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mercoledì 19 agosto 2026

Oh!

La difesa forlivese si prende cura di Britt Vonk
(photo courtesy Renata Jansen)
Allora si possono battere.

L'Olympia Haarlem non è solo campione d'Olanda uscente, riconfermatosi la settimana scorsa; non è solo la vincitrice di tre Premiere Cup consecutive, dal 2022 al 2024; non è solo la società ospitante, e una delle favorite per la vittoria finale. E' anche una delle squadre che Forlì non aveva mai battuto, sei sconfitte su altrettanti scontri diretti dal 2017; sconfitte a volte severe, a volte dolorose, e dentro ci sono anche due finali di Coppa (2022, 2024).

Non aveva.

L'Italposa ha finalmente sfatato questo suo tabù, con una prestazione convincente dall'inizio alla fine, una partita combattuta, emozionante, giocata bene. Una partita bella.

E' finita 4-0 ed è una vittoria di quelle che resteranno, di cui si racconteranno le azioni e le statistiche. E sebbene, stringi stringi, sia stata solo una partita del primo turno di Coppa, che conta tanto per la fase successiva ma niente più; a dispetto di questo, è una di quelle vittorie che ti appunti sul petto a guisa di medaglia, e ne puoi andar fiero.

Come contro Bonn, l'immagine più appariscente è arrivata dalla pedana di lancio: partenza di Jordan Johnson, sei inning di qualità eccezionale, davvero: 10 strike out, due valide concesse (tutte e due al pericolo pubblico numero uno, Britt Vonk), qualche inevitabile base ball, e un unico problema vero e serio, subito in avvio. Beers in Terza e Vonk in Prima, un solo out, lo Spoortpark spumeggia pregustando punti facili. Vonk scatta per la "rubata", Gasparotto la inchioda a metà strada, e la difesa romagnola è bravissima a eliminare il corridore sempre tenendo d'occhio Beers pronta a fiondarsi sul piatto di casa. E poi "JoJo" chiude l'inning con il primo dei suoi dieci "k" di giornata.

L'Olympia in Terza non ci arriverà più, e Johnson navigherà con tranquillità relativa fin quasi alla fine. La difesa la aiuterà ancora, e a lungo si racconterà di una presa al volo di Vigna su una bordata di Jackson che pareva destinata alle recinzioni.
E l'attacco? si è lavorato la partente Hop e ha ricavato il massimo dal suo calo improvviso: quinto turno basso, quattro ball a Spiotta, quattro a Vigna, cambio in pedana ed entra la mancina canadese Rackel. Nel box Piancastelli: quattro ball anche a lei, intenzionali. E' una scommessa e pure sensata, ma Logan Moreland la punisce con la valida del 2-0; l'Olympia pasticcia, Forlì ha ancora i corridori in posizione avanzata e un solo out. Va a battere Lacatena, singolo a destra, 4-0. Silenzio.

All'ultimo turno, dopo 106 lanci e due basi ball di pura stanchezza, il manager Suarez sceglie di rimandare in pedana Cacciamani, con scelta speculare rispetto al match di tre ore prima contro Bonn: lì "Caccia" era stata la partente e Johnson il rilievo finale, adesso le parti si invertono e "Ila" è chiamata a fare gli ultimi due out: Felix va "k", Clarijs pure, Forlì può esultare.

All'Italposa resta un'ultima partita con le Vienna Metrostars, E' del tutto ininfluente, Vienna è comunque quarta nel girone e Forlì prima: andando avanti, se la vedrà le prime tre dell'altro gruppo, che come da pronostico sono già Bollate, spagnole, céche. Vedremo in che ordine.

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