Il torneo è ospitato all'interno del magnifico complesso del Sokol (Aquile), società di baseball e softball con sede nel distretto di Krç, municipalità di Praga4. L'impianto vede allinearsi cinque diamanti, i primi due dedicati al baseball e i restanti tre alla "palla soffice": campo principale sarà il numero 3, campo secondario il 4.
Il via alla manifestazione sarà dato lunedì 19 alle 9 in punto di mattina con Therwil - Terrasvogels, sul terreno da gioco principale, mentre il primo match del girone forlivese inizierà mezz'ora dopo sull'altro campo e sarà Neunkirchen - Rivas. Cacciamani e compagne debuttano contro le tedesche all'ora di pranzo.
Ma vediamo il calendario della Poderi dal Nespoli nella prima fase:
lunedì 19: Forlì - Neunkirchen (13.30);
martedì 20: Cbs Rivas Madrid - Forlì (9.30); Metrostars Vienna - Forlì (14.00);
mercoledì 21: Forlì - Les Pharaons d'Evry (16.00); Forlì - Sokol Praga (20.30).
Giovedì scatteranno le gare della seconda fase: è un girone all'italiana a cui accedono le prime tre di ciascun raggruppamento, portandosi dietro i risultati delle partite già giocate. Il calendario è stabilito in base al piazzamento della fase precedente (le due squadre che si sono piazzate prime hanno lo scontro diretto il giovedì sera, per dire).
Soprattutto, da questo punto in poi vi sarà poco margine per rimediare a passi falsi. La novità sostanziale di quest'anno, infatti, sta nella abolizione del Page System, la formula con cui da una ventina di anni si assegnavano le medaglie nei tornei continentali per nazionali e per club. La classifica al termine della seconda fase manderà le prime due classificate direttamente in Finale, e le seconde due al match per il bronzo. Prima si poteva arrivare quarti e puntare comunque all'oro, adesso non più.
Va anche detto che si tratta di una iniziativa unilaterale della zona europea: la Federazione Mondiale, il page system non lo ha neanche messo in discussione.
La partita che vale la Coppa delle Coppe è programmata per le 18.30 di sabato 24, preceduta alle 16.00 dalla "finalina" per il bronzo.
SEGUI LE COPPE EUROPEE DI SOFTBALL CON LA ITALPOSA FORLI'
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venerdì 16 agosto 2019
giovedì 15 agosto 2019
Volver
Tornare in Europa per l'ennesima volta con l'entusiasmo della debuttante, la consapevolezza che non si tratta di un traguardo facile né scontato, la responsabilità di giocare per vincerla.
Parte da qui la Poderi dal Nespoli che va a Praga per la Coppa delle Coppe, trofeo giunto all'edizione numero ventotto. Forlì se la gioca per la nona volta e cinque l'ha vinta; in totale sono diciannove le partecipazioni nelle coppe continentali, le ultime sei consecutive dal 2014 a oggi. Nessuno in Italia è riuscito a tanto.
Come in tutte le occasioni precedenti, Forlì ha le intenzioni più serie ed i mezzi per realizzarle. Il gruppo che va a giocarsi la coppa è forte ed equilibrato, senza debolezze apparenti. La pedana di lancio conta su due campionesse: la qualità e l'esperienza di Sarah Pauly non si discutono, e nemmeno si deve più farlo riguardo ad Ilaria Cacciamani dopo quel che ha fatto al torneo di qualificazione olimpica. Saranno aiutate da un terzo asso, Emily Vincent, che torna con Forlì per la terza volta, e dall'affidabile Carlotta Onofri.
L'attacco può schierare un line up profondo e minaccioso. Proviamo a immaginare la sequenza dei battitori con Maulden, Grifagno, Piancastelli, Vincent, Ricchi, Gano, Cacciamani, tutte in grado di tenere una media nel box superiore ai .400, di guadagnare basi su ball, di giocare altrettanto bene per la smorzata, il contatto, la battuta tattica, la legnata fuori dal campo. Se la difesa saprà contenere le spensieratezze nei limiti del fisiologico, è una squadra che può ben raggiungere il traguardo più lontano.
Le ragazze impegnate in Coppa sono dunque:
Lanciatori: Ilaria Cacciamani, Carlotta Onofri, Sarah Pauly (USA), Emily Vincent (USA).
Ricevitori: Beatrice Maroni, Erika Piancastelli.
Interni: Claudia Banchelli, Miriana Cerioni, Courtney Gano (USA), Elisa Grifagno, Martina Laghi, Lisa Maulden (HUN).
Esterni: Elda Ghilardi, Veronica Onofri, Beatrice Ricchi.
Lo staff tecnico è comporto da Calixto Soça, manager del club per il settimo anno, e Giulio Brusa, che si merita una legittima dose di congratulazioni per l'argento appena conquistato con le Azzurre under 16 agli Europei di categoria.
La Poderi dal Nespoli raggiungerà Praga nel pomeriggio di domenica con un volo da Bologna. E' la prima volta in aereo per il club forlivese, che in passato aveva sempre affrontato in pullman anche le più lontane e massacranti trasferte.
Parte da qui la Poderi dal Nespoli che va a Praga per la Coppa delle Coppe, trofeo giunto all'edizione numero ventotto. Forlì se la gioca per la nona volta e cinque l'ha vinta; in totale sono diciannove le partecipazioni nelle coppe continentali, le ultime sei consecutive dal 2014 a oggi. Nessuno in Italia è riuscito a tanto.
Come in tutte le occasioni precedenti, Forlì ha le intenzioni più serie ed i mezzi per realizzarle. Il gruppo che va a giocarsi la coppa è forte ed equilibrato, senza debolezze apparenti. La pedana di lancio conta su due campionesse: la qualità e l'esperienza di Sarah Pauly non si discutono, e nemmeno si deve più farlo riguardo ad Ilaria Cacciamani dopo quel che ha fatto al torneo di qualificazione olimpica. Saranno aiutate da un terzo asso, Emily Vincent, che torna con Forlì per la terza volta, e dall'affidabile Carlotta Onofri.
L'attacco può schierare un line up profondo e minaccioso. Proviamo a immaginare la sequenza dei battitori con Maulden, Grifagno, Piancastelli, Vincent, Ricchi, Gano, Cacciamani, tutte in grado di tenere una media nel box superiore ai .400, di guadagnare basi su ball, di giocare altrettanto bene per la smorzata, il contatto, la battuta tattica, la legnata fuori dal campo. Se la difesa saprà contenere le spensieratezze nei limiti del fisiologico, è una squadra che può ben raggiungere il traguardo più lontano.
Le ragazze impegnate in Coppa sono dunque:
Lanciatori: Ilaria Cacciamani, Carlotta Onofri, Sarah Pauly (USA), Emily Vincent (USA).
Ricevitori: Beatrice Maroni, Erika Piancastelli.
Interni: Claudia Banchelli, Miriana Cerioni, Courtney Gano (USA), Elisa Grifagno, Martina Laghi, Lisa Maulden (HUN).
Esterni: Elda Ghilardi, Veronica Onofri, Beatrice Ricchi.
Lo staff tecnico è comporto da Calixto Soça, manager del club per il settimo anno, e Giulio Brusa, che si merita una legittima dose di congratulazioni per l'argento appena conquistato con le Azzurre under 16 agli Europei di categoria.
La Poderi dal Nespoli raggiungerà Praga nel pomeriggio di domenica con un volo da Bologna. E' la prima volta in aereo per il club forlivese, che in passato aveva sempre affrontato in pullman anche le più lontane e massacranti trasferte.
lunedì 27 agosto 2018
Paralipomeni
Post liminem di coppa. C'è una sfumatura interessante che può meritare riflessione. Una riflessione che però fermenta da almeno due anni.
Le due squadre più forti del torneo, le vincitrici e l'Olympia Haarlem, conformemente alla nuova disciplina ESF dei tesseramenti avevano tra le loro file diverse "comunitarie". Sì, perfino gli olandesi che tanto hanno fatto i "puristi", anche in tempi recenti, avevano nel roster due giocatrici passaportate e una polacca (e una americana, Floyd).
Questa non è certo la novità della settimana: la strada l'hanno aperta le Dornbirn Sharx degli anni 2000, club austriaco che volendo essere competitivo in Europa, e non avendo delle "fondamenta" nazionali adeguate, ha scelto di diventare multinazionale. Il Bussolengo di Forlì2018, con cinque straniere in campo su dieci giocatrici, non ha inventato niente: nelle Sharx che hanno vinto la finale di Coppa Campioni c'erano sette titolari non austriache su nove. Parliamo di 2009: potrebbe essere stato un punto di non ritorno.
Era un bene e un male nello stesso tempo, si notò subito. Un bene per "il movimento": c'era la speranza di allargare gli orizzonti del softball, estendere la competizione al di fuori del solito terzetto Olanda-Italia-Repubblica Céca, incoraggiare la concorrenza. Il fenomeno-Dornbirn si ridimensionò in un paio di anni, il terzetto rimase e rimane tuttora.
Allo stesso tempo, la filosofia-Sharx andava ad intaccare alla base il concetto di rappresentatività nazionale. A differenza di calcio, basket, volley eccetera eccetera eccetera, nella "palla soffice" il concetto è sopravvissuto. Si vorrebbe poter parlare di "idea romantica" del softball, ma non ha senso: semplicemente, per carenza di risorse, di praticanti, di grandi palcoscenici, il softball è rimasto sport di nicchia ancorato a situazioni locali e quindi è normale che, anche ad alto livello, nella squadra di una città vi siano le giocatrici di quella città e di quella nazione.
Quanto seminato da Dornbirn si è sublimato nel paradosso estremo, il Mediterraneo Malta, vale a dire una squadra rappresentante una federazione senza campionato, composta da australiane con passaporto maltese, o da italiane, o da altre comunitarie.
Ed ecco la conclusione: questo non è per forza il Male, è solo una delle possibili strade da prendere. Si vuole crescere adeguandosi ai comportamenti degli sport più lucrosi? sognare in l'Europa una situazione di livello professionistico, come negli Usa, come in Giappone? oppure limare, disciplinare, correggere per evitare che anche il softball diventi una competizione a due velocità, chi può sta davanti e didietro tutti quanti? o ancora cercare vie "sovraniste", per adoperare un aggettivo abusato? o che?
Si tratta solo di decidere qual è la strada.
Le due squadre più forti del torneo, le vincitrici e l'Olympia Haarlem, conformemente alla nuova disciplina ESF dei tesseramenti avevano tra le loro file diverse "comunitarie". Sì, perfino gli olandesi che tanto hanno fatto i "puristi", anche in tempi recenti, avevano nel roster due giocatrici passaportate e una polacca (e una americana, Floyd).
Questa non è certo la novità della settimana: la strada l'hanno aperta le Dornbirn Sharx degli anni 2000, club austriaco che volendo essere competitivo in Europa, e non avendo delle "fondamenta" nazionali adeguate, ha scelto di diventare multinazionale. Il Bussolengo di Forlì2018, con cinque straniere in campo su dieci giocatrici, non ha inventato niente: nelle Sharx che hanno vinto la finale di Coppa Campioni c'erano sette titolari non austriache su nove. Parliamo di 2009: potrebbe essere stato un punto di non ritorno.
Era un bene e un male nello stesso tempo, si notò subito. Un bene per "il movimento": c'era la speranza di allargare gli orizzonti del softball, estendere la competizione al di fuori del solito terzetto Olanda-Italia-Repubblica Céca, incoraggiare la concorrenza. Il fenomeno-Dornbirn si ridimensionò in un paio di anni, il terzetto rimase e rimane tuttora.
Allo stesso tempo, la filosofia-Sharx andava ad intaccare alla base il concetto di rappresentatività nazionale. A differenza di calcio, basket, volley eccetera eccetera eccetera, nella "palla soffice" il concetto è sopravvissuto. Si vorrebbe poter parlare di "idea romantica" del softball, ma non ha senso: semplicemente, per carenza di risorse, di praticanti, di grandi palcoscenici, il softball è rimasto sport di nicchia ancorato a situazioni locali e quindi è normale che, anche ad alto livello, nella squadra di una città vi siano le giocatrici di quella città e di quella nazione.
Quanto seminato da Dornbirn si è sublimato nel paradosso estremo, il Mediterraneo Malta, vale a dire una squadra rappresentante una federazione senza campionato, composta da australiane con passaporto maltese, o da italiane, o da altre comunitarie.
Ed ecco la conclusione: questo non è per forza il Male, è solo una delle possibili strade da prendere. Si vuole crescere adeguandosi ai comportamenti degli sport più lucrosi? sognare in l'Europa una situazione di livello professionistico, come negli Usa, come in Giappone? oppure limare, disciplinare, correggere per evitare che anche il softball diventi una competizione a due velocità, chi può sta davanti e didietro tutti quanti? o ancora cercare vie "sovraniste", per adoperare un aggettivo abusato? o che?
Si tratta solo di decidere qual è la strada.
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