Infandum, regina, iubes renovare dolorem
«Regina, tu mi obblighi a rinnovare un dolore che non deve essere raccontato»
Verg., Aen. II, 3
Questa è una storia di cui nessuno parla volentieri.
La quarta trasferta ad Haarlem del Softball Forlì è nel 2010; stavolta si tratta della Coppa Coppe. L'ospite è l'Olympia Haarlem, che organizza anche la poule A di Coppa Campioni ma che le coppe non le gioca: le rappresentanti dei Paesi Bassi sono infatti Tex Town nel torneo maggiore, Sparks e Terrasvogels (detentore) nella "coppetta".
Lo scopo è ovviamente autopromozionale: l'Olympia è una polisportiva di recente istituzione; la sezione softball è nata nel 2008 dalla fusione tra altri due club di Haarlem (il DSC '74 e il TYBB); gioca al Nol Houtkamp Sportpark, che è un impianto polifunzionale nuovo ed attraente; e insomma, ci sono mezzi e ambizioni per puntare lontano. Prima che finisca il decennio, l'Olympia porterà a termine la missione.
La Fiorini stavolta entra in Europa di rimbalzo. Caserta ha fatto bottino pieno, scudetto e Coppa Italia, entrambe le volte contro Forlì; e dunque campane in Coppa Campioni, Forlì in Coppa Coppe.
Quella del 2010 è la quarta Coppa Coppe a cui prende parte Forlì: le tre precedenti le ha portate a casa (Praga 2000, Ronchi 2005, Caronno 2006), ventisette partite giocate e tutte vinte. La Fiorini 2010 è una squadra alta di gamma, che al gruppo precedente ha aggiunto una eccellente mazza come Pagnini, e una giocatrice formidabile come Andrea Montanari. Per la coppa è tornata Stacey Nelson, stella di Florida University e del campionato Pro giapponese, già con Forlì in Coppa Campioni 2009. I pezzi sono tutti al loro posto, c'è solo un problema.
Primo Maggio, trasferta di Montegranaro, al 2o inning di garadue si infortuna Malerich. Ginocchio. Sembra niente, l'italoamericana rientrerà in poco più di un mese e sarà ancora brillante. Ma.
Ma arriviamo alla Coppa Coppe. A discrezione degli organizzatori, la partita che inaugura il torneo è stata anticipata alla domenica sera invece del consueto lunedì mattina, e le protagoniste designate sono Forlì e Sparks; il fuoriprogramma domenicale non succederà mai più, ma intanto le olandesi il trappolone lo hanno preparato e la Fiorini ci finisce dentro con tutti e due i piedi. Piove e tira vento, Forlì inizia bene dietro i lanci di Nelson ma a metà gara le olandesi rimontano da 1-3 a 4-3; entra Malerich e finisce 7-3. Record di vittorie in coppa interrotto, e chissene, ma soprattutto c'è disagio per essere state messe sotto così. Solo che il peggio deve ancora venire.
Lunedì mattina, match contro le tedesche. A metà del 2o inning, Malerich ruzzola a terra per difendere una smorzata. Non si alza più: stesso ginocchio stesso guaio. Fatti i debiti conti, a Forlì restano due pitcher di ruolo: Nelson e Serena Filiput, che a sua volta gioca su un infortunio alla schiena.
Per farla corta, la Fiorini si fa strada nel torneo perdendo solo un'altra partita, con il Terrasvogels, e si presenta al page system conclusivo da terza classificata dietro alle due olandesi. Al venerdì pomeriggio si libera del Moskovia e, come nel 2007, attende di sapere in quale ordine affrontare le ultime due squadre.
Dal cilindro esce il Terrasvogels di Rolla e Murch. Forlì ne viene a capo 2-0 dopo otto inning di peripezie, e arriva in finale contro le imbattibili Sparks allenate da Juni Francisca.
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| Sabato mattina, prima del match con il Terrasvogels |
E invece, a metà del settimo inning, quelle imbattibili sembrano le forlivesi: spiegano softball e conducono 6-1, mentre Nelson in pedana sta rievocando lo spirito di Malerich 2007, ventuno riprese tirate fra Moskovia, Terrasvogels e Sparks, e senza battere ciglio. Dettaglio grottesco: la troupe televisiva olandese inizia a smontare le attrezzature, non ha intenzione di riprendere il cerimoniale se la vincitrice non è una squadra dei Paesi Bassi. Purtroppo si sta preparando un finale diverso.
E' tutto un attimo. Settimo e possibilmente ultimo attacco Sparks, Nelson fa il primo eliminato, e lì finisce le energie, di colpo, senza preavviso e senza misericordia. Una, due, tre valide, anche lunghe; quando Forlì fa il secondo out il tabellone dice 6-4. Ma ormai la valanga è partita, e la cosa peggiore è doverla guardare senza poterci fare niente. L'ultimo carnefice è Debbie Connor: aveva già castigato l'Italia nelle qualificazioni per le Olimpiadi 2008, stavolta tocca a Forlì: basi piene, doppio contro la recinzione, finisce 7-6. Dopo la partita, nessuno riuscirà a dire niente per ore.

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