SEGUI LE COPPE EUROPEE DI SOFTBALL CON LA ITALPOSA FORLI'


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giovedì 13 agosto 2026

Forlì verso Haarlem 5 - La Coppa Coppe 2010

Infandum, regina, iubes renovare dolorem
«Regina, tu mi obblighi a rinnovare un dolore che non deve essere raccontato»
Verg., Aen. II, 3

Questa è una storia di cui nessuno parla volentieri.

La quarta trasferta ad Haarlem del Softball Forlì è nel 2010; stavolta si tratta della Coppa Coppe. L'ospite è l'Olympia Haarlem, che organizza anche la poule A di Coppa Campioni ma che le coppe non le gioca: le rappresentanti dei Paesi Bassi sono infatti Tex Town nel torneo maggiore, Sparks e Terrasvogels (detentore) nella "coppetta".
Lo scopo è ovviamente autopromozionale: l'Olympia è una polisportiva di recente istituzione; la sezione softball è nata nel 2008 dalla fusione tra altri due club di Haarlem (il DSC '74 e il TYBB); gioca al Nol Houtkamp Sportpark, che è un impianto polifunzionale nuovo ed attraente; e insomma, ci sono mezzi e ambizioni per puntare lontano. Prima che finisca il decennio, l'Olympia porterà a termine la missione.

La Fiorini stavolta entra in Europa di rimbalzo. Caserta ha fatto bottino pieno, scudetto e Coppa Italia, entrambe le volte contro Forlì; e dunque campane in Coppa Campioni, Forlì in Coppa Coppe.

Quella del 2010 è la quarta Coppa Coppe a cui prende parte Forlì: le tre precedenti le ha portate a casa (Praga 2000, Ronchi 2005, Caronno 2006), ventisette partite giocate e tutte vinte. La Fiorini 2010 è una squadra alta di gamma, che al gruppo precedente ha aggiunto una eccellente mazza come Pagnini, e una giocatrice formidabile come Andrea Montanari. Per la coppa è tornata Stacey Nelson, stella di Florida University e del campionato Pro giapponese, già con Forlì in Coppa Campioni 2009. I pezzi sono tutti al loro posto, c'è solo un problema.

Primo Maggio, trasferta di Montegranaro, al 2o inning di garadue si infortuna Malerich. Ginocchio. Sembra niente, l'italoamericana rientrerà in poco più di un mese e sarà ancora brillante. Ma.

Ma arriviamo alla Coppa Coppe. A discrezione degli organizzatori, la partita che inaugura il torneo è stata anticipata alla domenica sera invece del consueto lunedì mattina, e le protagoniste designate sono Forlì e Sparks; il fuoriprogramma domenicale non succederà mai più, ma intanto le olandesi il trappolone lo hanno preparato e la Fiorini ci finisce dentro con tutti e due i piedi. Piove e tira vento, Forlì inizia bene dietro i lanci di Nelson ma a metà gara le olandesi rimontano da 1-3 a 4-3; entra Malerich e finisce 7-3. Record di vittorie in coppa interrotto, e chissene, ma soprattutto c'è disagio per essere state messe sotto così. Solo che il peggio deve ancora venire.

Lunedì mattina, match contro le tedesche. A metà del 2o inning, Malerich ruzzola a terra per difendere una smorzata. Non si alza più: stesso ginocchio stesso guaio. Fatti i debiti conti, a Forlì restano due pitcher di ruolo: Nelson e Serena Filiput, che a sua volta gioca su un infortunio alla schiena.

Per farla corta, la Fiorini si fa strada nel torneo perdendo solo un'altra partita, con il Terrasvogels, e si presenta al page system conclusivo da terza classificata dietro alle due olandesi. Al venerdì pomeriggio si libera del Moskovia e, come nel 2007, attende di sapere in quale ordine affrontare le ultime due squadre.

Dal cilindro esce il Terrasvogels di Rolla e Murch. Forlì ne viene a capo 2-0 dopo otto inning di peripezie, e arriva in finale contro le imbattibili Sparks allenate da Juni Francisca.

Sabato mattina, prima del match con il Terrasvogels

E invece, a metà del settimo inning, quelle imbattibili sembrano le forlivesi: spiegano softball e conducono 6-1, mentre Nelson in pedana sta rievocando lo spirito di Malerich 2007, ventuno riprese tirate fra Moskovia, Terrasvogels e Sparks, e senza battere ciglio. Dettaglio grottesco: la troupe televisiva olandese inizia a smontare le attrezzature, non ha intenzione di riprendere il cerimoniale se la vincitrice non è una squadra dei Paesi Bassi. Purtroppo si sta preparando un finale diverso.

E' tutto un attimo. Settimo e possibilmente ultimo attacco Sparks, Nelson fa il primo eliminato, e lì finisce le energie, di colpo, senza preavviso e senza misericordia. Una, due, tre valide, anche lunghe; quando Forlì fa il secondo out il tabellone dice 6-4. Ma ormai la valanga è partita, e la cosa peggiore è doverla guardare senza poterci fare niente. L'ultimo carnefice è Debbie Connor: aveva già castigato l'Italia nelle qualificazioni per le Olimpiadi 2008, stavolta tocca a Forlì: basi piene, doppio contro la recinzione, finisce 7-6. Dopo la partita, nessuno riuscirà a dire niente per ore.

martedì 11 agosto 2026

Forlì verso Haarlem 4 - La Coppa Campioni 2007

Non ci si dovrebbe stupire se non di potersi stupire ancora
(François de La Rochefoucauld)

Nel 2007 le Sparks ottengono di ospitare la Coppa Campioni nel decennale della loro prima organizzazione, quella del 1997 vinta da Forlì. E' l'edizione numero 30. Stavolta il campo principale è il Noordersportpark, il diamante dentro il parco di Schoterbos su cui giocano le "Scintille"; campo secondario viene eletto quello del Terrasvogels, il De Elta di Santpoort-zuid.

La formula del torneo si è dilatata, passando da otto a dieci partecipanti e aumentando in proporzione le fasi e il numero di partite: sempre due gironi, poi un round robin a sei e infine il page system finale che decide le medaglie.

La Fiorini Forlì è campione d'Italia ed entra in coppa dalla porta principale. La squadra da battere è Macerata, che l'anno prima ha vinto la sua quinta Coppa Campioni e si è rinforzato con l'australiana Stacy Porter, la più forte battitrice in purezza di quel decennio.

Forlì può coltivare le sue legittime aspirazioni. Ha Leslie Malerich nel suo prime, e quella Malerich era in grado di vincere le partite quasi da sola; ma c'è anche stato un problema con la lanciatrice americana Sallinger, tornata negli Usa a giugno senza fornire troppe spiegazioni: la sostituisce Lisa Dodd, giocatrice molto più forte e completa, ma che in pedana (complice un infortunio) non può fornire la stessa qualità.
Per la Coppa si è aggiunta Natalie Anter, gloria forlivese e olimpionica ad Atene 2004, che temporaneamente aveva anche cessato l'attività; e c'è anche una italoamericana di Miami, Sara Ghezzi. Farà la sua parte.

L'inizio non è di quelli sfavillanti: tedesche superate per 2-0, russe con un faticosissimo 2-1, e poi il ko contro le Sparks, 1-2 agli extra inning sotto una pioggia battente e fastidiosa perfino a dire degli autoctoni. E' una sconfitta amara e a Forlì tocca rimpiangere undici corridori lasciati in base e almeno tre occasioni con la giocatrice in Terza e meno di due eliminati.

L'indomani, è mercoledì, al De Elta la Fiorini supera in scioltezza le spagnole e, di rientro al Noordersportpark, apprende una notizia in apparenza futile, ma che avrà il suo peso.
Dunque, le Dornbirn Sharx, rappresentanti austriache, avevano iniziato a costruire squadre interessanti, molto "multinazionali" e competitive: quel progetto già l'anno dopo (Praga 2008) le porterà all'argento continentale, e l'anno dopo ancora (Legnano 2009) alla conquista del bottino grosso. In coppa le Sharx portavano sempre lanciatrici americane molto forti; a Bollate 2006, per esempio, si erano presentate con Kristina Thorson (giocherà con Forlì i playoff 2009 e 2010); ad Haarlem 2007 c'è Brianne McGowan, monumentale pitcher di Oregon State, una in grado di far arrivare molto lontano la sua squadra.
Succede che quel pomeriggio Dornbirn gioca contro le belghe del Brasschaat: ha bisogno di vincere per andare al round robin, e dopo quattro inning gestisce un comodo 4-1. Il manager austriaco ritiene necessario risparmiare un po' McGowan, la avvicenda... e la partita finisce 11-4 per le Brasschaat Braves.

Così la Fiorini trova sul suo cammino le belghe al posto delle austriache, vale a dire una squadra forte ma gestibile anziché la mina vagante del torneo. E quindi è Forlì che, assorbito senza drammi uno 0-4 con Macerata, può vincere agevolmente sia con Braaschat sia con lo Joudrs Praga senza mandare nel cerchio Malerich, tenuta a riposo in vista delle ultime tre partite. Le romagnole infatti sono arrivate al page system da terze classificate e se vogliono arrivare in Finale sono costrette a tre vittorie: devono battere subito lo Joudrs, e poi nell'ordine la perdente e infine la vincente di Macerata - Sparks.

E' il venerdì pomeriggio, e Forlì parte a tutta manetta: 5-0 alle céche, sette riprese di no hit (no hit!) per Malerich, e appuntamento per il sabato mattina con le Sparks, che in serata si prendono una allegra "manifesta" dalle detentrici del trofeo.

Contro le olandesi, Forlì capovolge ciò che era stato il match della prima fase: sono le Sparks a dilapidare occasioni, mentre la Fiorini si fa bastare una volata di sacrificio di Stefania Vitaliani nel tie break; finisce 1-0, Malerich tira altre otto riprese de sostanza, Anter fa un pickoff memorabile sul possibile punto delle padrone di casa. Ancora non basta, però: ad attendere in finale c'è il kraken.

La Fiorini si aggrappa al braccione di Malerich e se la gioca con la forza dei nervi distesi. Va avanti 2-0, subisce il pareggio, rischia grosso in un paio di situazioni e, per la seconda volta in un giorno, approda agli extra inning. Forlì, che attacca per prima, riempie le basi e tocca a Sara Ghezzi realizzare l'impensabile: bolide all'esterno sinistro e 4-2. Poi valida interna di Zauli e 5-2.
Cambio di turno in attacco, tocca alle campionesse in carica. Ma il palcoscenico è di Malerich (ventitrè riprese lanciate in ventiquattr'ore) e di Forlì tutta: il 5-2 rimane, Forlì vince la sua terza Coppa Campioni.

Tutti insieme, Forlì!

domenica 9 agosto 2026

Forlì verso Haarlem 3 - La Coppa Campioni 2001

[...] piove su i nostri vólti / silvani,
piove su le nostre mani / ignude,
su i nostri vestimenti / leggieri,
su i freschi pensieri [...]
G. D'Annunzio, La pioggia nel pineto, vv. 20-26.

(questo post è stato aggiornato dopo la prima pubblicazione)

La Coppa Campioni edizione numero 24 si disputa ad Haarlem ed è organizzata dal Terrasvogels, che ospita le partite al mitico De Elta di Santpoort-zuid, usando come campo secondario il diamante delle Onze Gezellen, società per così dire satellite.

Le iscritte sono otto, quindi tutti contro tutti e poi page system finale. Il detentore è Macerata; Forlì ha titolo a partecipare come seconda classificata nella A1 2000, sempre dietro a Macerata; poi c'è il Terrasvogels, che però non è più quel Terrasvogels, e anche le céche alla fine qualcosa la sbagliano sempre, e le russe boh? insomma, la finale tuttitalia sembra scritta in anticipo.

Di quella settimana di coppa verrà ricordata soprattutto la pioggia. Un assortimento da manuale di meteorologia: pioggia semplice lunedì, acqua a catinelle martedì, acquerugiola mercoledì, ampi scrosci giovedì, cielo coperto venerdì, e ultimo giorno che si apre con solicello mattutino e al pomeriggio si metamorfosa in un solenne diluvio. Che causerà l'interruzione anticipata della finale: ma prima di spoilerare troppo, riavvolgiamo il nastro.

Forlì, con il nuovo marchio Fiorini fresco di stampa sulle casacche, arriva in coppa con grandi speranze. La squadra è quella che l'anno prima aveva vinto Coppa Coppe e Coppa Italia. Ci sono dei rinforzi e, solo per la Coppa Campioni, c'è Jennifer Spediacci, una delle lanciatrici più formidabili ad aver giocato nel campionato italiano.

Fiorini e Macerata si annusano subito il primo giorno. Sotto una pioggia fastidiosa, Forlì cede 3-1 agli extra inning, c'è un po' di amarezza per l'occasione persa, ma anche la certezza delle proprie forze.
Per tutta la prima fase, Forlì non perde più: a volte è irresistibile (8-1 al Terrasvogel con grand slam di Auletta), a volte si incarta (1-0 al Viladecans con mucho sufrimiento; o anche 2-1 in rimonta con le russe). E così si arriva al page system: si affrontano le prime due, chi vince è in finale, l'altra al ripescaggio. Forlì quindi ritrova Macerata, e riperde, stavolta 1-0.

Lo spareggio è una formalità, un 3-0 al Terrasvogels molto più netto del puro valore numerico. Romagnole in finale: doveva essere una faccenda tra Forlì e Macerata, e così sarà.

La finale inizia che già vien giù dell'acqua. Macerata segna subito un punto, poi il duello in pedana fra Spediacci e Bugliarello (altra formidabile lanciatrice) congela gli attacchi. La pioggia aumenta, si arriva al sesto inning, e la Fiorini ha un'occasione: c'è il corridore in Seconda, Zauli nel box di battuta, un solo eliminato. La bolla scoppia quando Forlì contesta una chiamata di strike: per Zauli è ball, non ci sta, giusto così, è la Finale, mica altro.
L'arbitro capo minaccia l'espulsione, e a quel punto entra in campo il manager Jason Kumeroa, deve moderare la situazione, deve proteggere la sua giocatrice: solo che quando "JK" arriva nei pressi dell'arbitro, le cose prendono una piega per così dire animata, volano un po' di stracci e alla fine della fiera Kumeroa è espulso e la partita interrotta, perché nel frattempo dal cielo vengon giù secchiate. Risultato omologato, Macerata vince 1-0. Tutto finito, sic e simpliciter, e ormai non importa più chi abbia avuto ragione e chi torto.

Il De Elta a giugno 2026

L'ultimo pensiero è per il De Elta. Ci giocano le giovanili del Terrasvogels, perché dal 2021 la prima squadra non esiste più, dopo essersi fusa proprio con le Onze Gezellen (ne avevamo già parlato). Il diamante dunque esiste ancora, anche se per poco.
E' di questi mesi la notizia che la municipalità locale ha approvato un progetto edilizio per costruire su tutta l'area (che è vasta: c'è anche un campo da calcio) un centro di accoglienza per richiedenti asilo. Il centro dovrà diventare pienamente funzionante entro la fine del 2026, per consentire la contestuale chiusura della struttura ricettiva attuale, che è una nave (la Ocean Majesty) ormeggiata lungo il Nordzeekanaal presso la città di Velsen, e che di fatto è ormai inadeguata.
Una volta che questo dovesse esaurire la propria funzione, al posto del centro di accoglienza andrà un'area verde. Non necessariamente dei campi da baseball o softball.