e la tranquillità di chi non ha niente da perdere. Invece ne succedono di ogni. Il campionato inizia male: a fine maggio il record è 4-10 quando si fa male Jaye Bailey ed è out per tre mesi. A fine giugno il record è 7-17 e il rischio di retrocedere serio.
A quel punto i pianeti si riallineano.

E' la stessa Bailey a mettere in moto gli eventi. «C'è una mia amica, so che si è liberata per un paio di mesi, può dare una mano per il campionato e per la Coppa. Posso chiedere?». Ovviamente sì: e chi sarebbe? «Gina Weber».
A due giorni dalla chiusura dei tesseramenti, il Softball Forlì si assicura le prestazioni di Gina Weber, sì, proprio quella Gina Weber: la fuoriclasse neozelandese trascina la squadra alla salvezza, e già basterebbe; ma c'è ancora da giocare una Coppa Campioni.

Per l'Italpaghe la competizione continentale è un mondo nuovo. Postulando che le due olandesi, Terrasvogels e Sparks, siano di una spanna superiori, contro le altre avversarie è tutto da scoprire. E quindi l'obiettivo sincero è la classica "bella figura": giocare bene, divertirsi e, perché no? vedere un po' di Olanda, la sera tutte a ballare. Poi, come la va, la va.
Quella della Weber è però una presenza che getta scompiglio nell'ambiente. Al controllo documenti, la sera della vigilia, si leva una battuta che non passa inosservata: «Gina?! mica vorrete vincere?». In più è rientrata Bailey: la fiducia della squadra risale parecchio, il nervosismo olandese anche.

Lunedì 8 settembre, la prima partita europea di Forlì è una vittoria 4-2 sull'Alby Stoccolma. Il giorno dopo altro successo, 8-0 sulle danesi. E poi ancora, 5-0 alle Sparks. E il postulato? non è poi così ferreo, perché entrando nella seconda fase Forlì perde "solo" 2-1 dal Terrasvogels, e rimane da sapere come sarebbe andata se Weber non fosse stata espulsa a inizio partita.

L'espulsione fa scattare la squalifica di Weber per il match seguente: ci sono di nuovo le Sparks. Contro le "Scintille", Forlì fa la partita più convincente e importante del torneo: Patrizia Vitaliani in pedana è ingiocabile, l'Italpaghe vince 3-1, a quel punto basta superare le russe per conquistare la finale. Obiettivo raggiunto con un comodo 11-1.

Per l'oro si affrontano le prime due classificate della seconda fase, Terrasvogels e Italpaghe; le olandesi partono da 1-0 per aver vinto lo scontro diretto, chi vince due partite piglia la Coppa. Forlì realizza che razza di montagna si trova a scalare: deve vincere due partite, consecutive, contro il Terrasvogels. Più che una squadra, un totem: nove coppe Campioni, una Coppa Coppe, dieci scudetti.

E' a quel punto che l'espulsione di Weber si rivela un blessing in disguise, una fortuna nella sfortuna: non avendoci giocato contro, il Terrasvogels non aveva potuto studiare le sue traiettorie. Un conto è fare lo scouting dei lanci, un conto è trovarsela davanti in pedana. E infatti Forlì vince 4-3 e porta la serie in parità. Serve la "bella".

Italpaghe Forlì, Haarlem 1997, Coppa Campioni
Il bianco e nero non è casuale

E' una partita surreale. Le olandesi sono nervosissime perché si trovano dove non avrebbero mai pensato di trovarsi, cioè allo spareggio che vale la Coppa contro una matricola italiana; le romagnole un po' sono incredule per l'occasione, un po' irrigidite per la paura di vedere sfumare il sogno ora che è lì a portata di mano, un po' emozionate per tutta la situazione, e un po' molte altre cose. Lo 0-0 dura a lungo: lo rompe infine Bailey con una valida che spinge a casa Turci. Basta così, Weber è insuperabile, Forlì vince, Forlì mette in bacheca il suo primo trofeo. Ed è la Coppa Campioni.

Per gli olandesi è troppo. E' una roba talmente fuori dalle aspettative, che gli organizzatori non avevano il disco con l'inno italiano: semplicemente, non lo avevano preparato perché "quella cosa lì" non poteva accadere.
Dopo la premiazione, saranno le stesse giocatrici a intonare "Il canto degli Italiani" a voce scoperta, e probabilmente si tratta dell'episodio più emozionante nella storia del Softball Forlì.