SEGUI LE COPPE EUROPEE DI SOFTBALL CON LA ITALPOSA FORLI'


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martedì 25 agosto 2026

La Quinta

Battendo in finale 4-1 Bollate, il Softball Forlì ha vinto l'edizione numero 48 della Coppa Campioni. Per la società romagnola si tratta della quinta vittoria su quattordici partecipazioni: i precedenti successi erano arrivati nel 1997, 2002, 2007 e 2021. Tre di questi cinque successi sono stati conquistati sui diamanti di Haarlem (1997, 2007, 2026).

Per l'Italposa è stata una finale dal feeling un po' strano, dall'atmosfera tesa ma senza essere nervosa. O almeno, il nervosismo non ha fatto tempo a manifestarsi perché -in maniera simbolica e anche sostanziale- il match è andato nella direzione desiderata da Forlì fin da subito. Dalla prima palla, a essere precisi.

Non proprio la prima palla della partita, l'attacco iniziale lo aveva fatto Bollate; ma la prima pallina a disposizione del line up romagnolo. In quel lancio c'è tutta la carica, la voglia e la tecnica di Sarah Willis, ma anche la premonizione dei suoi problemi di controllo e, in ultima sostanza, di quello che sarebbe stata la prima metà della finale. Quella pallina finisce addosso a Laura Vigna, che va in Prima, e poi in Seconda perché anche Piancastelli riceve base su ball, e poi in Terza su palla sfuggita al ricevitore; e infine Vigna completa il giro e segna il punto del vantaggio forlivese, quando Lacatena scaramella in modo fortunoso una pallina che rotola a destra e rimane in campo, e la prima base avversaria non legge bene la situazione, aspetta Lacatena sulla corsia per fare l'out e vede in ritardo Vigna schizzare verso casa, e quando la vede è troppo tardi, 1-0.

Scivolata a casa
photo courtesy Renata Jansen

Nel frattempo anche Piancastelli è in Terza, e appena si presenta l'opportunità l'Italposa non se la fa scappare: altra palla scontrollata di Willis (classificato poi "lancio pazzo"), la forlivese vola sul piatto di casa e batte sul tempo il tentativo di eliminazione del catcher di Bollate, 2-0.

Da qui in poi Willis neutralizza l'attacco romagnolo, mentre in pedana per l'Italposa Jordan Johnson inizia la sua grande giornata. Che non è senza pericoli, perché Bollate mette due corridori in base al terzo inning, addirittura riempie il diamante al quarto con due singoli e una base gratis, un solo eliminato, la capitana della nazionale Longhi nel box. JoJo ne esce bene, Longhi batte verso la Terza che assiste a casa per l'out obbligato, e l'inning si chiude sul sesto "k" di giornata per JoJo (alla fine ne farà 12).

A inizio 5o inning Willis esce; non c'è un motivo evidente, è arrivata solo a 72 lanci, il controllo l'ha un po' recuperato, e con il suo "cambio" ha addomesticato l'attacco di Forlì. Forse è solo una scelta tecnica: entra Kindermannova, tira curve veloci velocissime, e Forlì non l'ha mai incontrata. Ci sta. Solo che la céca non è subito efficace: quattro ball in fila a Giacometti, ma ball-ball, e poi è Cacciamani che se la lavora e che, al termine di un turno durato dieci lanci, spreme anche lei un biglieto gratuito per la Prima Base. La smorzata di Cortesi fa avanzare i corridori, ed ecco una nuova opportunità; entra Laura Vigna, singolo nel mezzo, 4-0.

Sembra un quadro di epoca rinascimentale
photo courtesy Renata Jansen

Di qui in avanti la partita è sulle spalle di Johnson, e tutta la squadra è con lei. Al sesto turno JoJo incassa un singolo e un doppio, Bollate segna il 4-1, ma la ragazza del Kansas ha ancora una bella velocità, ha gli effetti, ha energia, e tutto questo si trasmette e dà sicurezza all'Italposa.
JoJo inizia il settimo inning con il turno basso del line up avversario, 8-9-1. Non bisogna fare regali ai primi due battitori, perché poi ricomincia il giro, perché poi ci sono quelle più forti, perché un vantaggio di 4-1 è niente e la partita fa sempre tempo a imbrogliarsi e rotolare via, Forlì lo sa benissimo e a insegnarglielo è stato proprio quel diamante su cui sta giocando, il diamante della finale 2010, quella di cui nessuno parla volentieri.
E i primi due battitori rimangono al piatto. C'è ancora Zayas, è la giocatrice avversaria più pericolosa e ci starebbe perfino (perfino) di passarla in base per evitare un possibile fuoricampo che avrebbe conseguenze imprevedibili. Ma stavolta non è il caso di esagerare in prudenza: JoJo se la gioca e la cubana si fa ingolosire da una traiettoria poco favorevole, la sua battuta rotola piano verso Cortesi, che assiste Carlotta Onofri, che fa l'out in Prima, e libera le braccia verso il cielo.

Ed è così che Forlì ha vinto la sua quinta Coppa Campioni.

sabato 22 agosto 2026

Il cielo d'Olanda

Stasera è bellissimo

Scocciature

Il recupero lo vince Forlì. L'Italposa supera Bollate 2-0 e chiude il Super Round da prima classificata con un record di quattro vinte e una persa; giocherà la finale per l'oro da squadra di casa. Con un record di 3-2, Bollate è appaiato a Rivas e Olympia, ed è davanti (semplificando) in virtù del miglior quoziente-punti. La finale è in programma alle 18, salvo maltempo, come la settimana ci ha ben insegnato.

La partita, nessuno avrebbe voluto giocarla. Serviva quasi a niente (quasi): e se qualcuno si fosse fatto male? imperdonabile. Dovendo giocare di nuovo entro poche ore, l'evento era sentito da tutte e due le squadre come una scocciatura, nel senso più lato del termine. Pablo Suarez ha tolto dalla formazione una parte delle titolari, e lo stesso ha fatto il manager bollatese. Con Floyd nel circolo per Forlì, e Bigatton per le campionesse in carica, ne è nata una partita equilibrata, bella anche tecnicamente, con azioni pregevoli. Una partita che le due squadre hanno iniziato pian piano a "sentire".

E a quel punto, come succede sempre, ci si è resi conto che anche perdere è una scocciatura, ma grossa: così appena si presenta una opportunità, Suarez prova a vincerla. E ci riesce.
Sesto attacco, Forlì riempie il diamante; entra Vigna pinch hitter su Turci, doppio fra gli esterni, due punti.

A Bollate resta un attacco. Apre Cecchetti con un doppio; poi l'ottima Floyd lascia al piatto Costa, e infine due volate mettono fine al match.

E arrivederci a più tardi.