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mercoledì 22 agosto 2018

Tirare il fiato

Dopo quattro partite ricche di punti, la Poderi dal Nespoli Forlì tira il fiato contro il Carrousel. E' finita 3-0, e il successo non è stato mai veramente in dubbio per tutto l'arco del match. Certo, l'attacco aveva abituato a ben altre scorpacciate, ma un po' non ha trovato il giusto feeling di giornata, un po' si è inceppato contro la lentezza del tandem avversario Shalvadze - Barysheva: lente nel caricamento, lente nella velocità della pallina, abbastanza per disorientare chi è abituato ad altri ritmi.
Battere, Forlì ha anche battuto: il 3/3 di Carlotta Onofri è un dato più che positivo vista la sua posizione di lead off, e la giornata da 2/3 per Vincent è una conferma della sua condizione atletica. Otto le valide a ruolino: Forlì molto ha battuto e molto ha sprecato, il che è tutto sommato accettabile in partite del genere.

La pedana di lancio forlivese è stata ben tenuta da Cacciamani (otto strike out), rilevata all'ultimo inning da Zanotti, accreditata poi della "salvezza". Il fatto che nel ruolo da catcher abbia giocato Aldrete fa supporre che nella partita serale sarà schierata la batteria Vincent - Piancastelli.

Già, la partita serale. Contro l'Olympia Haarlem. La squadra campione d'Olanda ha già perso il primo big match di coppa con Bussolengo, e se vuole correre per i primi due posti nella fase regolare non può permettersi un altro passo falso. E' una squadra forte e pericolosa, ma la Poderi dal Nespoli ha l'occasione per renderle più difficile il cammino in coppa.

Le avversarie di Forlì (5): Carrousel Mosca

Cambiano i tempi, avanza la tecnologia, la inaccessibilità della Russia rimane una costante universale. Questo solo per dire che del Carrousel non si sa praticamente nulla.

Forlì non ci gioca dal 2009, dalla Coppa Campioni di Legnano, l'anno delle "magate" del cubano Aguiar e della sconfitta nella semifinale del sabato mattina: Fiorini terza, Carrousel nella finale più imprevedibile e irripetibile di sempre, persa contro le austriache di Dornbirn.

Era il 2009. Quel Carrousel era una realtà solida a livello continentale, aveva organizzato (!) e vinto una Coppa Coppe nel 2004, aveva preso due argenti in Coppa Campioni, entrambi a scapito di Forlì (2003 e appunto 2009, due edizioni memorabili, e c'è materiale da scriverci un'articolessa). Ma era anche arrivato all'ultimo urrà: la generazione di atlete cresciute attorno a Eronina cominciò a farsi da parte proprio allora, e man mano è stata sostituita dal gruppo attuale.
Il club, che ha sede non esattamente nella capitale ma ad una sessantina di km di distanza, vale a dire Tichkovo, comunque nell'oblast' di Mosca, continua a spadroneggiare in patria e ha appena messo in bacheca il 23mo titolo; dal 1994 ha mancato solo nel 2012, quando il campionato se lo è aggiudicato la Crvena Zvezda (Stella Rossa) di Zvenigorod. Ma in Europa niente da fare, massimo un quinto posto nel 2015, e poi un forfait nel 2016 che ha costretto la Russia a ripartire dalla poule B, peraltro subito vinta l'anno scorso.

In questo "nuovo" Carrousel, che è tutto nuovo per Forlì ma che nuovo lo è per modo di dire, visto che il gruppo si è formato all'inizio degli anni '10, almeno ci sono un paio di volti familiari, come quello di Viatcheslav "Slava" Magin, che è con il Carrousel da tempo immemore e attualmente ricopre l'incarico di presidente; o come quello del coach Maria Kazantseva, più conosciuta con il nome con cui giocava da nubile, Korzeleva.
Della squadra, si sa che i lanciatori più importanti sono la georgiana Shalvadze e Vera Kucharenko: quest'ultima ha tirato nelle due sconfitte di misura contro Ledenice e Tolone.

Il resto andiamolo a scoprire sul campo.

Qualità dell'avversario: ? ? ?
In sintesi: non è il caso di mettere "stelline"

martedì 21 agosto 2018

Prenderci gusto

L'umiltà deve essere uno dei primi comandamenti per chiunque, figuriamoci per gli sportivi. Anche se, dopo la quarta vittoria anticipata e con il punteggio a due cifre, la tentazione di sentirsi più forti comincia ad affacciarsi.

La Poderi dal Nespoli supera anche il Ledenice con un rotondo 10-0, in un match durato quattro inning. La tara facciamola subito, così non ci pensiamo più: niente Gatlin (il catcher americano), niente Regnerova (vedi Caserta 2017...), soprattutto niente Peckova, che si era spremuta abbastanza contro le russe e ha ottenuto la serata libera. Al netto di tutto questo, che non è poco soprattutto riguardo alla Peckova, è difficile e anche sgradevole fare le pulci a una squadra, quella romagnola, che continua a fare il suo dovere e a farlo bene.

Prendiamo l'attacco. Si è trovato ad affrontare Petmecky, lanciatrice americana del Nuoro in prestito per la coppa al Ledenice. Ci sono voluti due inning con il risultato a occhiali, un giro quasi completo di battitori per -come si suol dire- "prenderle le misure". Al terzo turno, un singolo di Cerioni ha innescato la dinamite e un lungo doppio di Vincent l'ha fatta saltare. Tra mazze che fischiavano e forlivesi che correvano, l'inning ha preso una piega catastrofica per le céche, e a nulla è servita la sostituzione in pedana. Non poteva servire: a Blàhovà (anche lei in prestito, dal Tempo Praga) non sono stati fatti sconti e, dopo parecchi botti e lazzi, la cavalcata forlivese si è fermata soltanto dopo un chilometrico fuoricampo ancora di Emily Vincent, chiodo sulla bara dello Zraloci e sipario sul match.
Il punto è questo: a parità di condizioni. una squadra come tante si sarebbe messa ad aspettare gli eventi, magari un colpo di fortuna, o avrebbe annusato i propri umori in attesa della pallina che cambia la partita; Forlì si è creata un'occasione, uno spiraglio, ci è entrata a piedi uniti e ha cercato di mettere il più velocemente possibile le avversarie in condizioni di non nuocere e il risultato in cassaforte. Pensiamo a Forlì-Ledenice di un anno fa, e facciamo il gioco del "trova le differenze".

Ultima nota per Carley Hoover. Ha incassato un singolo immediatamente, dal primo battitore, che sinceramente di solito non è buon segno. Lei non ha fatto un plissé: ha cominciato a lanciare la sua "dritta" veloce e i suoi effetti, le cèche non sono più arrivate in base, nove strike out sui dodici battitori seguenti.

Il cammino forlivese in coppa è arrivato a metà. Quattro squadre affrontate, altrettante ne rimangono: ci sono Haarlem e Bussolengo, ma il primo nel calendario è il Carrousel, che assieme alle belghe è rimasto l'unico team a digiuno di vittorie.