SEGUI LE COPPE EUROPEE DI SOFTBALL CON LA ITALPOSA FORLI'


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venerdì 14 agosto 2026

Forlì e la Coppa 2026

La Premiere Cup 2026 di softball sarà la numero 48 e si giocherà dal 17 al 22 di agosto ad Haarlem nei Paesi Bassi. Era dal 2017 che non si giocava in Olanda. Detta meglio: era dal 2018 che la finale di Premiere era sempre stata assegnata all'Italia, da Forlì a Buttrio, da Saronno a Bollate.
Nel 2017 ad organizzare la manifestazione erano state le Sparks sul loro Noordersportpark; quest'anno tocca all'Olympia ospitare tutti quanti al Nol Houtkamp Sportpark.

Per l'Italposa inizia finalmente il momento decisivo di tutta la stagione. Nel giro di un mese e mezzo darà la scalata ai suoi tre obiettivi stagionali: adesso la Premiere, a fine mese la Coppa Italia -di cui è detentrice-, e a settembre i playoff scudetto. Si tratta di raccogliere le forze e tuffarsi nel vivo della competizione, con la consapevolezza di avere voce in capitolo in qualsiasi circostanza.

Il gruppo che va in Premiere può giovarsi di due inserimenti parecchio importanti.
Uno è la lanciatrice Jordan "JoJo" Johnson, che è già stata con Forlì nelle stagioni 2024 (Premiere e playoff) e 2025 (prima fase della regular season). Johnson gioca nel circuito Pro americano con le Atlanta Smoke e aggiunge ulteriore profondità a una pedana che già è ricchissima di suo (Cacciamani, Comar, Floyd, Lacatena), ma a cui può far solo bene un rinforzo per affrontare un torneo intenso e stressante come la Coppa Campioni.

L'altro inserimento è Erika Piancastelli, nazionale azzurra, considerata una delle più forti giocatrici italiane in attività. Piancastelli ha già fatto parte della squadra nel quadriennio 2018-21, e aveva vestito la casacca forlivese per l'ultima volta durante le finali scudetto 2021. La sua carriera si divide abitualmente fra la JD.League giapponese e il circuito americano; è una testimonial della Major League di baseball e, in generale, un personaggio molto conosciuto e importante nel mondo del "batti e corri". Piancastelli si è unita alla squadra da inizio agosto e ha anche giocato un breve scampolo di campionato; dopo Haarlem farà rientro nel campionato nipponico.

Per motivi diversi, invece, non saranno presenti né Julianna VerniVirginia Mambelli.

Le ragazze di Coppa dunque sono:
Lanciatori: Ilaria Cacciamani, Veronica Comar, Allie Floyd (USA), Jordan Johnson (USA), Alexia Lacatena.
Ricevitori: Marta Gasparotto, Giulia Matta, Erika Piancastelli.
Interni: Noemi Cortesi, Martina Laghi, Logan Moreland (USA), Carlotta Onofri.
Esterni: Noemi Giacometti, Veronica Onofri, Laura Vigna.
Utility: Alice Spiotta, Caterina Turci.

Il manager è Pablo Suarez, prima stagione con Forlì in questo ruolo. Gli altri coach sono Giulio Brusa e Patrizia Vitaliani.

giovedì 13 agosto 2026

Forlì verso Haarlem 5 - La Coppa Coppe 2010

Infandum, regina, iubes renovare dolorem
«Regina, tu mi obblighi a rinnovare un dolore che non deve essere raccontato»
Verg., Aen. II, 3

Questa è una storia di cui nessuno parla volentieri.

La quarta trasferta ad Haarlem del Softball Forlì è nel 2010; stavolta si tratta della Coppa Coppe. L'ospite è l'Olympia Haarlem, che organizza anche la poule A di Coppa Campioni ma che le coppe non le gioca: le rappresentanti dei Paesi Bassi sono infatti Tex Town nel torneo maggiore, Sparks e Terrasvogels (detentore) nella "coppetta".
Lo scopo è ovviamente autopromozionale: l'Olympia è una polisportiva di recente istituzione; la sezione softball è nata nel 2008 dalla fusione tra altri due club di Haarlem (il DSC '74 e il TYBB); gioca al Nol Houtkamp Sportpark, che è un impianto polifunzionale nuovo ed attraente; e insomma, ci sono mezzi e ambizioni per puntare lontano. Prima che finisca il decennio, l'Olympia porterà a termine la missione.

La Fiorini stavolta entra in Europa di rimbalzo. Caserta ha fatto bottino pieno, scudetto e Coppa Italia, entrambe le volte contro Forlì; e dunque campane in Coppa Campioni, Forlì in Coppa Coppe.

Quella del 2010 è la quarta Coppa Coppe a cui prende parte Forlì: le tre precedenti le ha portate a casa (Praga 2000, Ronchi 2005, Caronno 2006), ventisette partite giocate e tutte vinte. La Fiorini 2010 è una squadra alta di gamma, che al gruppo precedente ha aggiunto una eccellente mazza come Pagnini, e una giocatrice formidabile come Andrea Montanari. Per la coppa è tornata Stacey Nelson, stella di Florida University e del campionato Pro giapponese, già con Forlì in Coppa Campioni 2009. I pezzi sono tutti al loro posto, c'è solo un problema.

Primo Maggio, trasferta di Montegranaro, al 2o inning di garadue si infortuna Malerich. Ginocchio. Sembra niente, l'italoamericana rientrerà in poco più di un mese e sarà ancora brillante. Ma.

Ma arriviamo alla Coppa Coppe. A discrezione degli organizzatori, la partita che inaugura il torneo è stata anticipata alla domenica sera invece del consueto lunedì mattina, e le protagoniste designate sono Forlì e Sparks; il fuoriprogramma domenicale non succederà mai più, ma intanto le olandesi il trappolone lo hanno preparato e la Fiorini ci finisce dentro con tutti e due i piedi. Piove e tira vento, Forlì inizia bene dietro i lanci di Nelson ma a metà gara le olandesi rimontano da 1-3 a 4-3; entra Malerich e finisce 7-3. Record di vittorie in coppa interrotto, e chissene, ma soprattutto c'è disagio per essere state messe sotto così. Solo che il peggio deve ancora venire.

Lunedì mattina, match contro le tedesche. A metà del 2o inning, Malerich ruzzola a terra per difendere una smorzata. Non si alza più: stesso ginocchio stesso guaio. Fatti i debiti conti, a Forlì restano due pitcher di ruolo: Nelson e Serena Filiput, che a sua volta gioca su un infortunio alla schiena.

Per farla corta, la Fiorini si fa strada nel torneo perdendo solo un'altra partita, con il Terrasvogels, e si presenta al page system conclusivo da terza classificata dietro alle due olandesi. Al venerdì pomeriggio si libera del Moskovia e, come nel 2007, attende di sapere in quale ordine affrontare le ultime due squadre.

Dal cilindro esce il Terrasvogels di Rolla e Murch. Forlì ne viene a capo 2-0 dopo otto inning di peripezie, e arriva in finale contro le imbattibili Sparks allenate da Juni Francisca.

Sabato mattina, prima del match con il Terrasvogels

E invece, a metà del settimo inning, quelle imbattibili sembrano le forlivesi: spiegano softball e conducono 6-1, mentre Nelson in pedana sta rievocando lo spirito di Malerich 2007, ventuno riprese tirate fra Moskovia, Terrasvogels e Sparks, e senza battere ciglio. Dettaglio grottesco: la troupe televisiva olandese inizia a smontare le attrezzature, non ha intenzione di riprendere il cerimoniale se la vincitrice non è una squadra dei Paesi Bassi. Purtroppo si sta preparando un finale diverso.

E' tutto un attimo. Settimo e possibilmente ultimo attacco Sparks, Nelson fa il primo eliminato, e lì finisce le energie, di colpo, senza preavviso e senza misericordia. Una, due, tre valide, anche lunghe; quando Forlì fa il secondo out il tabellone dice 6-4. Ma ormai la valanga è partita, e la cosa peggiore è doverla guardare senza poterci fare niente. L'ultimo carnefice è Debbie Connor: aveva già castigato l'Italia nelle qualificazioni per le Olimpiadi 2008, stavolta tocca a Forlì: basi piene, doppio contro la recinzione, finisce 7-6. Dopo la partita, nessuno riuscirà a dire niente per ore.

martedì 11 agosto 2026

Forlì verso Haarlem 4 - La Coppa Campioni 2007

Non ci si dovrebbe stupire se non di potersi stupire ancora
(François de La Rochefoucauld)

Nel 2007 le Sparks ottengono di ospitare la Coppa Campioni nel decennale della loro prima organizzazione, quella del 1997 vinta da Forlì. E' l'edizione numero 30. Stavolta il campo principale è il Noordersportpark, il diamante dentro il parco di Schoterbos su cui giocano le "Scintille"; campo secondario viene eletto quello del Terrasvogels, il De Elta di Santpoort-zuid.

La formula del torneo si è dilatata, passando da otto a dieci partecipanti e aumentando in proporzione le fasi e il numero di partite: sempre due gironi, poi un round robin a sei e infine il page system finale che decide le medaglie.

La Fiorini Forlì è campione d'Italia ed entra in coppa dalla porta principale. La squadra da battere è Macerata, che l'anno prima ha vinto la sua quinta Coppa Campioni e si è rinforzato con l'australiana Stacy Porter, la più forte battitrice in purezza di quel decennio.

Forlì può coltivare le sue legittime aspirazioni. Ha Leslie Malerich nel suo prime, e quella Malerich era in grado di vincere le partite quasi da sola; ma c'è anche stato un problema con la lanciatrice americana Sallinger, tornata negli Usa a giugno senza fornire troppe spiegazioni: la sostituisce Lisa Dodd, giocatrice molto più forte e completa, ma che in pedana (complice un infortunio) non può fornire la stessa qualità.
Per la Coppa si è aggiunta Natalie Anter, gloria forlivese e olimpionica ad Atene 2004, che temporaneamente aveva anche cessato l'attività; e c'è anche una italoamericana di Miami, Sara Ghezzi. Farà la sua parte.

L'inizio non è di quelli sfavillanti: tedesche superate per 2-0, russe con un faticosissimo 2-1, e poi il ko contro le Sparks, 1-2 agli extra inning sotto una pioggia battente e fastidiosa perfino a dire degli autoctoni. E' una sconfitta amara e a Forlì tocca rimpiangere undici corridori lasciati in base e almeno tre occasioni con la giocatrice in Terza e meno di due eliminati.

L'indomani, è mercoledì, al De Elta la Fiorini supera in scioltezza le spagnole e, di rientro al Noordersportpark, apprende una notizia in apparenza futile, ma che avrà il suo peso.
Dunque, le Dornbirn Sharx, rappresentanti austriache, avevano iniziato a costruire squadre interessanti, molto "multinazionali" e competitive: quel progetto già l'anno dopo (Praga 2008) le porterà all'argento continentale, e l'anno dopo ancora (Legnano 2009) alla conquista del bottino grosso. In coppa le Sharx portavano sempre lanciatrici americane molto forti; a Bollate 2006, per esempio, si erano presentate con Kristina Thorson (giocherà con Forlì i playoff 2009 e 2010); ad Haarlem 2007 c'è Brianne McGowan, monumentale pitcher di Oregon State, una in grado di far arrivare molto lontano la sua squadra.
Succede che quel pomeriggio Dornbirn gioca contro le belghe del Brasschaat: ha bisogno di vincere per andare al round robin, e dopo quattro inning gestisce un comodo 4-1. Il manager austriaco ritiene necessario risparmiare un po' McGowan, la avvicenda... e la partita finisce 11-4 per le Brasschaat Braves.

Così la Fiorini trova sul suo cammino le belghe al posto delle austriache, vale a dire una squadra forte ma gestibile anziché la mina vagante del torneo. E quindi è Forlì che, assorbito senza drammi uno 0-4 con Macerata, può vincere agevolmente sia con Braaschat sia con lo Joudrs Praga senza mandare nel cerchio Malerich, tenuta a riposo in vista delle ultime tre partite. Le romagnole infatti sono arrivate al page system da terze classificate e se vogliono arrivare in Finale sono costrette a tre vittorie: devono battere subito lo Joudrs, e poi nell'ordine la perdente e infine la vincente di Macerata - Sparks.

E' il venerdì pomeriggio, e Forlì parte a tutta manetta: 5-0 alle céche, sette riprese di no hit (no hit!) per Malerich, e appuntamento per il sabato mattina con le Sparks, che in serata si prendono una allegra "manifesta" dalle detentrici del trofeo.

Contro le olandesi, Forlì capovolge ciò che era stato il match della prima fase: sono le Sparks a dilapidare occasioni, mentre la Fiorini si fa bastare una volata di sacrificio di Stefania Vitaliani nel tie break; finisce 1-0, Malerich tira altre otto riprese de sostanza, Anter fa un pickoff memorabile sul possibile punto delle padrone di casa. Ancora non basta, però: ad attendere in finale c'è il kraken.

La Fiorini si aggrappa al braccione di Malerich e se la gioca con la forza dei nervi distesi. Va avanti 2-0, subisce il pareggio, rischia grosso in un paio di situazioni e, per la seconda volta in un giorno, approda agli extra inning. Forlì, che attacca per prima, riempie le basi e tocca a Sara Ghezzi realizzare l'impensabile: bolide all'esterno sinistro e 4-2. Poi valida interna di Zauli e 5-2.
Cambio di turno in attacco, tocca alle campionesse in carica. Ma il palcoscenico è di Malerich (ventitrè riprese lanciate in ventiquattr'ore) e di Forlì tutta: il 5-2 rimane, Forlì vince la sua terza Coppa Campioni.

Tutti insieme, Forlì!

domenica 9 agosto 2026

Forlì verso Haarlem 3 - La Coppa Campioni 2001

[...] piove su i nostri vólti / silvani,
piove su le nostre mani / ignude,
su i nostri vestimenti / leggieri,
su i freschi pensieri [...]
G. D'Annunzio, La pioggia nel pineto, vv. 20-26.

(questo post è stato aggiornato dopo la prima pubblicazione)

La Coppa Campioni edizione numero 24 si disputa ad Haarlem ed è organizzata dal Terrasvogels, che ospita le partite al mitico De Elta di Santpoort-zuid, usando come campo secondario il diamante delle Onze Gezellen, società per così dire satellite.

Le iscritte sono otto, quindi tutti contro tutti e poi page system finale. Il detentore è Macerata; Forlì ha titolo a partecipare come seconda classificata nella A1 2000, sempre dietro a Macerata; poi c'è il Terrasvogels, che però non è più quel Terrasvogels, e anche le céche alla fine qualcosa la sbagliano sempre, e le russe boh? insomma, la finale tuttitalia sembra scritta in anticipo.

Di quella settimana di coppa verrà ricordata soprattutto la pioggia. Un assortimento da manuale di meteorologia: pioggia semplice lunedì, acqua a catinelle martedì, acquerugiola mercoledì, ampi scrosci giovedì, cielo coperto venerdì, e ultimo giorno che si apre con solicello mattutino e al pomeriggio si metamorfosa in un solenne diluvio. Che causerà l'interruzione anticipata della finale: ma prima di spoilerare troppo, riavvolgiamo il nastro.

Forlì, con il nuovo marchio Fiorini fresco di stampa sulle casacche, arriva in coppa con grandi speranze. La squadra è quella che l'anno prima aveva vinto Coppa Coppe e Coppa Italia. Ci sono dei rinforzi e, solo per la Coppa Campioni, c'è Jennifer Spediacci, una delle lanciatrici più formidabili ad aver giocato nel campionato italiano.

Fiorini e Macerata si annusano subito il primo giorno. Sotto una pioggia fastidiosa, Forlì cede 3-1 agli extra inning, c'è un po' di amarezza per l'occasione persa, ma anche la certezza delle proprie forze.
Per tutta la prima fase, Forlì non perde più: a volte è irresistibile (8-1 al Terrasvogel con grand slam di Auletta), a volte si incarta (1-0 al Viladecans con mucho sufrimiento; o anche 2-1 in rimonta con le russe). E così si arriva al page system: si affrontano le prime due, chi vince è in finale, l'altra al ripescaggio. Forlì quindi ritrova Macerata, e riperde, stavolta 1-0.

Lo spareggio è una formalità, un 3-0 al Terrasvogels molto più netto del puro valore numerico. Romagnole in finale: doveva essere una faccenda tra Forlì e Macerata, e così sarà.

La finale inizia che già vien giù dell'acqua. Macerata segna subito un punto, poi il duello in pedana fra Spediacci e Bugliarello (altra formidabile lanciatrice) congela gli attacchi. La pioggia aumenta, si arriva al sesto inning, e la Fiorini ha un'occasione: c'è il corridore in Seconda, Zauli nel box di battuta, un solo eliminato. La bolla scoppia quando Forlì contesta una chiamata di strike: per Zauli è ball, non ci sta, giusto così, è la Finale, mica altro.
L'arbitro capo minaccia l'espulsione, e a quel punto entra in campo il manager Jason Kumeroa, deve moderare la situazione, deve proteggere la sua giocatrice: solo che quando "JK" arriva nei pressi dell'arbitro, le cose prendono una piega per così dire animata, volano un po' di stracci e alla fine della fiera Kumeroa è espulso e la partita interrotta, perché nel frattempo dal cielo vengon giù secchiate. Risultato omologato, Macerata vince 1-0. Tutto finito, sic e simpliciter, e ormai non importa più chi abbia avuto ragione e chi torto.

Il De Elta a giugno 2026

L'ultimo pensiero è per il De Elta. Ci giocano le giovanili del Terrasvogels, perché dal 2021 la prima squadra non esiste più, dopo essersi fusa proprio con le Onze Gezellen (ne avevamo già parlato). Il diamante dunque esiste ancora, anche se per poco.
E' di questi mesi la notizia che la municipalità locale ha approvato un progetto edilizio per costruire su tutta l'area (che è vasta: c'è anche un campo da calcio) un centro di accoglienza per richiedenti asilo. Il centro dovrà diventare pienamente funzionante entro la fine del 2026, per consentire la contestuale chiusura della struttura ricettiva attuale, che è una nave (la Ocean Majesty) ormeggiata lungo il Nordzeekanaal presso la città di Velsen, e che di fatto è ormai inadeguata.
Una volta che questo dovesse esaurire la propria funzione, al posto del centro di accoglienza andrà un'area verde. Non necessariamente dei campi da baseball o softball.

venerdì 7 agosto 2026

Forlì verso Haarlem 2 - La Coppa Campioni 1997

Wie ganz anders, anders war es da!
«come, davvero, tutto fu diverso»
Fr. Schiller, Gli Dei della Grecia, v. 8

Con il 1997 la Coppa Campioni arriva all'edizione numero 20. In qualità di campionesse nazionali in carica, ne hanno chiesto l'organizzazione le Sparks: faranno lo stesso a ogni scadenza decennale, ed è per questo che si è giocato ad Haarlem nel 2007 (ci torneremo) e nel 2017 (vittoria del Bussolengo), e se tanto dà tanto, sulla Premiére del prossimo anno c'è già una opzione silenziosa.

Le partecipanti sono otto, le partite si giocano in parte al Noordersportpark, il diamante delle Sparks, ma il campo principale è quello del DSS: lì sarà giocata la finale, lì la squadra forlivese vivrà il suo sogno. Quel diamante, invero abbastanza scalcagnato, oggi non esiste più, tutta l'area è diventata un moderno centro polisportivo.

Forlì vorrebbe avvicinarsi alla Coppa con l'emozione dell'esordiente e la tranquillità di chi non ha niente da perdere. Invece ne succedono di ogni. Il campionato inizia male: a fine maggio il record è 4-10 quando si fa male Jaye Bailey ed è out per tre mesi. A fine giugno il record è 7-17 e il rischio di retrocedere serio.
A quel punto i pianeti si riallineano.

E' la stessa Bailey a mettere in moto gli eventi. «C'è una mia amica, so che si è liberata per un paio di mesi, può dare una mano per il campionato e per la Coppa. Posso chiedere?». Ovviamente sì: e chi sarebbe? «Gina Weber».
A due giorni dalla chiusura dei tesseramenti, il Softball Forlì si assicura le prestazioni di Gina Weber, sì, proprio quella Gina Weber: la fuoriclasse neozelandese trascina la squadra alla salvezza, e già basterebbe; ma c'è ancora da giocare una Coppa Campioni.

Per l'Italpaghe la competizione continentale è un mondo nuovo. Postulando che le due olandesi, Terrasvogels e Sparks, siano di una spanna superiori, contro le altre avversarie è tutto da scoprire. E quindi l'obiettivo sincero è la classica "bella figura": giocare bene, divertirsi e, perché no? vedere un po' di Olanda, la sera tutte a ballare. Poi, come la va, la va.
Quella della Weber è però una presenza che getta scompiglio nell'ambiente. Al controllo documenti, la sera della vigilia, si leva una battuta che non passa inosservata: «Gina?! mica vorrete vincere?». In più è rientrata Bailey: la fiducia della squadra risale parecchio, il nervosismo olandese anche.

Lunedì 8 settembre, la prima partita europea di Forlì è una vittoria 4-2 sull'Alby Stoccolma. Il giorno dopo altro successo, 8-0 sulle danesi. E poi ancora, 5-0 alle Sparks. E il postulato? non è poi così ferreo, perché entrando nella seconda fase Forlì perde "solo" 2-1 dal Terrasvogels, e rimane da sapere come sarebbe andata se Weber non fosse stata espulsa a inizio partita.

L'espulsione fa scattare la squalifica di Weber per il match seguente: ci sono di nuovo le Sparks. Contro le "Scintille", Forlì fa la partita più convincente e importante del torneo: Patrizia Vitaliani in pedana è ingiocabile, l'Italpaghe vince 3-1, a quel punto basta superare le russe per conquistare la finale. Obiettivo raggiunto con un comodo 11-1.

Per l'oro si affrontano le prime due classificate della seconda fase, Terrasvogels e Italpaghe; le olandesi partono da 1-0 per aver vinto lo scontro diretto, chi vince due partite piglia la Coppa. Forlì realizza che razza di montagna si trova a scalare: deve vincere due partite, consecutive, contro il Terrasvogels. Più che una squadra, un totem: nove coppe Campioni, una Coppa Coppe, dieci scudetti.

E' a quel punto che l'espulsione di Weber si rivela un blessing in disguise, una fortuna nella sfortuna: non avendoci giocato contro, il Terrasvogels non aveva potuto studiare le sue traiettorie. Un conto è fare lo scouting dei lanci, un conto è trovarsela davanti in pedana. E infatti Forlì vince 4-3 e porta la serie in parità. Serve la "bella".

Italpaghe Forlì, Haarlem 1997, Coppa Campioni
Il bianco e nero non è casuale

E' una partita surreale. Le olandesi sono nervosissime perché si trovano dove non avrebbero mai pensato di trovarsi, cioè allo spareggio che vale la Coppa contro una matricola italiana; le romagnole un po' sono incredule per l'occasione, un po' irrigidite per la paura di vedere sfumare il sogno ora che è lì a portata di mano, un po' emozionate per tutta la situazione, e un po' molte altre cose. Lo 0-0 dura a lungo: lo rompe infine Bailey con una valida che spinge a casa Turci. Basta così, Weber è insuperabile, Forlì vince, Forlì mette in bacheca il suo primo trofeo. Ed è la Coppa Campioni.

Per gli olandesi è troppo. E' una roba talmente fuori dalle aspettative, che gli organizzatori non avevano il disco con l'inno italiano: semplicemente, non lo avevano preparato perché "quella cosa lì" non poteva accadere.
Dopo la premiazione, saranno le stesse giocatrici a intonare "Il canto degli Italiani" a voce scoperta, e probabilmente si tratta dell'episodio più emozionante nella storia del Softball Forlì.

mercoledì 5 agosto 2026

Forlì verso Haarlem 1 - Prologo

Quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. [...] E' difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all'erta.
Tiziano Terzani, La fine è il mio inizio

Senza per forza voler tirare in ballo l'abusata metafora dell'effetto farfalla, c'è comunque parecchio di surreale nel modo in cui ha avuto inizio l'esperienza del Softball Forlì nelle coppe europee.

L'antefatto vero e proprio è nello sviluppo del campionato italiano 1996, un mese di luglio davvero memorabile: il presidente del Brioschi Torino (squadra dominatrice della regular season) si dà alla latitanza inseguito dalle Fiamme Gialle (lo ritroveranno nei pressi di Marsiglia, arruolato nella legione straniera), la squadra sabauda rinuncia alla post season, il tabellone dei playoff viene ridisegnato, e Forlì da un girone impossibile si ritrova in uno alla sua portata. Poi la squadra ci mette il resto e arriva in finale scudetto. Qui l'ostacolo diventa insuperabile per davvero: Bollate vince il tricolore e si qualifica alla Coppa Campioni 1997, Forlì incassa i complimenti di circostanza, e finita lì.
Così sembra.

In un tardo pomeriggio invernale, si apre la sliding door di Forlì. Il presidente Bombacci riceve una telefonata: la Federazione. Il contenuto è più o meno: Bollate rinuncerà a fare la Coppa, Forlì in quanto finalista ha titolo a prenderne il posto; organizzano le Sparks, si gioca ad Haarlem, settembre prossimo: interessa?

E' fuori questione che si tratta di una decisione da ponderare bene, e quindi la inevitabile domanda è: quanto tempo abbiamo per decidere? «Ventiquattr'ore» è la formidabile risposta. E se diciamo di no? «L'Italia retrocede in Poule B di Coppa Campioni. Non sarebbe una bella cosa».

Messa giù così, era tipo un'offerta che non si poteva rifiutare. Peccato per il modo: Bombacci, infatti, avrebbe accettato comunque, commentando poi «E quando mai ci ricapita?».

Commento invecchiato male.

lunedì 3 agosto 2026

Dopo, è già troppo tardi

Il Softball Forlì torna sul palcoscenico europeo. Dal 17 al 22 agosto le romagnole andranno sui diamanti di Haarlem a cimentarsi nella 48ma edizione della Premiére Cup (già Coppa Campioni fino al cambio di denominazione nel 2014). Per Forlì si tratta della presenza numero quattordici nella manifestazione, record per un club italiano; e della numero ventitrè a livello continentale se si sommano le nove partecipazioni alla Coppa Coppe (anche questo, primato italiano).

Si torna a giocare la Premiére fuori dall'Italia dopo ben sette edizioni consecutive ospitate nel "Bel Paese", da Forlì 2018 a Bollate 2025: almeno sul piano simbolico, è significativo che si torni ad Haarlem, dove è stata giocata la coppa del 2017 (organizzazione Sparks) e dove si è giocato altre sette volte, inclusa la prima, storica edizione del 1978.

Ai diamanti di gioco di Haarlem sono legati alcuni dei ricordi più importanti del softball forlivese: da quello più entusiasmante a quello più insopportabile. Con l'avvicinarsi della prossima Premiére Cup, abbiamo quindi pensato di riannodare i fili di alcune vicende passate fra le più curiose ed interessanti cui la squadra romagnola ha preso parte: ci saranno quattro episodi, ciascuno legato alle coppe che Forlì ha giocato nei Paesi Bassi (1997, 2001, 2007, 2010), preceduti da un prologo che contestualizza l'ingresso del club romagnolo al Grande Gioco continentale ed è l'esempio perfetto di cosa voglia dire una sliding door.

Si tratta di una scelta narrativa del tutto insolita. Un po' è dovuta al semplice e narcisistico piacere di farlo; un po' è sentita come una necessità, prima che il tempo (sono passati trent'anni!), la stanchezza, la vita stessa rendano queste memorie troppo sbiadite per poter essere apprezzate.

Come ha scritto qualcuno molto più bravo e famoso: «La pienezza della vita è nel suo fluire. Dopo, è già troppo tardi».