[...] piove su i nostri vólti / silvani,
piove su le nostre mani / ignude,
su i nostri vestimenti / leggieri,
su i freschi pensieri [...]
G. D'Annunzio, La pioggia nel pineto, vv. 20-26.
(questo post è stato aggiornato dopo la prima pubblicazione)
La Coppa Campioni edizione numero 24 si disputa ad Haarlem ed è organizzata dal Terrasvogels, che ospita le partite al mitico De Elta di Santpoort-zuid, usando come campo secondario il diamante delle Onze Gezellen, società per così dire satellite.
Le iscritte sono otto, quindi tutti contro tutti e poi page system finale. Il detentore è Macerata; Forlì ha titolo a partecipare come seconda classificata nella A1 2000, sempre dietro a Macerata; poi c'è il Terrasvogels, che però non è più quel Terrasvogels, e anche le céche alla fine qualcosa la sbagliano sempre, e le russe boh? insomma, la finale tuttitalia sembra scritta in anticipo.
Di quella settimana di coppa verrà ricordata soprattutto la pioggia. Un assortimento da manuale di meteorologia: pioggia semplice lunedì, acqua a catinelle martedì, acquerugiola mercoledì, ampi scrosci giovedì, cielo coperto venerdì, e ultimo giorno che si apre con solicello mattutino e al pomeriggio si metamorfosa in un solenne diluvio. Che causerà l'interruzione anticipata della finale: ma prima di spoilerare troppo, riavvolgiamo il nastro.
Forlì, con il nuovo marchio Fiorini fresco di stampa sulle casacche, arriva in coppa con grandi speranze. La squadra è quella che l'anno prima aveva vinto Coppa Coppe e Coppa Italia. Ci sono dei rinforzi e, solo per la Coppa Campioni, c'è Jennifer Spediacci, una delle lanciatrici più formidabili ad aver giocato nel campionato italiano.
Fiorini e Macerata si annusano subito il primo giorno. Sotto una pioggia fastidiosa, Forlì cede 3-1 agli extra inning, c'è un po' di amarezza per l'occasione persa, ma anche la certezza delle proprie forze.
Per tutta la prima fase, Forlì non perde più: a volte è irresistibile (8-1 al Terrasvogel con grand slam di Auletta), a volte si incarta (1-0 al Viladecans con mucho sufrimiento; o anche 2-1 in rimonta con le russe). E così si arriva al page system: si affrontano le prime due, chi vince è in finale, l'altra al ripescaggio. Forlì quindi ritrova Macerata, e riperde, stavolta 1-0.
Lo spareggio è una formalità, un 3-0 al Terrasvogels molto più netto del puro valore numerico. Romagnole in finale: doveva essere una faccenda tra Forlì e Macerata, e così sarà.
La finale inizia che già vien giù dell'acqua. Macerata segna subito un punto, poi il duello in pedana fra Spediacci e Bugliarello (altra formidabile lanciatrice) congela gli attacchi. La pioggia aumenta, si arriva al sesto inning, e la Fiorini ha un'occasione: c'è il corridore in Seconda, Zauli nel box di battuta, un solo eliminato. La bolla scoppia quando Forlì contesta una chiamata di strike: per Zauli è ball, non ci sta, giusto così, è la Finale, mica altro.
L'arbitro capo minaccia l'espulsione, e a quel punto entra in campo il manager Jason Kumeroa, deve moderare la situazione, deve proteggere la sua giocatrice: solo che quando "JK" arriva nei pressi dell'arbitro, le cose prendono una piega per così dire animata, volano un po' di stracci e alla fine della fiera Kumeroa è espulso e la partita interrotta, perché nel frattempo dal cielo vengon giù secchiate. Risultato omologato, Macerata vince 1-0. Tutto finito, sic e simpliciter, e ormai non importa più chi abbia avuto ragione e chi torto.
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| Il De Elta a giugno 2026 |
L'ultimo pensiero è per il De Elta. Ci giocano le giovanili del Terrasvogels, perché dal 2021 la prima squadra non esiste più, dopo essersi fusa proprio con le Onze Gezellen (ne avevamo già parlato). Il diamante dunque esiste ancora, anche se per poco.
E' di questi mesi la notizia che la municipalità locale ha approvato un progetto edilizio per costruire su tutta l'area (che è vasta: c'è anche un campo da calcio) un centro di accoglienza per richiedenti asilo. Il centro dovrà diventare pienamente funzionante entro la fine del 2026, per consentire la contestuale chiusura della struttura ricettiva attuale, che è una nave (la Ocean Majesty) ormeggiata lungo il Nordzeekanaal presso la città di Velsen, e che di fatto è ormai inadeguata.
Una volta che questo dovesse esaurire la propria funzione, al posto del centro di accoglienza andrà un'area verde. Non necessariamente dei campi da baseball o softball.

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