SEGUI LE COPPE EUROPEE DI SOFTBALL CON LA ITALPOSA FORLI'


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lunedì 20 agosto 2018

Le avversarie di Forlì (1): Therwil Flyers

Per il battesimo di coppa, il calendario ha evitato alla Poderi dal Nespoli uno scontro diretto, e ha scodellato un avversario con il quale sulla carta il divario tecnico è ampio, vale a dire la rappresentante della Svizzera. Meglio così, la partita di esordio porta con sè tante di quelle sensazioni, tante di quelle variabili emozionali, che la metà basta per avere un approccio al match poco consono. E poi si gioca sul campo 2, quello con il diamante in erba, sul quale le rossocrociate sono già abituate a difendere, mentre Forlì dovrà ambientarsi un altro po'.

Le Therwil Flyers rappresentano una delle società più vecchie e titolate del softball elvetico, fondata nel 1985 e vincitrice di 12 scudetti. Il club Flyers ha anche una valida sezione di baseball, che a sua volta ha vinto una dozzina di titoli nazionali. Di più: nelle ultime due stagioni, Therwil ha fatto l'en plein in tutte e due le discipline.

Di solito il campionato svizzero di "palla soffice" è una questione proprio fra Therwil e Eagles Lucerna, una rivalità che procede pressoché ininterrotta dal 2000. Quest'anno al vertice si sono inserite le Barracudas Zurigo, un po' a sorpresa ma anche no: le Barracudas avevano monopolizzato il softball rossocrociato per tutti gli anni '90 (nell'edizione di Forlì 1998 c'erano loro, in poule B), ed il loro ritorno in auge è importante -come si suol dire- "per il movimento".

A guidare le Flyers, dentro il campo e fuori, è la basilese Adeline Glauser, neanche trent'anni, che riveste il ruolo di allenatore-giocatore; nel 2017 è stata l'Mvp del campionato svizzero. Gioca lanciatore, e ad affiancarla ed aiutarla ci sono due americane: Noelle Johnson, uscita nel 2016 da Utah State, tesserata solo per la coppa; e Manda Cash, mancina dell'Ohio con un ERA piuttosto alto per la SuperLiga SBSF, il campionato della Confederazione Elvetica. L'altra americana stagionale fissa è il catcher Lexi Goranson che ha giocato a Portland State ed è poi rimasta nell'ambiente del softball facendo l'assistent coach all'università di Texas El Paso; il suo head coach è Tobin Echo-Hawk, che nel 2003 fu Mvp del campionato italiano, giocava a Caronno.
A chiudere questo corto-circuito fra Svizzera. Usa e Caronno c'è la notizia che, per la coppa, le Flyers si sono assicurate i servigi di Melany Sheldon, interno della Rheavendors Caronno.

Quanto al resto, in squadra c'è ancora la veterana Melanie Wanner, classe 1976, già vista a Forlì con Therwil nell'edizione 2003 di Coppa Campioni; rimane tuttora il miglior battitore della SuperLiga. In squadra c'è anche l'altra quarantenne Nadine Hager, gioca esterno ed è titolare fissa.
Facciamoci pure delle domande.

Sono due i precedenti fra Therwil e Forlì: a uno si è appena fatto cenno, quello del 2003, che finì 8-3 per la Fiorini. L'altro è recente, risale alla Coppa Coppe 2015 e si chiuse 10-0 al 4o inning.

Qualità dell'avversario: 🌟
In sintesi: ancora un passo indietro rispetto al softball europeo. Da ottavo posto.

domenica 19 agosto 2018

Première Cup: un po' di numeri

Quella di Forlì 2018 sarà la 41ma edizione della Coppa Campioni: la prima infatti è stata giocata nel 1978, ad Haarlem. Le partecipanti erano cinque, ma l'assortimento disomogeneo:  due olandesi, Terrasvogels e DSS Haarlem; due belghe, Luchtbal Giants e Brasschaat Braves; e il Bollate. Vinse il Terrasvogels, squadra proprio di Haarlem che da quel giorno per oltre vent'anni andrà a dominare il softball europeo, disputando ventitré edizioni e mettendone in bacheca nove, l'ultima delle quali però oltre vent'anni fa, nel 1996. E se aggiungiamo anche la Coppa Coppe, il Terrasvogels vanta trentasei qualificazioni ai tornei europei, con quattordici successi.

Come intuibile, il Terrasvogels è la società che la Première Cup l'ha vinta il maggior numero di volte. Al secondo posto l'HCAW Bussum, sette titoli concentrati negli anni '90, l'ultimo dei quali a Forlì nel 1998, battendo l'Italpaghe in finale; finita la "generazione delle fenomene", l'HCAW ha conosciuto un rapido declino, e attualmente gioca in terza serie.
Come immaginabile per chi segue il softball europeo in questi anni, un altro club olandese plurititolato sono le Haarlem Sparks, con cinque Coppe Campioni nel palmares, inclusa la prima del 1979 vinta quando ancora la società si chiamava HHC Haarlem; l'ultimo acuto delle Sparks invece è l'edizione di Ronchi 2016, e anche questa a Forlì ce la ricordiamo bene.

In classifica c'è anche un po' di Italia. Cinque sono le coppe del Macerata, la prima nel 1999 e l'ultima nel 2006; indimenticabili le rivalità di quegli anni con Terrasvogels, Sparks e Forlì.

Softball Forlì che in Coppa Campioni è arrivato alla decima presenza. Per tre volte l'ha vinta: Haarlem 1997, Macerata 2002, Haarlem 2007. Per due volte l'ha organizzata: nel 1998 (2° posto dietro Hcaw Bussum) e nel 2003 (3° posto dietro Sparks e Carrousel).
Con questa occasione, in totale per Forlì saranno diciotto i viaggi nelle coppe europee. La società forlivese può infatti vantare anche otto presenze in Coppa Coppe, con cinque successi (2000, 2005, 2006, 2011, 2015). Si tratta del club italiano che più di tutti si è qualificato per le coppe continentali.

A quota due successi ci sono tre squadre, e se Bussolengo ha solide ambizioni di aggiungere un altro trofeo alla bacheca, le altre due non hanno prospettive così immediate: le Tex Town Tigers di Enschede si barcamenano fra prima e seconda divisione olandese, mentre il Bloemendal (primo nel 1982 e nel 1987) ha conservato solo la sezione di softball maschile, liquidando quella femminile.

Altre italiane ad aver vinto la manifestazione sono state tre; nel 1991 la Lazio di Tonino Micheli e -per l'occasione- di Lisa Fernandez, all'epoca un lanciatore semplicemente di un'altra dimensione; nel 2008 il Legnano del "mago" Armando Aguiar; nel 2014 il La Loggia al massimo della sua parabola ascendente, nella circostanza rinfozato da Greta Cecchetti in pedana.
Il duopolio italo-olandese è stato rotto in due occasioni. Nel 2009 vinsero le Dornbirn Sharx, club austriaco capace del primo progetto multinazionale applicato al softball; fu la prima occasione in cui fu fatto uso ampio e del tutto conforme al regolamento delle giocatrici c.d. "passaportate" cioè, e semplificando, appartenenti alla Comunità Europea. Nel 2013 invece il successo delle praghesi del Sokol Krç è essenzialmente merito della batteria americana: Kate Robinson (che ha giocato a Bollate) e Lauren Lupinetti da Fullerton.

Riguardo alle partecipazioni, in termini puramente numerici di regnano le russe del Carrousel con diciotto presenze (parte anche in Poule B). Tra le altre squadre in lizza questa settimana a Forlì, le Tornados Mannheim hanno preso parte a nove edizioni di coppa, Bussolengo Therwil e Tolone otto.
Sono ben due le formazioni al battesimo assoluto, vale a dire Olympia Haarlem e Zraloci Ledenice. Non succedeva dal 2011, quando fu la "prima volta" per San Marino e le belghe di Heist-op-den-Berg. Nel 2010, addirittura, la finale fu tra due esordienti: il Tex Town batté Caserta.

Haarlem è la città in cui la finale è stata ospitata più volte, ben sette, grazie ad una organizzazione variamente distribuita fra i vari club della città (Terrasvogels, Sparks, Olympia e DSC'74). Per sei volte la finale è stata a Praga (ospitata da Chemie, Sokol e Joudrs). In Italia, tre edizioni si sono giocate a Macerata, a cui sta per appaiarsi Forlì.

sabato 18 agosto 2018

Volti noti e volti nuovi

Tre sono le americane che giocheranno la Coppa con la Poderi dal Nespoli. Si tratta di una conferma, di un felice ritorno, e di un esordio.

La conferma è Annie Aldrete, la californiana che è con la squadra forlivese da inizio stagione. Ingaggiata soprattutto per le sue qualità di ricevitore, Aldrete si è rivelata un formidabile battitore. Nel campionato italiano è la miglior fuoricampista, è conosciuta e temuta (12 basi intenzionali ricevute), ma è soprattutto una giocatrice competitiva e dotata di gran tecnica, certamente ben costruita negli anni di college prima a Tennessee e poi a Berkeley, due università con eccellenti programmi di softball.
In un certo senso, il destino sportivo di Annie Aldrete era segnato dall'inizio, e vale la pena di raccontare tutta la storia. Il padre Richard ha giocato nelle minors dei Brewers, e già questo sarebbe un vanto per qualunque gruppo famigliare. Ma gli Aldrete sono speciali: mamma Tisha ha fatto faville nel softball a livello di Junior College, il fratello Carter studia e gioca ad Arizona State ed è già stato “opzionato” dall'organizzazione dei Red Sox quando ancora faceva la high school, e c'è pure il cugino Michael che gioca nelle leghe minori della MLB. Ma la superstar indiscussa del gruppo è zio Mike, attuale coach di prima base degli Oakland A's, un passato di 11 stagioni in Major League con Giants, Expos, e soprattutto Yankees, nel 1996, anno in cui ha vinto le World Series del baseball.

Da sinistra: Piancastelli, Vincent, Hoover
Il felice ritorno è Emily Vincent, la lanciatrice nativa della Louisiana che con la Poderi dal Nespoli ha già disputato la stagione 2016. Fu l'anno del terzo posto in Première Cup (edizione svoltasi a Ronchi dei Legionari) e della seconda finale scudetto consecutiva persa contro Bussolengo. La stagione di Vincent fu brillantissima: non solo si dimostrò un lanciatore di qualità, ma se possibile fu perfino meglio nel box, miglior battitore stagionale di Forlì. E' una giocatrice versatile e disciplinata, conosce la squadra e l'ambiente, è entusiasta e vuole vincere un torneo con Forlì. Aggiungiamo pure che conosce benissimo Piancastelli perché giocavano insieme al college: quando Erika veniva schierata dietro al piatto, le due costituivano la formidabile batteria delle McNeese Cowgirls.
Detta in breve, è l'innesto perfetto per la squadra romagnola.


La novità assoluta è Carley Hoover, tesserata esclusivamente per la coppa. Nativa di Clemson in Carolina del Sud, ha iniziato il college a Stanford ed è poi passata a Baton Rouge per giocare con la casacca delle Louisiana State Tigers. Nei primi anni universitari era un prospetto incredibile, sembrava attesa da una carriera sensazionale, e anche se poi non tutte le promesse sono state mantenute Hoover una top-player lo è diventata. Intanto ha ricevuto ed accettato un'offerta dalle Scrap Yard Fast Pitch, squadra texana del circuito Pro indipendente; dalle Scrap Yard sono passate parecchie delle giocatrici che hanno a che fare con questa edizione della coppa, e sarà giocoforza riparlarne.
Hoover non poteva sfuggire ai selezionatori della nazionale Usa. Con la casacca Stars&Stripes ha giocato la Coppa del Mondo 2016 (argento); non è stata però convocata per i recenti Mondiali in Giappone (nota a margine: a casa anche Chidester e Moore, delle ex forlivesi era presente soltanto O'Toole).
Lanciatrice destra dotata di grandi mezzi atletici (è alta 1.86), ha iniziato la carriera come pitcher di pura potenza, si affidava al suo braccione per tirare sassate a oltre 70 miglia orarie, e vinceva le partite a suon di strike out. Con il tempo la percentuale di eliminati al piatto è diminuita, a vantaggio di una maggior completezza di repertorio. Ora ha un solido rise e lancia effetti a oltre 6o miglia, brutto messaggio per i battitori avversari.
Hoover è anche nota per la sua poco ortodossa procedura di lancio: durante il caricamento infatti si mette per un istante in posizione accovacciata. L'unica altra lanciatrice a fare un movimento del genere è la celebre Monica Abbott, a giudizio unanime la migliore in attività. E per il potenziale fatto vedere, proprio alla Abbott era stata accostata Carly Hoover a inizio carriera.