Forlì batte 4-2 il Terrasvogels in finale e vince l'edizione 2019 della Coppa Coppe.
E' stata una partita tremenda per i cuori dei tifosi, una montagna russa di emozioni; se Forlì poteva immaginare che non sarebbe stato tutto semplice come nelle giornate precedenti, di certo non poteva neanche pensare di essere messa sotto e di intravedere l'incubo della sconfitta. In ogni sport c'è spesso una palla o un'azione che cambia la partita; e nel softball, che è uno sport crudele, accade anche più spesso. A cambiare la partita (e la vita) di Forlì contro il Terrasvogels è stata non una palla né un'azione, ma una reazione.
Quinto inning, attacco olandese, due eliminati, Szalay sul cuscino di Prima, Nadine Marinus nel box di battuta. Un lancio di Pauly prende una traiettoria un po' troppo interna e colpisce qualcosa: secondo l'arbitro di casa, la palla ha toccato il manico della mazza, secondo il manager olandese ha colpito la sua giocatrice. L'arbitro resta fermo sulla propria decisione e chiama foul, e il manager a quel punto esce dai gangheri e contesta platealmente la chiamata. Troppo platealmente: in un nanosecondo viene espulso, volano gli stracci, e quando il gioco riprende è come se il Terrasvogels si fosse mentalmente scaricato assieme alle energie nervose del suo allenatore. Marinus va out in un paio di lanci, e c'è il cambio dell'attacco.
La sliding door della partita è qui.
Forlì è sotto 2-1, va nel box Elda Ghilardi e colpisce profondo a sinistra, l'esterno Starrenburg valuta male la traiettoria, poi trova la palla, poi la perde, ci si accartoccia sopra, Ghilardi nel frattempo vola verso il cuscino di Terza, l'interbase Clarijs la disturba con malizia, Ghilardi deve rallentare, Ghilardi è out. Anzi no: l'arbitro di Terza chiama interferenza, Ghilardi è salva, Ghilardi segna il pareggio su valida di Grifagno.
Lo stadio ormai è infiammato, Piancastelli stampa un doppio contro la recinzione e porta Grifagno in Terza. La base intenzionale a Gano riempie il diamante, e spetta a Beatrice Ricchi vestire i panni del risolutore, spedisce una rimbalzante a destra dove il guanto di Waasdorp non può arrivare, Grifagno e Piancastelli a casa, tabellone sul 4-2. Pandemonio.
Ma il Terrasvogels è pur sempre il Terrasvogels, apre il settimo inning con due valide in sequenza e porta i corridori in Terza e Seconda base, con un solo out: ma Sarah Pauly prima lascia al piatto Scheurkogel, e poi costringe Szalay a battere una palla alta verso l'esterno sinistro. Da bordo campo sembra la palla più difficile del mondo, Ilaria Cacciamani la fa sembrare una volata di routine.
E sul ventunesimo eliminato, può iniziare la baldoria per la sesta Coppa Coppe che entra nella bacheca forlivese.
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domenica 25 agosto 2019
sabato 24 agosto 2019
L'elefante nella stanza
Forlì - Joudrs è appena terminata 7-0, e tutto è andato bene anzi, parecchio bene come nelle partite precedenti, e la Poderi dal Nespoli aveva fatto vedere tutto il repertorio di cose buone che ha sciorinato finora, difesa pedana botti-e-lazzi in attacco, perfino un walk off home run di Piancastelli, una roba chilometrica che, se non c'erano gli alberi, chissà dove finiva quella pallina.
E invece tutte in mezzo al campo a piangere. Non ti chiedi perché. Si sa il perché.
Emily Vincent non giocherà la finale. Deve rientrare negli Stati Uniti a causa di impegni di lavoro inderogabili. Non era una situazione negoziabile, per quanto il Softball Forlì abbia provato e riprovato a cambiare l'ordine delle cose. Ed era una condizione nota dall'inizio, tutti la sapevamo e tutti l'abbiamo ignorata o spostata in secondo piano, come il proverbiale elefante nella stanza, sperando che tutto si sistemasse, sperando che Emily la potesse disputare questa finale al cui raggiungimento ha contribuito con giocate importanti. Questa finale che si era meritata.
Chiude la sua Coppa Coppe con .458 di media battuta, tre fuoricampo un triplo e due doppi, dieci punti battuti a casa, 1000 di media bombardieri; in pedana, 17 inning lanciati con 0,41 di media pgl, 21 strike out e 7 valide al passivo.
Anche sapendo che sarebbe finita così, il dispiacere è incommensurabile. Forlì perde una titolare, un formidabile battitore e soprattutto un'ottima persona; contro il Terrasvogels le compagne ce la metteranno tutta anche per lei.
E invece tutte in mezzo al campo a piangere. Non ti chiedi perché. Si sa il perché.
Emily Vincent non giocherà la finale. Deve rientrare negli Stati Uniti a causa di impegni di lavoro inderogabili. Non era una situazione negoziabile, per quanto il Softball Forlì abbia provato e riprovato a cambiare l'ordine delle cose. Ed era una condizione nota dall'inizio, tutti la sapevamo e tutti l'abbiamo ignorata o spostata in secondo piano, come il proverbiale elefante nella stanza, sperando che tutto si sistemasse, sperando che Emily la potesse disputare questa finale al cui raggiungimento ha contribuito con giocate importanti. Questa finale che si era meritata.
Chiude la sua Coppa Coppe con .458 di media battuta, tre fuoricampo un triplo e due doppi, dieci punti battuti a casa, 1000 di media bombardieri; in pedana, 17 inning lanciati con 0,41 di media pgl, 21 strike out e 7 valide al passivo.
Anche sapendo che sarebbe finita così, il dispiacere è incommensurabile. Forlì perde una titolare, un formidabile battitore e soprattutto un'ottima persona; contro il Terrasvogels le compagne ce la metteranno tutta anche per lei.
In scioltezza
Non contava niente. Poderi dal Nespoli e Joudrs giocavano per le statistiche, perché ai fini della classifica il risultato non avrebbe cambiato nulla. Forlì doveva prima di tutto evitare infortuni, poi evitare un surplus di fatica inutile, far riposare chi ne aveva bisogno, e per il resto non aveva alcunché da perdere. Situazione non dissimile per le céche le quali, dopo certe magre figure rimediate nel torneo, da perdere avevano forse soltanto la faccia.
Sostanzialmente non l'hanno persa: è vero che alla fine la "manifesta" l'hanno subita, è vero che ai lanciatori romagnoli hanno fatto il solletico, però per sei inning sono state lì con la testa, e hanno sicuramente evitato una punizione peggiore.
Quanto a Forlì, Calixto Soça ha messo a riposo parte delle titolari: in panca Grifagno, Maulden e Ricchi, mentre tra i lanciatori è partita Cacciamani e ha giocato due inning, in tutto una trentina di lanci, soprattutto per mantenere la condizione; quindi ha lasciato il posto a Vincent fino al termine. Ovvia l'assenza di Pauly che aveva tirato la sera precedente. Anche così, la Poderi dal Nespoli reloaded si è assicurata la settima "manifesta" su otto incontri: soltanto le neozelandesi sono riuscite a trascinarla fino alla normale conclusione dei sette inning regolamentari.
Il 7-0 finale l'ha costruito l'attacco con dieci valide, molte delle quali pesanti: cinque i doppi (Carlotta Onofri, Vincent, Piancastelli, Gano, Ghilardi), più un fuoricampo da tre punti con il quale Piancastelli ha messo la parola "fine" al match: per lei è il quinto nel torneo, la metà di quelli totali forlivesi.
Adesso reset completo in vista della finale. La partita contro il Terrasvogels inizia alle 18.30. Quello che ha fatto finora la Poderi dal Nespoli non conta un fico secco, e men che meno il precedente del giovedì sera. Si riparte alla pari, e che sia una bella finale. Forlì la giocherà con un pensiero speciale per Emily Vincent, ripartita in mattinata verso gli Stati Uniti.
Sostanzialmente non l'hanno persa: è vero che alla fine la "manifesta" l'hanno subita, è vero che ai lanciatori romagnoli hanno fatto il solletico, però per sei inning sono state lì con la testa, e hanno sicuramente evitato una punizione peggiore.
Quanto a Forlì, Calixto Soça ha messo a riposo parte delle titolari: in panca Grifagno, Maulden e Ricchi, mentre tra i lanciatori è partita Cacciamani e ha giocato due inning, in tutto una trentina di lanci, soprattutto per mantenere la condizione; quindi ha lasciato il posto a Vincent fino al termine. Ovvia l'assenza di Pauly che aveva tirato la sera precedente. Anche così, la Poderi dal Nespoli reloaded si è assicurata la settima "manifesta" su otto incontri: soltanto le neozelandesi sono riuscite a trascinarla fino alla normale conclusione dei sette inning regolamentari.
Il 7-0 finale l'ha costruito l'attacco con dieci valide, molte delle quali pesanti: cinque i doppi (Carlotta Onofri, Vincent, Piancastelli, Gano, Ghilardi), più un fuoricampo da tre punti con il quale Piancastelli ha messo la parola "fine" al match: per lei è il quinto nel torneo, la metà di quelli totali forlivesi.
Adesso reset completo in vista della finale. La partita contro il Terrasvogels inizia alle 18.30. Quello che ha fatto finora la Poderi dal Nespoli non conta un fico secco, e men che meno il precedente del giovedì sera. Si riparte alla pari, e che sia una bella finale. Forlì la giocherà con un pensiero speciale per Emily Vincent, ripartita in mattinata verso gli Stati Uniti.
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